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Non più "tentato omicidio" ma "lesioni volontarie gravi". Novità nel caso della barista investita

NARDO' - Cade l'accusa di tentato omicidio per Alessandro Piccione, l'uomo che investì la barista Antonella Bisanti lo scorso primo novembre. Passa, almeno in parte, la linea difensiva dell'avvocato Ezio Maria Tarantino con le accuse che si attenuano da "tentato omicidio" a "lesioni volontarie gravi" con il riconoscimento dell'attenuante comune della provocazione, ovvero l'aver agito in stato di ira, determinato da un fatto ingiusto altrui. L'avvocato difensore, ha concordato con il pubblico ministero Stefania Mininni la richiesta del rito speciale del patteggiamento per il 40enne neritino. I fatti in breve. Alle 16.30 del giorno di "Ognissanti", in via don Gregorio Gaballo, secondo l'accusa, Alessandro Piccione avrebbe investito volontariamente Antonella Bisanti al culmine di un violento litigio. Ed è per questo che era inizialmente accusato di tentato omicidio e omissione di soccorso. Antonella Bisanti, ricordiamo, è rimasta diversi giorni in coma e ancora oggi prosegue nel lungo programma di recupero. L'avvocato difensore ha concordato con il Pm una richiesta di patteggiamento della pena da sottoporre all'esame del giudice per le indagini preliminari che, in una nuova udienza, valuterà la posizione dell'imputato.

L'iniziativa di Ezio Maria Tarantino, che con il patteggiamento prevede lo sconto fino a un terzo della pena, punta a contenere gli effetti della sentenza di condanna finale nel limite dei tre anni.

Per Alessandro Piccione, quindi, non si aprirebbero nemmeno le porte del carcere. Rimane in piedi il procedimento a carico del figlio della donna, N.T. Di vent'anni, indagato per danneggiamento aggravato. Nelle concitate fasi della discussione, secondo quanto emerso da una relazione tecnica sulla dinamica del sinistro depositata dalla difesa, il ragazzo avrebbe sferrato un violento calcio contro il parafango anteriore della Toyota Corolla blu del 40enne.
Il ventenne è difeso dall'avvocato Gianpiero Geusa. Alessandro Piccione, anche nell'ultimo interrogatorio, ha sempre sostenuto che si sarebbe trovato circondato dal figlio della donna e dai suoi amici.

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