NARDÒ - Botte da orbi all'equipaggio per 118. Ma scoppia la rabbia del responsabile: “così non si può più andare avanti, siamo troppo esposti”.

E' successo ieri pomeriggio a Leverano: sono le 15 quando l'autoambulanza dell'Uer di Nardò viene invitata a raggiungere la periferia del paese per soccorrere un trentenne del posto. Si tratta di un "codice rosso" che poi, in ospedale, si trasformerà in Tso, una procedura sanitaria che può essere applicata in caso di motivata necessità e urgenza clinica, conseguenti al rifiuto al trattamento del soggetto che soffra di una grave patologia psichiatrica o infettiva non altrimenti gestibile, a tutela della sua salute e sicurezza pubblica.
Ma la sicurezza pubblica non la possono tutelare sicuramente gli operatori del 118 da soli che vengono accolti come peggio non si potrebbe: l'uomo, alla vista dei camici, ha combinato di tutto. Ha innanzitutto tentato di “picchiare”, letteralmente, l'ambulanza: il leveranese, in preda al suo disagio mentale si è scagliato contro il mezzo ed ha sfasciato entrambi i cristalli del portellone posteriore. Lo ha fatto a mani nude, colpendo con le nocche,
procurandosi tagli ovunque. Poi calci alla carrozzeria. Poi ha inseguito e preso a calci la dottoressa, una donna originaria di Casarano, ha preso a pugni nell'addome un accompagnatore di Nardò e schiaffi e calci all'autista e all'infermiere. Quattro persone per le quali una faticosa giornata di lavoro (retribuita con 23 euro per turno...) si è trasformata in un incubo. Per due uomini c'è qualche preoccupazione perché, a causa dei pugni sferrati all'altezza della gabbia toracica, sono stati visitati da un cardiologo.
Torniamo al fatto: ancora non sono giunti sul posto i carabinieri che alcuni parenti stretti dell'uomo riescono a fermarlo, lo caricano in una automobile e lo portano al pronto soccorso di Copertino. Sul posto pare una scena di guerra: persone in lacrime, vetri e pezzi di ambulanza ovunque.
Gino Barone, responsabile Uer, urla ed è una furia: “non si può continuare ad esporre in questo modo i nostri operatori che, lo ricordo, sono volontari. C'è un mezzo fuori uso che resterà fermo per ore (alle 19 non è stato ancora riparato e si cerca un mezzo sostitutivo ndr.) e un territorio enorme come Nardò scoperto dal servizio sol perché dobbiamo fare la spola lungo l'intera provincia. Di certo – conclude Barone – la situazione è ormai critica e ogni giorno è messa a repentaglio l'incolumità degli operatori”.















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