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C'entro o non c'entro? Il dilemma di chi vuole entrare nel Centro storico in auto. E di chi dice no PDF Stampa E-mail
Scritto da Serena Marchese   
mercoledì 11 novembre 2009
NARDÒ - Parliamoci chiaro. Escludendo l’ennesimo sfortunato imprevisto, a breve i lavori nel centro storico finiranno.
Sudati, tirati alle calende greche, quello che vi pare, ma finiranno.
La domanda, a questo punto è: e poi? Qualcuno ha capito che succederà nel centro storico?
Per dirne una, il basolato nuovo e bello liscio servirà ai soliti sbruffoni che si credono a Indianapolis o ai bambini che ci potranno fare i giretti in bici?
Finirà tutto con la chiusura dell’ultimo cantiere o si partirà da lì, e prima ancora di quello, per capire come portarci la gente, in questo benedetto centro?
 
Benedetto non si sa mica quanto, visto che parlare del centro storico è come parlare del mistero del Graal. Nessuno sa cosa succederà davvero, nessuno ha idea di quali siano le intenzioni dell’amministrazione una volta terminati i lavori.
Nel programma elettorale, ci risulta, si parlava di diverse cosette (che troverete in confezione regalo a fine pagina). Ad esempio, la creazione di una zona wi-fi per i ragazzi, che non ci risulta.
Mentre ci risulta invece che così parlasse il sindaco nel programma elettorale: “L'impegno della coalizione è quello di giungere alla ripopolamento del Centro Storico continuando a sostenere economicamente i proprietari residenti e prevedendo la dislocazione nel centro storico di alcuni uffici comunali. In particolare potranno essere utilizzati per uffici di rappresentanza alcuni pregevoli edifici comunali come il la vecchia sede della Pretura di Piazza Salandra ed il Sedile”.
Di grazia, quando?
A questo punto, ci si chiede, c’è un’idea? E se c’è, si può sapere, di grazia, qual è questa idea?
È definitiva, questa idea, o è passibile di cambiamenti ad uso e consumo di pochi e che si buttino a mare gli altri? Perché pure questo e soprattutto questo, può succedere in questo diamine di paese, che uno si alza la mattina che la statua di San Gregorio gli stizza ché gli fa ombra sull’orticello dalle sette alle sette e mezza e se c’ha l’amico giusto la statua di San Gregorio la spostano.
E può succedere, può succedere benissimo, perché quando non c’è un piano serio e ben prestabilito, qualunque cosa sembri avere anche solo vagamente senso, può esser fatta, ché tanto l’alternativa non si sta tradendo perché non c’è.
Hai voglia a fare riunioni, mangiarsi la testa su cosa sia meglio per tutti, tanto poi basta bussare alla porta giusta che si fottono gli altri e sto bene io.
Pessimisti? Sì, senza remore a dirlo, né a dire che, in tutta onestà, da cittadini fruitori del centro storico e di ogni angolo della città, ci siamo un po’ rotti i cosiddetti (scusate la rudezza) del nulla in cui si naviga.
Ma torniamo da dove siamo partiti. Per dirne una, quando l’ultimo cantiere chiuderà, il centro storico tornerà ad essere la scorciatoia prediletta dei neretini (visto che tra l’altro il basolato nuovo, per le sospensioni è pure più appetibile delle buche sulla circonvallazione) o, come succede in quasi tutte le città, sarà aperto solo ai pedoni, a chi ha voglia di fare una passeggiata e godersi il barocco senza respirare gas di scarico?
Quello che ci fa pensare che quest’ultima ipotesi sia più lontana e improbabile, è l’aver sentito parlare addirittura della riapertura di via Duomo.
Temporanea, a quanto parrebbe, solo per evitare eccessivi disagi ai commercianti che in questo momento risentono delle strade bloccate dai cantieri, ma il dubbio resta.
Sarebbe davvero solo temporanea e solo destinata ad esempio, al passaggio dei fornitori? E in questo caso, sarebbe garantita la presenza di qualcuno che vigili che lo sgaglio di turno non decida di spaccare per la piazza per evitarsi il giro dalla circonvallazione? O sarebbe l’antipasto prima della definitiva e completa riapertura del centro alle macchine e al diavolo lavori, basolato nuovo e centro storico?
Noi un’idea ce la siamo fatta, nel frattempo, in attesa di risposte e chiarimenti, vi forniamo una piccola cronistoria di quello che è successo nelle ultime due settimane. È un po’ lunga, ma vale la pena leggerla.
 
21 ottobre
Disputa nel Centro storico: c’è chi vuol aprire subito via Duomo al traffico dei veicoli e chi, invece, vuol chiudere da subito alla circolazione delle automobili. Così si sono creati due “partiti” con l’Amministrazione che avrebbe deciso per una chiusura si da subito.
La “bomba” è scoppiata in occasione del blocco di corso Vittorio Emanuele in seguito al quale i commercianti della via (bloccati a monte e a valle dai cantieri aperti) hanno avuto un incontro con il dirigente della Polizia locale, con i responsabili dell’associazione di via “La Cittadella” e con un consigliere comunale.
L’ipotesi è stata di riaprire via Duomo per chi proviene dalla zona poste/cattedrale in risalita verso piazza Salandra. Due le aree di sosta da quindici minuti: nella piazza lato sedile e dietro la chiesa di San Domenico.
Tutto ciò per favorire, in questo momento di difficoltà, i negozi del corso che appaiono isolati. Poi si sarebbe discusso, ma a regime e con il basolato ultimato, della chiusura definitiva. Ma l’ipotesi di apertura parziale è naufragata nelle ultime ore per l’opposizione di altri commercianti ed ora si annuncia battaglia.
 
25 ottobre
“Sindaco, perché non parli?” I lavori per il basolato in corso Vittorio Emanuele indispettiscono i commercianti del centro storico che, riprendendo una “moda” nazionale, pongono cinque domande al primo cittadino. “L’associazione per il Centro storico, “La cittadella” – dice l’ingegner Dario Lisi - non ha più parole per esprimere il disagio degli operatori commerciali, degli artigiani e dei residenti di fronte ad una situazione kafkiana, si rivolge direttamente al sindaco e gli porge cinque domande, sperando, per una volta, che egli voglia rispondere”.
La prima verte sulla data di ultimazione dei lavori: il 18 luglio ampiamente trascorso.
“Perché il Comune non ha mai avanzato una protesta ufficiale?” “Ancora oggi – continuano i rappresentanti della Cittadella - di fronte ad un cronoprogramma aggiornato, in conseguenza di tutti i ritardi accumulati, e che prevede l’ultimazione di tutti i lavori di basolatura entro il 30 novembre 2009, già completamente disatteso senza nessuna apparente motivazione tecnica, perché continua a rimanere indifferente e non assume alcuna posizione ufficiale nei confronti dell’Ente appaltante?”
L’ultima delle cinque è la più incisiva: solo il 5 ottobre ci si accorge dei ritrovamenti archeologici nel sottosuolo antistante il Teatro Comunale; tre giorni dopo i lavori vengono sospesi in attesa di decidere sull’opportunità dell’insediamento della tubazione per la raccolta dell’acqua piovana.
Da allora nessuno ha deciso nulla con l’acqua che si infila ovunque. “Perché?” chiede la Cittadella. Ieri, infine, su invito del consigliere provinciale Giovanni Siciliano, il direttore generale della Provincia Gianni Refolo ha partecipato ai lavori della commissione interpellando anche con l’archeologo della Soprintendenza, Arcangelo Alessio.
“Il sindaco non si è preso la briga di affrontare il problema e assumersi le sue responsabilità – dice Siciliano – vuol dire che dovremo intervenire noi”.
 
27 ottobre
In riferimento alle recenti notizie di stampa, concernenti i lavori di rifacimento del basolato del centro storico cittadino, ritengo doveroso evidenziare, d’intesa con gli altri componenti il Gruppo Consiliare “Uniti per Antonio Vaglio”, esclusivamente quanto segue:
1. il consigliere provinciale di minoranza, Giovanni Siciliano, continua, com’è suo costume, a fare il Masaniello di turno, inserendosi, artatamente e senza alcuna cognizione di causa, in questione di cui ignora anche l’abc, e, cosa ancor più sconcertante, strombazzando a destra e a manca il suo “altolocato” interessamento, ancorché non richiesto dai cittadini interessati, ai quali, certamente, non sono estranei i conclamati atteggiamenti del novello Mecenate di Palazzo dei Celestini e la politica dell’”aria fritta”;
2. il sindaco Vaglio, anche per il mio tramite, ha costantemente monitorato l’incresciosa situazione determinatasi con l’interruzione forzata dei lavori nel Centro storico, sollecitando sistematicamente e costantemente la Soprintendenza ai Beni Culturali di Taranto, nella persona del Dott. Arcangelo Alessio, nonché tutti gli altri Enti interessati;
3. appare strano, inoltre, che il capogruppo provinciale UDC, Mino Frasca, dia credibilità, sia pure a mezzo stampa, a chi notoriamente, nell’ultimo quindicennio, se l’è cantata e suonata in tutte le salse e in tutte le lingue, attribuendo, spudoratamente, agli altri tutti i possibili demeriti nella gestione politico-amministrativa della Città e a se stesso, invece, ogni virtù divina e tutte le iniziative meritevoli di lode.
L’intero Gruppo Consiliare “Uniti per Antonio Vaglio” continuerà, come sempre, per il tramite dell’Assessore Gustavo Petolicchio e mio personale, a dialogare con i commercianti ed i residenti del Centro storico neritino, anche al fine di cogliere ogni utile proposta, ma anche e soprattutto per contribuire ad alleviare, in tutti i modi possibili, i comprensibili disagi dei concittadini ed a sollecitare chi di dovere ad una rapida conclusione dei lavori. Flavio Maglio
 
29 ottobre
Non vogliono la “spaccanardò” e cioè una lunga strada per le auto che divida in due il Centro storico. Nasce un nuovo gruppo di cittadini e residenti che nei giorni scorsi ha formalizzato la propria esistenza andando ad incontrare il comandante della Polizia locale.
La presenza di alcuni vigili intenti a prendere misure in piazza Salandra, infatti, rivelava l’interesse di riaprire al traffico via Duomo che, di fatto, è chiusa dal 1991.
“Chi risiede, lavora o chi “vive” il Centro storico – scrivono i firmatari di una nota - si rende conto che questa paventata riapertura comporterebbe solo un vertiginoso aumento del traffico veicolare dove, a causa delle ridotte dimensioni delle strade del centro, non ci sarà più una reale possibilità di sosta o fermata in piazza Salandra, sulle vie principali né tantomeno sulle arterie secondarie.
Tutto ciò non gioverà affatto ai commercianti, perché il solo transito dei veicoli non incentiva e non facilita la sosta o la fermata davanti alle vetrine dei negozi, ma finirà a nostro avviso con l’aumentare ulteriormente il disagio. Il piano proposto servirà solo a dare sfogo alla circonvallazione ricreando la viabilità della “Spaccanardò (situazione già vissuta in passato), a scapito di chi realmente vuole arrivare in centro per raggiungere le attività commerciali presenti, e comunque ad un prezzo insostenibile per la vivibilità del Centro”.
Niente gruppi o fazioni, dunque. Solo il bene della città, e dei pedoni, nel mirino del comitato “Ztl” (zona a traffico limitato) che ora si attende una risposta dagli amministratori e chiarezza dalla politica: “richiediamo con urgenza la convocazione di una commissione consiliare che affronti e valuti bene i problemi sollevati, affidandoci alla sensibilità dell’amministrazione, con la speranza che, la richiesta della collettività, volta al sociale, venga studiata e risolta con una scelta coraggiosa in termini decisionali che porti ad un più concreto sviluppo del futuro del nostro centro antico”.
In seguito alla proposta avanzata da alcuni commercianti del Centro Storico, al fine di migliorare i disagi economici e logistici dovuti al protrarsi dei lavori del basolato, si e prospettato come piano traffico transitorio l’apertura al traffico veicolare del tratto pedonale di via Duomo che permetterà di risalire in Piazza Salandra da Piazza Umberto I – Corso Garibaldi (le Poste) – Cattedrale – Calvario – via Duomo – “spaccare la Piazza” S. Domenico – per poi proseguire su via de Pandi – S. Giuseppe – via Lata – Castello.
Bisogna tener presente, inoltre, che l’aumento del traffico di transito va contro i principi basici della gestione dei centri urbani, rivolti, in maniera sempre più decisa, all’aumento della sicurezza pedonale. Basterebbe volgere lo sguardo allo sviluppo dei centri storici a noi più vicini (Lecce, Otranto ecc.), in cui il traffico veicolare illimitato non è certo stato il segreto del loro successo.
In linea più generale noi riteniamo che il traffico veicolare nel Centro Storico vada diminuito e non aumentato, per i seguenti motivi:
a) il traffico veicolare nel centro antico comporta, innanzitutto, danni agli edifici alle sue fondazioni e allo stesso basolato in conseguenza delle vibrazioni indotte dai veicoli. Si deve tenere in considerazione che buona parte del Centro Storico di Nardò è considerato “zona a rischio dissesti”, dove, aumentare volutamente il volume di traffico, è già una decisione irresponsabile, aggravata anche dalla mancanza dei collaudi di fine lavori;
b) l’inquinamento dovuto alle polveri sottili degrada il patrimonio edilizio e crea seri problemi ai polmoni di chi soggiorna in questo spazio urbano;
c) l’inquinamento acustico, causato dal rumore delle vetture, è un fastidio inutile che peggiorerà nel momento in cui si tornerà a “spaccare la piazza”;
d) la dimensione delle strade non permette una sicura coesistenza del traffico veicolare con i pedoni. Sulle strade strette e senza marciapiedi le macchine che sfrecciano sono un vero pericolo per tutti e soprattutto per i bambini piccoli che sono direttamente sottoposti a questo disagio;
e) aumentare il traffico su Corso Garibaldi, attualmente a doppio senso “sofferto”, con parcheggio abusivo e selvaggio di fronte all’Ufficio Postale, peggiorerà il disagio dei residenti in Piazzetta della Biblioteca, Piazzetta della Rosa, e di via Tripoli Italiana, evidenziato soprattuto dalla carenza/assenza di opportuna segnaletica stradale che regola la viabilità carraia.
Con la presente non si vogliono creare “gruppi” o “fazioni”, come immaginato da qualcuno, sulle diverse scuole di pensiero in merito alle suddette considerazioni, perché la divergenza di idee è costruttiva, se discussa con pazienza e dovizia di particolari. In attesa di un riscontro porgiamo i nostri cordiali saluti,
Il Comitato ZTL
 
2 novembre
In centro i cittadini hanno deciso di adottare i pali che stanno spuntando come i funghi: quasi quasi ce ne sono più che di abitanti.
“Un palo al posto di un albero potrebbe essere lo slogan di questi giorni – dicono i residenti e commericianti che hanno costituito, da qualche giorno, il comitato Ztl – perché, nonostante le rassicurazioni nei giorni scorsi da parte degli amministratori, riguardo un possibile ripensamento sul piano traffico, oggi la sveglia nel Centro Storico è avvenuta a suon di trapanate per “piantare” la nuova segnaletica provvisoria”.
Il comitato ZTL si chiede e si interroga, proponendo una cosa che va di moda. Le domande.
“Come mai è stato ridotto ad un “groviera” il basolato appena rifatto per una segnaletica provvisoria?
Come mai con un provvedimento sospeso ed una richiesta di commissione consiliare è stata comunque predisposta tutta la nuova segnaletica, come se fosse quella definitiva?
Come mai sono stati impiantati così tanti pali senza tener conto della valenza storico-ambientale del luogo?
Come mai un comandante-dirigente si può assumere la responsabilità di una decisione così importante con tanta urgenza?”
A questo punto il Comitato Ztl richiede della risposte concrete ed immediate, “prima che il futuro del Centro storico venga definitivamente compromesso”.
Quello che ai residenti appare più assurdo di tutto il resto è il fatto che, per impiantare una segnaletica che appare come provvisoria, si buchi di già il basolato appena posato. Che cosa succederà non appena si definirà il nuovo piano traffico (o l’auspicata istituzione dell’isola pedonale) nel quartiere? I residenti immaginano già la soluzione: cemento sui basoli appena sistemati.
 
3 novembre
Niente iniziative estemporanee del Centro storico come la riapertura di via Duomo favorita da parte della maggioranza: il Partito democratico – per voce di Maurizio Leuzzi – chiarisce che l’idea di una grande isola pedonale sia da valorizzare. Il resto non esiste.
Arriva una sterzata, una montata d’orgoglio per i sette consiglieri che per troppo tempo hanno lasciato che chiunque dettasse regola su qualsiasi aspetto della vita politica e gestionale della città.
“Per il gruppo del Pd, che da sempre ha avuto a cuore le sorti del borgo antico – dice Leuzzi - è il momento di accelerare la ultimazione dei lavori sul basolato, mettere in atto le iniziative sugli incentivi per la ristrutturazione di immobili e per l’apertura di esercizi commerciali, attuare finalmente il traffico limitato. E tutto ciò specie al fine di evitare che iniziative e proposte estemporanee, come ad esempio la paventata temporanea riapertura al traffico di via Duomo, possano distogliere dall’idea che il Pd, e la maggioranza tutta, hanno ormai del Centro Storico, come di una grande e stupenda isola pedonale da vivere e valorizzare”.
Il partito promette, però, altre soluzioni per i decoro della città, dimenticato da mesi: dal manto stradale della maggiori arterie cittadine, alla manutenzione delle strade e del verde pubblico.
Ed insisterà perché si metta finalmente mano ad una attenta razionalizzazione del patrimonio della città, in modo che lo stesso possa essere riqualificato e possa diventare fonte di entrate per le casse comunali, ed ancora perché si adotti con la massima urgenza una soluzione che consenta la migliore utilizzazione dell’impianto sportivo di via Giannone, col ripristino e messa in sicurezza dello stesso, e si proceda col completamento e riutilizzo dei campetti di via XXV Luglio e del polivalente in zona 167.
 
5 novembre
Nessuno lo voleva ma in centro storico è ormai guerra fra poveri, una metafora per spiegare che i commercianti sono divisi in due fazioni pronte a lacerare quel poco che potrebbe garantire loro la sopravvivenza. I due comitati, in verità, non volevano questo ma il dialogo.
Solo che la politica si è schierata con il risultato che, proprio questa mattina, la maggioranza si metterà intorno ad un tavolo nel tentativo di trovare una soluzione che accontenti tutti.
C’è qualche consigliere che ha già ammonito il sindaco e i partner avvisando che se l’Amministrazione non è caduta sul bilancio potrebbe cadere sulla viabilità nella città vecchia. I fatti: i lavori in corso Vittorio Emanuele e piazza della Repubblica stanno deprimendo gli affari di un folto numero di commercianti.
I cantieri, infatti, impediscono addirittura l’arrivo dei furgoncini dei fornitori che non intendono avventurarsi a piedi per centinaia di metri nel borgo. Così è partita la richiesta ufficializzata dall’associazione la Cittadella: aprire al traffico via Duomo e creare aree di parcheggio per una trentina di mezzi tra piazza Salandra e piazza San Domenico. Il consigliere degli Uniti per Vaglio, Flavio Maglio, di concerto con il comandante della Polizia locale, Cosimo Tarantino, ha garantito che ci sarà un vigile fisso in piazza per verificare il rispetto della sosta: 15 minuti.
A favore sono Aldo Burrasca, Rinaldo Fai, Silvio Giannuzzi, Luca Dell’Atti, Mino Brandolino, Francesco Dell’Atti, Enzo De Pace, Gerardo Filoni, Cosimo Russano, Giuseppe Negro, Marcello Durante, Luigi Potenza, Alfredo Lisi, Giuseppe Dell’Anna, Davide Martina, Anna Castiglione, Aldo Spano.
Il comitato “Ztl”, però, è convinto che la riapertura al traffico di via Duomo creerebbe una “spaccanardò” da attraversare per il carosello quotidiano e serale; che interromperebbe quella magia da “isola pedonale” che si è creata gioco-forza con la chiusura forzata di via Duomo per tanti anni.
Dalla parte del comitato si è schierato il Partito Democratico che ritiene importantissimo che sin da ora, e senza interruzioni, la zona della piazza sia considerata un’isola felice. E senza auto.
 
Dal programma elettorale di Antonio Vaglio. 26 aprile 2007
Ci impegneremo, in particolare, a tutelare i più deboli, ossia, i bambini, gli anziani, i diversamente abili, i soggetti in difficoltà; cercheremo di fare del Centro Storico una sorta di albergo diffuso; daremo più spazio ai giovani, ripristinando il Consiglio comunale dei ragazzi e creando un'area Wi-Fi […]
Vogliamo fare del Centro Storico una vera e propria bomboniera, abbattendo tasse e tributi, incentivando gli interventi di risanamento conservativo e l'acquisto di immobili da adibire ad esercizi commerciali e ponendo in essere, infine, ogni utile iniziativa mirata al raggiungimento dell'obiettivo. […]
Riqualificare il basolato nel Centro Storico. Questa la mossa da cui partire per il rilancio del borgo antico della Città, a cui si devono aggiungere il completamento del piano del colore e la ricerca di ogni possibile incentivo per consentire al Centro Storico di continuare ad essere il cuore pulsante di Nardò.
La riapertura del Teatro Comunale e il restauro del chiostro dei Carmelitani, sono stati i primi passi che l'Amministrazione ha fatto negli anni scorsi. Ora si tratta di proseguire in questa direzione, puntando su interventi finalizzati al recupero degli immobili, sia privati che pubblici, attraverso una programmazione di concreti incentivi in grado di agevolare sia privati cittadini sia imprese, sia attività commerciali ed artigiane. L'obiettivo annunciato è quello di fare del Centro Storico un albergo diffuso e un luogo di espansione delle botteghe artigiane.
Dovranno essere riattivate le relazioni tra Comune e Università degli Studi del Salento al fine di dare attuazione ai progetti redatti dal Dipartimento Beni Culturali dell'Ateneo per riqualificare Nardò come Città d'Arte e Cultura. Occorre elaborare uno studio di fattibilità per la trasformazione delle zone degradate del centro storico in aree commerciali e attuare una politica di incentivazione finalizzata al decoro e al rispetto architettonico (uniformità delle insegne, rispetto cromatico delle decorazioni e delle facciate degli immobili del centro storico) al fine di evitare alcuni scempi che sono ferite aperte nella nostra Città.
L'impegno della coalizione è quello di giungere alla ripopolamento del Centro Storico continuando a sostenere economicamente i proprietari residenti e prevedendo la dislocazione nel centro storico di alcuni uffici comunali. In particolare potranno essere utilizzati per uffici di rappresentanza alcuni pregevoli edifici comunali come il la vecchia sede della Pretura di Piazza Salandra (il cui trasferimento nella nuova sede è previsto per l'estate) ed il Sedile. […] Si tratta ora di puntare più che mai sul patrimonio storico, artistico, archeologico e culturale neretino che rappresenta una importante risorsa per lo sviluppo della città e può essere la base dell'industria del turismo a cui puntiamo.
Il rifacimento della pavimentazione nel Centro Storico è solo l'inizio del processo per far si che Nardò non sia "Città d'Arte e di Cultura" solo sulla carta. Attraverso il coinvolgimento dei privati nei processi di intervento e delle Associazioni nella attività programmatica intendiamo dare nuova linfa al Centro Storico.
 
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