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Zanzaricerca (dei soldi). Le conseguenze in seguito alle punture e una scheda sul perché non si trovano i (pochi) denari necessari per la disinfestazione
Le conseguenze della puntura sono varie: bolle e pruriti particolarmente fastidiosi nei soggetti più sensibili. In corrispondenza della puntura la pelle presenta un pomfo (chiazza sollevata) rosso e pruriginoso, più o meno grande, a seconda della reattività del bambino. Se la puntura è vicina all'occhio, la palpebra può gonfiarsi notevolmente e il gonfiore può durare anche per 2 giorni. Al centro del pomfo è presente un punto sporgente, che causa un forte prurito. Per alleviare il prurito si può premere sulla puntura con qualcosa di piccolo (un'unghia, il cappuccio di una penna, ad esempio), per una decina di secondi. E' importante raccomandare al bambino di non grattarsi, per non correre il rischio di aumentare il prurito e di infettare la lesione. Se esce sangue, bisogna lavare e disinfettare. Se il prurito è intenso e il pomfo è esteso si può applicare una crema cortisonica.
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La moderna lotta alla zanzara si basa sempre più sulla corretta esecuzione di specifici interventi contro gli stadi larvali. Ma a Nardò ciò non avviene da due anni. L'anno scorso per mancata programmazione a causa delle continue fibrillazioni politiche, come se un intervento di questo genere dovesse essere oggetto di scelte strategiche: non basterebbe che un funzionario (e non un politico) segnasse sul calendario che, ogni anno, l'intervento dev'essere fatto come una delle tante priorità assolute?
La lotta consente, infatti, di eliminare in breve tempo un grande numero di "potenziali" zanzare adulte, agendo in aree limitate ed impiegando quantità modeste di specifici insetticidi antilarvali. Si tratta pertanto di una forma di lotta caratterizzata da un impatto ambientale minore rispetto a quello che accompagna la lotta contro le zanzare adulte. Ovviamente l'intervento va fatto all'inizio della primavera, per questo si chiama "antilarvale" ma, anche quest'anno, il mezzo con il "cannone" che spara l'insetticida non è passato lungo le vie cittadine. Il sindaco Antonio Vaglio ha chiesto spiegazioni ai suoi assessori, in particolare al delegato all'Ambiente Gustavo Petolicchio, anche perché indispettito dallo spreco di risorse per incarichi e manifestazioni varie e non per pratiche essenziali, come disinfestazione, derattizzazione e pulizia delle spiagge.
Questo avveniva il 21 giugno e il sindaco così rispondeva alle pressanti richieste della popolazione e dell'opposizione, molto attenta sul tema: "abbiamo anche l'immediata necessità di procedere ad alcune variazioni di bilancio per disinfestazione, derattizzazione e politiche sociali ma questo non ci viene consentito dall'obbligo di dover rispettare il Patto di stabilità che noi, come altri comuni, contestiamo fortemente. Nonostante tutti questi lacci e lacciuoli, però, con notevoli sforzi riusciremo comunque ad assicurare questi servizi essenziali". In ultimo anche la Pro Loco di Santa Caterina, presieduta da Enzo Lega, ha ululato a lungo contro gli insetti molesti che non sono i soli a rovinare l'estate ai neritini: anche i topi, alcuni di notevoli dimensioni, stanno proliferando.
Del due di luglio, infine, la buona notizia in piena zona Cesarini: è la data della pubblicazione da parte del segretario generale del Comune di una delibera di giunta con la quale si annuncia che: visto l'incedere della stagione il dirigente del settore Ambiente ha effettuato le gare anche in pendenza dei relativi finanziamenti, che quindi non ci sono. Ancora più drammatico appare che sia necessario, per questo motivo, attendere una variazione di bilancio (che ha un iter complesso, come il passaggio in Consiglio comunale) che consenta la spesa. Nell'attesa la giunta "ritiene opportuno di dare mandato al Sindaco per l'adozione di idoneo provvedimento contingibile e urgente finalizzato a garantire almeno l'avvio dei lavori con l'utilizzazione delle predette risorse".
Ma di quanti "milioni" si sta parlando? La dinsinfestazione costa 10mila euro e, a questo punto, ci si chiede come il Comune di Nardò effettui la programmazione delle spese e individui le priorità se la spesa di soli 10mila euro per un intervento di questa importanza diventa, giocoforza, un momento cruciale della vita politica e decisionale di una città turistica.

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