C'è un ricorso al tar che può bloccare la condotta e gli scavi

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NARDO' - Ci piacerebbe sapere come la Regione e l'AQP intendano superare, per la realizzazione del progetto di dotare Porto Cesareo di sistema fognante, la sentenza del TAR Lecce n. 1698 del 2010 con cui, in sostanza, il Tribunale Amministrativo ritiene fondato il ricorso di alcuni cittadini proprietari di terreni ubicati in prossimità del sito (individuato in loc. "Masseria Bellanova" ai confini con Nardò), destinato ad ospitare l'impianto di depurazione della fognatura nera del Comune di Porto Cesareo.

Infatti, i ricorrenti, ai quali si era affiancato anche il Comune di Nardò,  hanno rappresentato l'impossibilità di dare attuazione ad un progetto localizzativo del genere che è ormai superato sia sotto il profilo della tecnica utilizzata per la raccolta delle acque luride, sia per quel che riguarda la stessa localizzazione dell'impianto, dato che il comparto interessato dall'opera è stato fortemente urbanizzato nel tempo e che sussistono ormai residenze con affaccio sul depuratore le quali subiscono, con tutta evidenza, un serio pregiudizio dalla possibile realizzazione in loco dell'opera.
Ebbene, in diritto, il Collegio giudicante nell'accogliere il ricorso ha anche motivato tale scelta sostenendo che "la censura di irrazionalità della scelta amministrativa appare fondata per quel che concerne la decisione di mantenere inalterata la opzione localizzativa di un impianto che, per sua natura, è dotato di forte impatto per l'ambiente circostante".
Ed ancora "La Pubblica Amministrazione, nel perseguire l'interesse pubblico alla realizzazione di un impianto di pubblica utilità deve senz'altro farsi carico del mutamento dello scenario urbanistico e della antropizzazione di un sito prescelto in epoca risalente per la realizzazione di un impianto di portata rilevante come quello di depurazione.
Solo laddove sia stata accertata la impercorribilità, attraverso adeguata istruttoria sul piano tecnico, di una scelta alternativa, la decisione potrà risultare immune da censure di irrazionalità."
La Regione e l'AQP non vengano a raccontarci che non vi sono scelte alternative da percorrere o che le opere civili dell'impianto sono oramai realizzate, perché sappiamo tutti (e lo possiamo tuttora constatare) che la parte di struttura realizzata è talmente degradata che, per adeguarla, a nostro avviso, occorrerebbero più soldi di quanti ce ne vorrebbero per la realizzare un impianto nuovo, tecnologicamente avanzato e, soprattutto, in un sito diverso che non comporti le criticità per i cittadini residenti in prossimità dello stesso, confermate dalla suddetta sentenza del TAR Lecce.
Inoltre, una diversa localizzazione dell'impianto di depurazione cesarino, consentirebbe di rivedere lo scellerato progetto di far confluire in un unico recapito finale l'enorme quantità (soprattutto nel periodo estivo) di reflui provenienti da Nardò e Porto Cesareo.  

Noi x Nardò

Mino Natalizio - coordinatore
Paolo Maccagnano - Consigliere Comunale