Mancava la sua voce in questa vicenda: Flavio Maglio sulla condotta

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NARDO' - Garanzie sulla condotta a mare ma esclusione assoluta di Nardò di poter autorizzare il passaggio delle tubature sottoterra.

La posizione dell'assessore all'Ambiente Flavio Maglio sul progetto che prevede il collegamento del depuratore di Porto Cesareo alla condotta di Nardò per lo smaltimento dei reflui depurati.

L'attuale progettazione è differente rispetto al vecchio accordo sottoscritto da Antonio Vaglio e Vito Foscarini, soprattutto per quanto riguarda la lunghezza della condotta e le infrastrutture a vantaggio di Nardò, come la rete fognaria di Sant'Isidoro. Secondo l'assessore all'Ambiente la condotta dovrebbe essere ben più lunga, oltre il miglio (1800 mt) e orientata verso Porto Cesareo per non creare problemi a Santa Caterina/Portoselvaggio e non incrociarsi con l'eventuale condotta di Gallipoli.

Poi vogliamo garanzie: una lunghezza tale per raggiungere e superare i cinquanta metri di profondità e poi garanzia sui materiali usati. Sappiamo che si incoraggia, in Puglia, la produzione di manufatti di vetroresina ma è evidente che pretenderemo l'acciaio.

a Bari parleremo del depuratore e della traccia ma noi tireremo fuori soprattutto l'argomento condotta

Si prevedono lavori di rete in zone di elevato pregio ambientale e naturalistico e questo è un problema insormontabile. Le valutazioni sono state fatte all'acqua di rose: l'eventuale condotta a terra attraversa macchia mediterranea, uliveti, terreni fragili. Inconcepibile.

E' inconcepibile anche che si debbano scaricare in un unico punto i reflui di due città che, nei mesi estivi, triplicano il numero degli abitanti.

Se si tratta di acque pure e cristalline, come si evince dalla tante relazioni tecniche, perché Porto Cesareo non decide in tutta tranquillità ad un proprio sbocco a mare? Io mi devo proteggere il parco mio se tu ti devi proteggere l'area marina tua.

Il due marzo a Bari non si parla della condotta ma si parlerà del depuratore. Io darò la spinta alla discussione perché si acceleri sull'idea originaria di prolungare la condotta fino ad una lunghezza sufficiente per raggiungere quella profondità alla quale lo scambio gassoso è garantito ed è impossibile la risalita dei reflui.

Il 29 febbraio organizzeremo una riunione con i componenti della vecchia consulta dell'ambiente e con i rappresentanti delle associazioni ambientaliste più rappresentate sul territorio.