COPERTINO - Frutto di fotomontaggi neppure tanto ben riusciti, sono comparse, a partire dall'inizio dello scorso anno e sino a pochi giorni fa, negli angoli più disparati del territorio comunale copertinese.
Sui cassonetti della spazzatura come sui pali dell'energia elettrica, sui muri delle abitazioni di periferia e perfino sui tronchi degli alberi.
Ai più i manifesti, che a quanto si sa erano piuttosto «centellinati», sono passati inosservati. Ma quando nel volto della foto, sempre accompagnata da riferimenti hard, qualcuno ha riconosciuto la moglie dell'imprenditore, la cosa ha fatto il giro del paese. Ed è ovviamente giunta alle orecchie, e soprattutto agli occhi, degli interessati.
A quel punto, sospettosi, marito e moglie devono pure essersi guardati l’un l’altra, ma una volta giunti all’inevitabile chiarimento ed alla consapevolezza che qualcuno doveva avercela con loro al punto da organizzare quella sgradevole messinscena, si sono rivolti al carabinieri.
Per quel che si sa, ai militari comandati dal luogotenente Salvatore Giannuzzi, la coppia ha esibito anche le locandine che era nel frattempo riuscita a recuperare, e firmata la denuncia, dopo aver informato il capitano Stefano Tosi, comandante della Compagnia di Gallipoli, e questi la Procura, gli uomini del luogotenente Giannuzzi, hanno avviato le indagini.
I primi ad essere sentiti sono stati l’imprenditore e la moglie, che, a quanto risulta, è una casalinga. Sulla scorta delle loro dichiarazioni, i carabiniri hanno ottenuto dal magistrato titolare dell’inchiesta, il sostituto Giuseppe Capoccia, il via libera per mettere a segno una serie di perquisizioni nei luogo più disparati del Salento: nella stessa Copertino - ovviamente - ma anche a Gallipoli, Galatone ed in altri paesi ancora.