Oro usato: ora verranno controllati anche i clienti

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PROVINCIA DI LECCE - La Gazzetta del Mezzogiorno intervista il comandante provinciale dei carabinieri dopo il giro di vite, da parte dei carabinieri del Comando provinciale di Lecce retto dal colonnello Maurizio Ferla, nei confronti dei negozi specializzati nell’acquisto di oro usato. I controlli sono stati di carattere amministrativo, e l’effettiva finalità era quella di verificare l’identità di chi è solito rivolgersi a quei negozi, appunto per vendere oro usato, ma anche e forse soprattutto oggetti preziosi in genere.

 

«Non è nostra intenzione criminalizzare i commercianti di oro, ma bensì verificare che questi svolgano la propria attività nel rispetto della legge».
E’ con queste parole, che il comandante provinciale dei carabinieri, il colonnello Maurizio Ferla, illustra la prospettiva nella quale sono stati effettuati i controlli negli «oro cash».

Colonnello, che genere di verifiche avete effettuato?
«Innanzitutto voglio precisare che si è trattato di un controllo di polizia amministrativa. Abbiamo verificato se ogni attività abbia rispettato quanto previsto dalla licenza: e cioè comprare l’oro da un soggetto, identificarlo inserendone le generalità in un apposito registro, tenere l’oggetto a disposizione per dieci giorni, e poi rivenderlo, senza che però vengano apportate modifiche sostanziali ».

In altre parole, se non si tratta di un’attività che dispone anche di un laboratorio orafo, l’oggetto non si può fondere.
«Un discorso a parte, invece, va fatto con riferimento ad alcune società - ha aggiunto l’ufficiale -, che, a fronte di una serie di requisiti come ad esempio un determinato importo di capitale versato, possono raccogliere l’oro ed inviarlo in una fonderia ».

Quali possono essere i risvolti dal punto di vista investigativo?
«Dal controllo dei registri di questi sessanta punti vendita, dovremo eventualmente identificare una serie di soggetti che continuano a vendere oro in tutte le parti della provincia. Ed a quel punto saranno avviati tutti gli accertamenti del caso per capirne la ragione. Nei prossimi giorni, inoltre, grazie ai documenti che abbiamo acquisito, verificheremo la quantità dei carichi di oro che partono dai negozi ed arrivano alle loro case di riferimento, autorizzate (a livello provinciale ma anche nazionale) a fondere l’oggetto prezioso». «Se non si sta attenti - conclude il colonnello Ferla -, senza saperlo, questi punti vendita potrebbero diventare veicolo per alimentare i traffici illeciti di ladri e ricettatori. Persone senza scrupoli che agli occhi di chi sta dietro il bancone appaiono come semplici clienti». [l.cap.]     

Giro di vite, da parte dei carabinieri del Comando provinciale di Lecce retto dal colonnello Maurizio Ferla, nei confronti dei negozi specializzati nell’acqui - sto di oro usato. I controlli sono stati di carattere amministrativo, e l’effettiva finalità era quella di verificare l’identità di chi è solito rivolgersi a quei negozi, appunto per vendere oro usato, ma anche e forse soprattutto oggetti preziosi in genere. Più esattamente, l’intendimento dei militari era quello di appurare se a cedere oro e quant’altro in cambio di denaro contante, potessero essere anche individui già noti alle forze dell’ordine, a cominciare dai malviventi dediti ai furti ed alle rapine. Se il nome di qualcuno di essi è stato riscontrato nei registri che per legge, i «compra oro» sono obbligati a tenere nei rispettivi locali, a parte un caso di cui diremo più avanti, non è dato di sapere. Anche perché, se sono stati trovati, sul loro conto, i carabinieri devono ancora avviare le indagini. E se diciamo ancora, e perché i controlli sono assai recenti, se è vero come è vero, che sono stati svolti in quasi tutta la provincia, fra lunedì e giovedì scorsi. Le verifiche sono state effettuate in sessanta negozi, ed è da dire subito che la maggior parte erano in regola con licenze commerciali, regolamenti, tenuta dei registri, e così via. Comunque, le poche irregolarità riscontrate dagli uomini del colonnello Ferla, hanno riguardato le città di Maglie, Martano, Leverano, Copertino e Nardò. In questi ultimi due centri, un cliente e due proprietari, sono stati denunciati a piede libero. A Coper tino, nei guai con la giustizia per il reato di ricettazione, è finito un ventenne del posto. I preziosi per circa 2mila euro che aveva venduto in più occasioni e che sono stati poi sequestrati, si sono rivelati di provenienza furtiva, anche se al proprietario del «compra oro», il giovane aveva dichiarato, fornendo per altro nome e cognome, che erano di sua proprietà. A N a rd ò , invece, i titolari di due dei locali controllati, sono stati deferiti all’autorità giudiziaria, il primo per aver classificato preziosi per 21mila euro come rottami di oggetti integri e l’ altro perché aveva avviato l’attività senza essere in possesso di alcun tipo di autorizzazione. In tre locali di Ma glie, inoltre, sono venute a galla due mancate tenute del registro dei preziosi e dell’identità dei venditori, ed una relativa alla mancata osservazione della prescrizione di tenere in giacenza l’oro usato per la durata di dieci giorni. Quest’ultima violazione è stata riscontrata anche in un punto-acquisto di Mar - tano, dove il proprietario è stato multato per 300 euro, e fronte dei 2mila pagati dai tre visitati a Maglie. Altra multa, anche in questo caso di 300 euro, in un negozio di Lever ano, dove il gestore non aveva attivato il registro per la scrittura degli oggetti acquistati e dei nomi dei venditori. Infine, i gestori di altri tre punti-acquisto di Nardò, sono stati multati per poche centinaia di euro, in quanto avevano installato impianti di registrazione con telecamere ed una cassaforte a muro, senza essere stati preventivamente autorizzati.