Diagnosi errata? Quattro medici a processo dopo la morte della paziente

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NARDO' - La vicenda della signora Bruna Perrone, 58 anni di Guagnano, prende le mosse nel 2004, quando il 14 luglio di quell'anno decide di fare ad un'ecografia all'addome presso uno studio radiologico.

L'esame rivela la presenza di una massa di 18 centimetri. Si ritenne necessario dunque un ulteriore approfondimento, tramite Tac con mezzo di contrasto. Nel frattempo dall'ospedale di Campi le analisi del sangue risultarono sotto controllo.

Il 20 luglio, la signora si sottopose alla Tac che diede diagnosi drammatica: un tumore al fegato con metastasi. 

Il 29 luglio la diagnosi è confermata dall'ospedale di Nardò con somministrazione della cura chemioterapica che dura tre anni fino al maggio 2007. Intanto, periodicamente, la donna si sottopone ad esami radiologici che confermano il tumore ed anzi sottolineano come la chemioterapia non stia dando i suoi frutti.

Solo nell'aprile 2007 un medico, eseguendo una nuova Tac, si accorse dell'errore ed affermò che la paziente non era affetta da cancro al fegato ma da un "angioma gigante del lobo epatico di destra e di piccoli angiomi nel lobo epatico di sinistra". La conferma alla nuova diagnosi venne da due nuovi esami radiologici, nel settembre 2007, il primo presso l'ospedale "Vito Fazzi" di Lecce, il secondo presso il "Sambiasi" di Nardò. 
La donna si era dunque sottoposta per tre anni ad una terapia sbagliata. 

Nel frattempo, proprio a causa della terapia, era insorta una "citopenia del sangue periferico". Per un consulto, la signora si rivolse alla clinica ematologica delpoliclinico "San Matteo" di Pavia, dove la diagnosi fu di "Sindrome mielodisplastica tipo anemia refrattaria con eccesso di Blasti", ovvero di leucemia mieloide acuta e disturbi del sistema cardiocircolatorio. Si decise di operare e di effettuare un trapianto del midollo ma l'intervento non cambia il decorso della malattia e la signora Perrone muore nel 2008.

Il caso viene portato alla luce sul finire del 2009 dai parenti, tramite gli avvocati Rocco Vincenti e Stefano Prontera, che si sono costituti parte civile. Nella scorsa udienza i legali hanno chiesto e ottenuto la citazione per responsabilità civile dell'Asl di Lecce.

L'udienza preliminare si è svolta stamattina davanti al gup Antonia Martalò nel tribunale di Lecce. 

Dario Muci, oncologo, e Manrico Delli Noci, radiologo, sono stati rinviati a giudizio al 13 giugno dinanzi al giudice monocratico del Tribunale di Nardò. Claudio Nuzzo e Roberta Montefrancesco, entrambi radiologi, hanno scelto l'abbreviato, che si aprirà il 17 maggio.

Andrea Zacà