NARDO' - Hanno ragione i giovani, quando li vado a trovare nelle loro scuole per portare sensibilizzazione nelle loro assemblee, a chiedermi perché la colpa in un incidente stradale è quasi sempre nostra?
La mia risposta infatti è, che la colpa non è sempre dei giovani e questo incidente lo prova in pieno , purtroppo il fenomeno dei pirati della strada è in continuo aumento, questo triste dato scaturisce dalla crisi e dal continuo aumento delle polizze assicurative, la gente non riesce più a vivere e non potendo fare a meno di usare la macchina rischia di fare dei danni irreparabili per se e per gli altri. in brevissimo tempo veniamo a conoscenza di due incidenti che hanno dell’inverosimile, infatti questo scappa e io i gioco la testa che se verrà individuato il responsabile si scoprirà che di sicuro non ha la copertura assicurativa, altrimenti perché scappare?
Il secondo coinvolto in un incidente stradale con serie ferite ad un arto inferiore, ma circolava senza casco senza copertura assicurativa senza rispetto per nessuna norma, ma se vogliamo aggiungo che pure al sottoscritto alcuni anni fa fu coinvolto su due incidenti diversi e tutti e due senza copertura assicurativa, allora qualcosa in questa città deve essere corretta ed in fretta pure, come pure bisogna multare i tantissimi indisciplinati nel parcheggiare ovunque senza rispetto nemmeno per i disabili.
Nonostante le norme siano sempre più severe, gli utenti della strada più indisciplinati pare che non interessa se gli tolgono la patente o se gli vengono decurti i punti, allora bisogna essere più repressivi e più continui nel controllare, la crisi e la disoccupazione non deve essere una via di fuga per legittimare la circolazione irresponsabile, come nel caso in questione, anzi deve essere un modo per riprenderci la bici e cosi facendo evitare di fare dei danni alla natura e ridurre la circolazione in città di moltissimi veicoli giunti al collasso , ma di contro qualcuno giustamente dirà dove sono le piste ciclabili?
È vero pure questo! Allora il nostro appello è uno soltanto lavorare tutti insieme per il bene comune, quale quello di tappare da subito tutte le buche in città, creare spazi per far circolare le bici ( è la volontà da parte di molti cittadini c’è già) rispettare i pedoni che circolano sulle strisce pedonali, dare la precedenza a chi ne ha diritto, rispettare le segnaletiche non deve essere un optional ma un obbligo morale verso noi stessi, forse non ci si rende conto che da un momento all’altro circolando la precedenza può esserci ricambiata o ci dimentichiamo che non sempre ne abbiamo diritto, a volte avendo vissuto se pur per breve tempo in Germania mi viene di dire che dovremmo stare tutti li per soli sei mesi e al ritorno sicuramente avremmo la visione di un altro sistema, che funziona però!
Alcuni mesi fa in occasione di una serie di incidenti addirittura uno mortale, lanciammo una proposta di avviare il senso unico sulle (4 porte di Nardò) ma a nessuno glie ne fregato più di tanto, eppure questa strada sta diventando una strada ad alto rischio se non come si spiegano questi incidenti, questa proposta la rilanciamo di nuovo oggi, facciamo il senso unico , realizziamo più parcheggi, piste ciclabili, più passaggi pedonali con maggiore segnaletica che funga da deterrente al limite di velocità, ma questo spetta ai tecnici trovare il sistema migliore per ridurre il pericolo in città e si può fare basta guardare ad altre città che in sicurezza stradale hanno investito molte risorse che oggi però consentono di avere un ritorno economico in tal senso.
Tornando all’argomento mi sento di dire che in una città come la nostra certe incoscienze non dovrebbero accadere ,una città civile come la nostra,dovrebbe essere di esempio ad altri, ma purtroppo se questo fenomeno molte volte denunciato dalla nostra associazione resta inascoltato non lamentiamoci o non meravigliamoci perché questi siamo noi, non arrabbiamoci con le forze di Polizia quando ci sanzionano siamo stati noi stessi a chiedergli di farlo, loro sono li per questo per far rispettare la legge cosa che molti di noi stanno dimenticando, non piangiamo se poi qualche pirata della strada ci ammazza il figlio o la figlia, perché in un certo modo ne siamo complici al tempo stesso, dobbiamo avere il coraggio di denunciare e collaborare con le forze di polizia a far assicurare questo pazzo alla giustizia prima che faccia danni più seri in futuro.
Per debellare il fenomeno delle vittime della strada, che purtroppo la nostra Nazione mantiene come triste primato Nazionale e Internazionale, bisogna cambiare modo di essere e di pensare e quindi in una sola parola, una nuova cultura di vita sociale. GUIDARE CON RESPONSABILITA’.
Walter GABELLONE
presidente ACdV - NARDO’- LE.