Casalesi e foggiani in affari per stampare banconote false per un milione di euro. Tanti esemplari da 20 anche a Nardò

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NARDO'/CASERTA/FOGGIA - Un grosso commerciante neritino ci scrive segnalandoci come, nel suo esercizio, siano "passate" molte banconote da venti euro false. Con ciò avvisa anche gli altri colleghi ed i cittadini di stare con gli occhi bene aperti. Noi abbiamo indagato ed ecco che cosa abbiamo scoperto: è evidente che un "capobastone" che spaccia il denaro falso anche a Nardò in grosse quantità sia stato "rifornito" proprio dal cartello mafioso.

 

Alleanza tra casalesi e mala foggiana per stampare denaro falso, una vera e propria joint venture interregionale. Lo hanno scoperto i finanzieri pugliesi dopo aver scoperto un quantitativo di carta filigranata rubata a Fabriano.

Un accordo tra casalesi e mala foggiana per stampare soldi falsi. È quanto hanno scoperto i finanzieri pugliesi in seguito a un sequestro di carta filigranata. L'indagine, infatti, scaturisce da un sequestro di carta filigranata eseguito dalla Gdf a Barletta il 3 novembre del 2010. Era parte di un quantitativo (circa 400 fogli) rubato dalle Cartiere Fabriano, concessionaria in esclusiva della Banca d'Italia. Da ogni foglio si ricavano 54 banconote, quindi la produzione di soldi falsi, su carta originale, avrebbe fruttato all'organizzazione circa un milione di euro.

I rapporti tra Casalesi e foggiani erano cominciati poco prima dell'avvio dell'indagine. La mafia pugliese, infatti, era considerata dai campani una delle organizzazioni malavitose più affidabili tanto che avevano affidato ad essa la produzione delle banconote false da 20 euro. Una «delocalizzazione» dell'attività di falsificazione di denaro che la camorra di Casal di Principe aveva dovuto programmare dopo che le loro stamperie erano state smantellate dal susseguirsi delle operazioni antimafia nel loro territorio.

Di qui la necessità di continuare l'attività altrove, con gente fidata e in posti sicuri. La scelta dei «soci in affari» è caduta sulla mafia foggiana, un'alleanza interregionale che da tempo era all'attenzione degli investigatori a livello nazionale.