DIOCESI DI NARDO' GALLIPOLI - Il prossimo anno, 2013, ricorre il 600° anniversario della istituzione della diocesi di Nardò con Giovanni XXIII papa e con Giovanni De Epifanis primo vescovo (1413-1432), già abate benedettino dell’abbazia di Nardò.
Dal 1413 al 1986 è stata diocesi di Nardò e dal 1986 in poi diocesi di Nardò-Gallipoli.
Un gruppo di studiosi, coordinato da me e dal collega Cosimo Rizzo, da tempo impegnato nella ricostruzione organica della storia della diocesi, ha pensato di accelerare tale lavoro per essere pronti con una pubblicazione e con un convegno.
Tali iniziative sono state comunicate ufficialmente al vescovo, mons. Domenico Caliandro, anche al fine di conseguire le autorizzazioni circa la consultazione degli Atti dell’Archivio storico diocesano, e circa l’uso per la stampa degli stemmi e delle immagini dei vescovi, da quelle dipinte a quelle fotografate, esposte nei saloni dell’episcopio.
Poiché sono state comunicate le autorizzazioni, si è ritenuto opportuno partecipare quanto questo gruppo sta predisponendo, contribuendo, esclusivamente da studiosi, a sensibilizzare i cittadini dell’intera diocesi.
La pubblicazione prevede tre tomi, dedicati ad un profilo della storia della diocesi (in riferimento anche alla diocesi di Gallipoli) soprattutto attraverso le pastorali dei vescovi, cui, singolarmente, sono dedicate schede sintetiche con cronotassi e con iconografia; alla raccolta di saggi critici, alcuni dei quali già pubblicati ma in riviste specialistiche, per cui poco noti al grande pubblico, anche con la presenza di interventi di docenti dell’Università del Salento; all’analisi storico-religioso, devozionale e artistico (con iconografia) delle chiese dei centri della diocesi, compresi quelli della diocesi di Gallipoli.
Per questa iniziativa si è predisposta la richiesta del Patrocinio dei Comuni della diocesi.
Per il convegno sono previsti interventi di specialisti della storia della Chiesa.
Ai lettori di questo comunicato si rivolge l’invito di proporre temi particolari da trattare, che potrebbero arricchire la ricerca in corso, la disponibilità di collaborazione e contributi di studio, che dovranno, però, essere sottoposti a valutazione dei coordinatori del gruppo di studiosi.
Mario Mennonna