NARDO' - E' il gran ritorno, su questi schermi, di Serena Marchese! "Negli anni Novanta, sulle piccole televisioni locali, andava di moda la televendita di questi “vibromassaggiatori”: delle cinghie collegate a un motorino che una si posizionava sulle chiappe, sulla ciccetta del sottobraccio, sulla pancia, sui cosciotti cellulitici e miracolosamente, dopo ore e ore di movimenti tellurici ben mirati, il lardo spariva".
Lo devo ammettere, essendo sempre stata pigra, quel coso vibraciccia io lo volevo un sacco. Ogni tanto, devo dirlo, ci penso ancora con una sorta di nostalgia. Ed infatti, come recita l’adagio, le cose buone arrivano a chi sa aspettare, sicché ho scoperto che senza spendere una lira, il vibraciccia esiste ed è a disposizione di tutti i cittadini neretini dotati di bicicletta (purché non sia una mountain bike, quelle c’hanno i super ammortizzatori e non funzionerebbe).
Il vibraciccia cittadino può essere utilizzato semplicemente percorrendo una qualunque via del centro storico (ma non necessariamente, i percorsi vibranti sono previsti in tutte le vie cittadine e hanno vari livelli di intensità).
Nel centro storico, però, tra buche e basoli sconnessi vi vibra pure il doppio mento, se ce l’avete! Il mio percorso vibrante preferito è via Immacolatella – via Lata – via Papalisi: vale quanto una seduta in palestra, fatelo tre volte al giorno e se riuscite a non cadere e spaccarvi l’osso del collo vedrete che già dopo una settimana vi vengono le braccine toniche alla Michelle Obama.
Certo, valgono alcune raccomandazioni per l’uso. Uno, non bisogna esagerare nella velocità impostata, altrimenti invece di vibrare via la ciccia la spalmate tipo grattugia in un volo (sin troppo) radente sui crateri di asfalto e chianche.
Due, dovete avere l’acume di scegliere l’orario migliore. Le cinque di mattina è il più indicato, dopo diventate bersagli vibranti delle macchine che passano a velocità triplamente imbecille: primo, perché se stai passando dal centro storico per risparmiare, correndo come a Monte Carlo stai risparmiando ‘sta cippa, secondo, più corri, più ci sono possibilità che spacchi il semiasse come ti auguro che succeda ogni volta che mi passi a distanza d’un pelo. Terzo, se mi prendi, devi solo sperare che non mi resti il briciolo di forza necessario per alzarmi e menarti con i resti della mia bici ridotta in poltiglia.
Iatture a parte, a noi interessa l’argomento vibraciccia. Bene, un serissimo studio scientifico condotto dalla sottoscritta, dimostra che il percorso vibrante è sconsigliato ai possessori di biciclette dal sellino non troppo morbido, indipendentemente dal livello di intensità, alle donne in stato interessante, a meno che non abbiano la precisa intenzione di sfornare il pargolo in una buca, mentre è altamente raccomandato agli amanti del sadomaso, agli autolesionisti nonché agli aspiranti suicidi.
Sponsor ufficiali del percorso vibrante sono tutti i biciclettai di Nardò, per informazioni più dettagliate sui vari livelli di intensità, si possono contattare gli assessorati allo sport ed ai lavori pubblici.