NARDO' - Il parroco protesta: senza le Poste qui non si può stare.
Dopo i residenti di Boncore anche il parroco, don Sandro Aluisi, i sacerdoti e il consiglio pastorale parrocchiale alzano – educatamente – la voce e chiedono l'immediato via ai lavori per recuperare l'ufficio.
La lettera parte dalla parrocchia del Sacro Cuore di Gesù ed è indirizzata al prefetto di Lecce, Giuliana Perrotta, al sindaco di Nardò ed al direttore generale di Poste Italiane.
Poche parole che raccontano quanto è avvenuto negli ultimi mesi con l'ufficio chiuso a causa della inagibilità dei locali. “Una situazione di grave disagio non solo per i residenti ma anche per i tanti cittadini dei paesi vicini che, per comodità, hanno radicato i loro conti presso quest'ufficio”.
Tanti gli anziani ma anche i turisti saranno presto un problema. Le stime sono di 50mila persone molte delle quali, pur di evitare la calca di Porto Cesareo (dove, ora, è stato allocato lo sportello che stava nel Villaggio Boncore) utilizzavano l'ufficio periferico molto più vicino al Comune cesarino che alla lontana Nardò.
“Purtroppo – scrivono i sacerdoti – nonostante sia circolata la notizia di un accordo tra Comune e Poste Italiane per la ristrutturazione dei locali e la rapida riapertura dell'ufficio, a tutt'oggi nessun intervento è stato messo in atto per la soluzione del problema”.
“Mi faccio portavoce – dice don Sandro – delle istanze di tutte le persone della comunità di Boncore e Torre Lapillo”.
La soluzione, risalente ad alcune settimane fa, prevede interventi che costeranno 35 mila euro di cui 5 mila a carico di Poste italiane e 30 mila del Comune. L’intero esborso sarà, tuttavia, anticipato da Poste Italiane e la quota a carico del Comune sarà scomputata dai canoni di locazione.