Mellone, Rizzo, Tarantino: una poltrona per tre. E la storia continua

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NARDO' - Corsi e ricorsi: una poltrona è per tre, non solo al Tar.

 

Si terrà questa mattina alle 9, davanti al Consiglio di Stato di Roma, l’udienza per l’appello proposto da Pippi Mellone, eletto con Piazza Pulita e consigliere comunale di Fli per circa cinque mesi, contro la sentenza con cui il Tar di Lecce ha stabilito che il suo posto in Consiglio Comunale spetta a Giuseppe Tarantino, di Progetto Nardò.

Pochi giorni fa, infatti, il tribunale amministrativo di Lecce ha accolto il ricorso promosso da Tarantino per conquistare il seggio in Consiglio comunale che la commissione elettorale aveva assegnato a Pippi Mellone.

In particolare, lo scorso mese di luglio, la commissione elettorale ha pubblicato i verbali di nomina degli eletti in consiglio comunale. Al posto di Tarantino era stato nominato Pippi Mellone.

A seguito della sua esclusione, Tarantino, rivolgendosi all’avvocato Paolo Gaballo, aveva presentato ricorso al Tar di Lecce, chiedendo l’annullamento dei verbali della commissione elettorale, nella parte in cui avevano proclamato consigliere comunale Pippi Mellone.

Nel ricorso, in particolare, il legale evidenziava che la commissione non doveva detrarre il seggio spettante al candidato sindaco non eletto, Giancarlo De Pascalis, dalle sole liste Noi x Nardò, Progetto Nardò e Pd, apparentate al primo turno e non collegate agli altri candidati sindaco (Bruno e Risi) ammessi al turno di ballottaggio, ma da tutte quelle liste, incluse Piazza Pulita e Semplicemente neritini, che avevano sostenuto De Pascalis al primo turno.

In tal modo, il seggio di De Pascalis sarebbe stato detratto dalla lista Piazza Pulita, a scapito quindi di Pippi Mellone, che al primo turno aveva ottenuto un minor quoziente di voti rispetto alla lista Progetto Nardò, in cui Tarantino era stato il più suffragato.

Contro il risultato delle operazioni elettorali aveva presentato ricorso innanzi al Tar di Lecce anche Gianfranco Rizzo, il quale riteneva, anch’esso, di avere diritto al posto di consigliere comunale riconosciuto a Pippi Mellone.

Pochi giorni addietro, il Tribunale amministrativo leccese ha accolto il ricorso e disposto la correzione dei verbali della commissione elettorale, sostituendo il nome di Pippi Mellone con quello di Giuseppe Tarantino mentre il ricorso di Gianfranco Rizzo, invece, è stato dichiarato inammissibile.

Mellone ha appellato la sentenza avvalendosi della tutela dell’avvocato Pietro Quinto e l’udienza si terrà oggi e anche Rizzo ha proposto appello, tramite il legale Luciano Ancora ma la sua udienza deve essere ancora fissata. Insomma, la parola fine è ancora lontana.