Un film, un fumetto e l'impegno civile. Per Renata Fonte *TANTE VOCI* con Libera

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NARDO' - Libera e Nardò nel segno di Renata Fonte: un incontro con Grazia Francescato tra antimafia e rispetto dell'ambiente. Resoconto scritto e video con le interviste.

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Si è tenuto sabato pomeriggio al Chiostro dei Carmelitani l’incontro organizzato da Libera “La Terra è la nostra casa – momento di memoria e impegno nel ricordo di Renata Fonte” in occasione del 28° anniversario della scomparsa dell’assessore; relatrice principale l’ambientalista piemontese dei Verdi Grazia Francescato.

Quando la legalità parte da tre parole: ricordare, rinnovare e rispettare.

Il 3, a volte, può rivelarsi davvero un numero “magico”. Non facciamo riferimento a telefonia e slogan pubblicitari, ma alla diretta corrispondenza che hanno avuto tra di loro sabato scorso (e che sempre dovrebbero avere) Nardò, Libera e Renata Fonte sulla base di tre imperativi categorici: ricordare e commemorare, rinnovare il proprio impegno e rispettare l’ambiente.

E’ andato in scena in una sala piena di gente, di giovani e di propositi sinceri l’incontro tra la città e Grazia Francescato, politica, giornalista e attivista dei Verdi, invitata da Libera nell’occasione della commemorazione della morte di Renata Fonte in un momento non solo di raccoglimento, ma anche di rinnovamento e di riflessione su un tema tanto caro all’ex assessore quanto attuale agli occhi della nostra comunità come il rispetto dell’ambiente. Dopo le parole della coordinatrice cittadina di Libera, Clara De Braco, e della figlia di Renata Fonte, Viviana, che hanno sottolineato come non si debba fare di questa morte un ricordo nostalgico, ma un ulteriore stimolo per fare in modo che “il coraggio di pochi diventi l’impegno di tutti”, è intervenuto il sindaco Marcello Risi, che si è espresso su come la legalità non possa essere considerata un’idea di pochi, ma come un principio fondamentale per qualsiasi cosa, così come principio della successiva azione sul territorio di Nardò è stato l’esempio di Renata. Non un sacrificio vano quindi, non “solo” l’ennesima vittima della mafia, ma il punto di partenza per una riflessione sempre attuale ad ampio spettro, dal culto della ricchezza al tempo della crisi fino alla pianificazione di un futuro fatto di sostenibilità e sviluppo intelligente, valorizzando le prospettive dei giovani.

Renata Fonte è senza dubbio un esempio, ma a volte è la capacità di continuare a restare parte della normalità che può rendere dei martiri della mafia dei veri eroi, e il progetto di graphic novel firmato De Francisco-Ferramosca vuole valorizzare proprio l’aspetto “normale” della vita di questa fantastica donna, politica e personaggio di spicco dell’ambiente neritino, ma anche mamma e moglie capace di prendersi cura dei propri figli.

Quando ha preso la parola Grazia Francescato, è emerso in tutta la sua evidenza il tono nemmeno tanto velatamente polemico del suo intervento nei confronti dei grandi della Terra e della gente insensibile ai problemi dell’ambiente e allergica ad assumersi delle responsabilità. L’ambiente che ci circonda è quello che siamo, è la nostra identità, e siamo noi a determinarne la sopravvivenza, l’estinzione, la salvaguardia o la rovina. Già dal ’72, ricorda la giornalista, si sapeva cosa fare per difendere il nostro pianeta, ma non vi era ancora un forte senso del dovere più o meno diffuso che determinasse un cambiamento di qualche tipo; sono passati 40 anni… e adesso? A giugno, quando si terrà a Rio de Janeiro il congresso internazionale Rio +20, cosa succederà? Gli esperti prevedono le solite professioni di impegno con le relative celebrazioni e gli altisonanti proclami, ma nei fatti, che sono poi la vera cartina di tornasole che prova quando la volontà c’è e quando no, non si avrà ancora nulla. Volendo ridurre il raggio d’azione della polemica, non ci troveremmo certo in una condizione migliore.

L’Italia è al terzo posto al mondo per il consumo di cemento, ed è qui che attraverso le speculazioni edilizie e l’operato delle ecomafie la mancanza di legalità si collega, purtroppo, alla mancanza di rispetto per l’ambiente. Dovremmo considerarci meno liberi di fare quello che vogliamo e un po’ più liberi in modo consapevole: la vera libertà non svincola dalle responsabilità, ma è un bene prezioso da esercitare nel rispetto di quanto è intorno a noi. La Francescato ha poi  indicato la strada chiaramente: “Serve una vera e propria rivoluzione culturale, un salto di qualità dell’intera coscienza collettiva che identifichi il verso senso della memoria nell’impegno costante”. 

La lucida visione di un leader nazionale del movimento dei Verdi e l’attenzione posta sulla  “vigliaccheria da scarica-barile” citata da don Raffaele Bruno (Libera Terra) hanno accesso una luce in memoria di Renata che per tutti noi dovrebbe rappresentare più che un gesto solo simbolico.