Il tema della sanità a Nardò nei pensieri dell'Ugl

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NARDO' - Molte polemiche, forse troppe per causa del periodo pre-elettorale, che imbarazza un po’ tutti nel rilasciare dichiarazioni per non essere strumentalizzati ora da una parte, ora dall’all’altra.


Però vi sono dei temi che al di là dei periodi devono essere necessariamente affrontati, la Sanità è una di questi.
Negli ultimi giorni ad esempio, si è parlato molto della presunta politicizzazione dell’ASL  di Lecce, e sull’atteggiamento assunto dal Direttore Generale Valdo Mellone, che attaccato dal PDL per presunte particolari attenzioni a favore della candidata Sindaco Loredana Capone, ha provveduto a determinare che i Politici debbano avere contatti con strutture ASL solo per ragioni Istituzionali.
Bene, ma il problema della politicizzazione  delle strutture i cui vertici vengono nominati in base agli indirizzi politici non è solo dell’ASL. Pertanto che Valdo Mellone risponda, in termini di indirizzo politico al nostro Presidente della Regione Puglia e suo riferimemento politico non credo debba scandalizzare nessuno, anche perchè vi assicuro che c’è di peggio e poi, il problema non è questo.
Siamo arrivati ad un livello di intrusione e condizionamento nella cosa pubblica da parte della Politica che ha superato i livelli di guardia, creando di fatto una serie di imbavagliamenti dell’iter burocratico, ovviamente a scapito dei rispettivi dipendenti ed utenze.
Se devo pensare all’ASL, non posso non porre l’attenzione su un Piano di Riordino che genera non poche discrasie e contraddizioni. Vediamo  ad esempio l’eutanasia del  Sambiasi di Nardò, che dovrà fare i conti con la chiusura dell’Oncologico, struttura portante e di riferimento non solo per Nardò ed i suoi cittadini ma per l’intero bacino ed oltre. Azione questa come altre, che stride con la volontà del Governo Regionale ad aprire nuovi Ospedali, oltre al fatto, che una sua trasformazione in poliambulatorio è difficile da concepire. Bene ha fatto Oronzo Capoiti, Consigliere Comunale di opposizione al Comune di Nardò a chiedere al suo Sindaco di avere chiarimenti ufficiali in merito, e non ad accontentarsi di risposte comprensibili solo da un punto di vista politico.
L’esempio di Nardò ci apre un orizzonte dove si vede chiaramente che il problema ASL non è la politicizzazione o i comportamenti di Valdo Mellone, ma le determinazioni di una politica più generale, che nella sua sede di competenza, la Giunta Regionale, sta determinando la cosiddetta guerra tra poveri. Difatti, indipendentemente dagli schieramenti politici, vi sono quelli che difendono l’indifendibile, quelli che chiudono un occhio nella speranza di rafforzare la propria posizione e quelli che giustamente si oppongono a questa vergogna.
L’ASL, e cioè la Regione, deve essere messa nelle condizioni di attivare politiche decisive e puntuali nella gestione delle Gare di Appalto, della gestione del Pronto Soccorso, del 118, di limitare i danni di un riordino che offre sempre meno un delicato servizio pubblico essenziale, di mettere nelle condizioni le proprie risorse umane di operare in  condizioni ottimali e non nei cattivi condizionamenti nei quali si opera.
La Sanità in Puglia, paga lo scotto di un passato dove la forza politica si determinava nella capacità di aprirsi un Ospedale sotto casa, oggi però mi sembra, che qualcuno voglia fare altrettanto buttando giù gli Ospedali degli altri  per insediarne dei propri. Non va bene.

Lecce 05.04.2012


Il Segretario Territoriale UGL
Antonio Verardi