NARDO' - Quello che scrive Siciliano in coda al suo comunicato, che a lui pare "la fine del mondo" a molti tra i più giovani potrebbe sembrare, invece, un grande auspicio. Questa fattispecie di Stato, del resto, mostra quotidianamente la sua inedeguatezza rispetto alle istanze della gente. Per il resto la nota di Siciliano, che per molti versi troviamo stralunata e discutibile, e perciò meritevole di discussione, resta sicuramente molto interessante. "L'occasione della Santa Pasqua di Resurrezione - dice il consigliere provinciale - mi fa sentire in dovere di fare alcune considerazioni in merito ad una notizia di pochi giorni fa apparsa sugli organi di stampa nella cronaca di Nardò".
L'argomento riguarda il rinvio a giudizio del parroco di San Gerardo e l'incredibile richiesta inoltrata alla magistratura dall'avvocato della controparte, richiesta di coinvolgere nell'intera vicenda, al fine di un eventuale risarcimento danni, la Curia e sua eccellenza monsignor Caliandro.
Purtroppo tale notizia non è apparsa il primo di aprile, altrimenti l'avrei ritenuta il classico pesce d'aprile.
Per tanti accadimenti nella società in cui viviamo credo realmente che si debba auspicare che la ricorrenza della Resurrezione del Cristo illumini le menti di molti.
Spero che si risolva tutto in una bolla di sapone. Mi pongo però una sola domanda: l'avvocato di controparte, ed eventualmente il Giudice che valuterà gli atti, si sono posto la domanda che io pongo a me stesso: dinnanzi ad un episodio del genere, la Caritas che tanto si prodiga per poveri ed extracomunitari, potrebbe decidere di tirare i remi in barca da questo suo impegno sociale?
Giorni fa ho ipotizzato che l'evoluzione della politica nazionale, secondo me, determinerà la nascita della terza Repubblica; la prima terminata con tangentopoli, la seconda con la caduta del berlusconismo, speriamo che la terza non inizi con vicende che minano la stabilità dello Stato nello Stato.
Sarebbe realmente la fine del mondo.
Giovanni Siciliano - Consigliere Provinciale