Partecipa partecipa apertamente alla città il proprio disappunto. E' una novità con *FOTO*

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NARDO' - Ebbene sì, è una novità: "l'avvertimento" alla maggioranza di essere con un piede sull'uscio non arriva, come può succedere, con una sibillina voce di corridoio, con una indiscrezione soffiata ai giornali per vedere l'effetto che fa. La lista Partecipa, per voce di Riccardo Leuzzi, sferra una coltellata nel ventre molle della maggioranza durante una pubblica tenzone a viso aperto, una sfida a lungo annunciata con i manifesti murali.

parteIl risultato, in una sala piena all'inverosimile, arriva ed è un pugno nei denti: "pur in presenza di timidi segnali - dice Leuzzi - siamo molto lontani da quanto sperato e sebbene sia solo il primo anno avremmo potuto fare molto di più. O siamo pronti a rinsavire (si rivolge alla maggioranza escludendo, evidentemente, Partecipa ndr) o siamo ancora in tempo per fermarci qui. Se non verrà assunta una mentalità diversa - conclude Leuzzi - noi non saremo più della partita". Il pubblico ammutolito, non parte nemmeno un applauso e non vola una mosca. Il battito di mani arriverà molto dopo, ed è liberatorio, quando il consigliere provinciale Giovanni Siciliano cavalcherà l'onda emotiva della sala ribadendo le parole di Leuzzi e citando, con enfasi, una frase ispirata di Giacinto Urso.

Ma fino a quel momento c'è solo il volto teso e pietrificato del coordinatore politico di Partecipa che parla per venti minuti senza mai tirare il fiato.
Leuzzi affonda alla fine la lama: "tutto ciò lo abbiamo detto molte volte e se questa volontà non c'è allora non potete più contare su di noi".

Fa impressione, in verità, vedere dietro il tavolo e nelle file degli spettatori alcuni personaggi legati a Partecipa e che sono rimasti ancorati, con i denti e le unghie fino all'ultimo istante, alla Caporetto della disastrosa ultima amministrazione di Antonio Vaglio, una delle più controverse della storia cittadina. Ora, a nemmeno un anno dalla nascita di questa Amministrazione e davanti all'attivismo e alla abnegazione totale del sindaco Risi, c'è già questa reazione? E' un tentativo di Leuzzi di guarire l'ammalato ai primi decimi di febbre e prima che diventi cronico?

Non è facile tirare le somme prima di leggere l'intero resoconto della serata di ieri che è in "cottura". Certo è che restano negli occhi, terree, le espressioni dei fedelissimi del sindaco come Flavio Maglio o le telfonate convulse al primo cittadino, in viaggio per Roma, del vicesindaco Carlo Falangone o dell'assessore ai Lavori pubblici, Vincenzo Renna.
Una accusa pubblica di Partecipa che quasi nessuno si aspettava.

In attesa della nostra cronaca, però, ecco come il giornalista Luigi Nanni ha presentato l'iniziativa. Ci sono sicuramente molti spunti di riflessione in considerazione del fatto che la civica ha portato in Consiglio due "neofiti" (Mariella De Trane e Roberto My) e un assessore, anch'egli alla prima esperienza in giunta, Maurizio Leuzzi. Poi un "cavallo" di razza forse un po' sfiancato da mille battaglie, Antonio Cavallo appunto. Che sia in questa composizione una concausa del malessere di Partecipa? Leggiamo Nanni e poi approfondiremo.

NOTA DI LUIGI NANNI

Questa variante della lotta politica non l’avevamo ancora vista. Che fa una componente a pieno titolo del governo della città per manifestare la sua scontentezza per come vanno le cose? Pensiamo, ne parla col sindaco, una , due, tre o più volte.

Avvisa gli alleati che così non può andare. Stila un documento circostanziato e fa lavorare le rotative. E, invece, come una sorta di separata in casa, inaugura una sottile opposizione dagli esiti tutti da decifrare.  Sicchè, lo scarno manifesto fatto affiggere a Nardò dalla componente Partecipa ( che siede in giunta con un suo assessore!) col quale annuncia per oggi un incontro pubblico, merita di essere letto e riletto per la sua manifesta bizzarria.

La gente si ferma e staziona di fronte per alcuni minuti. Soltanto otto parole che si lasciano interpretare. Può darsi anche che intendessero essere soltanto originali. A cominciare dal titolo che, in forma interrogativa (testuale) si chiede se per il governo Risi, al compimento del suo primo anni di vita, si può parlare di “cambiamento vero”.  

“E lo chiedete a noi? - osserva un cittadino, sorpreso di tanta improntitudine. “Chiarite meglio tra di voi le idee che avete in testa” – viene confermato da qualcun altro. Manifesti maxi per l’incontro di domani, forse per non guastare il clima pasquale, ma forieri  a sufficienza di ragioni che si vorranno far valere. Con l’invito rivolto a “iscritti e simpatizzanti”. Nemmeno cittadini puri e semplici. Forse a voler significare che siamo ancora in campagna elettorale. Gli alleati non capiscono (capiscono) e strabuzzano gli occhi. S’è capito, si parla di  malessere nella giunta Risi e succede da tempo, anche se il gran lavoro di Risi ha coperto molte magagne.

In  molti spingono per una revisione complessiva della compagine, che ha reso molto al di sotto delle sue possibilità. Un atleta vigoroso e promettente, ma giunto stanco coi primi caldi primaverili. Nonostante i numeri altisonanti, la giunta viene giudicata da più parti un peso leggero, nella morsa di alcuni dirigenti e, in generale, dell’apparato burocratico e tecnico del Comune. Non si contano le volte che si è battuto questo tasto. Un colosso ingessato. Ma in tutte le faccende c’è un punto fermo da cui partire e questo ormai è la mancata sottoscrizione dei revisori dei conti della documentazione dl patto di stabilità. Davvero, non una cosa di poco conto, nella quale viene preso di mira il decisionismo di Risi, impegnato da una parte in un faticoso braccio con gli stessi revisori, volendone contestare le argomentazioni, dall’altra a voler procedere a un continuo arroccamento, senza andare alla ricerca di alcun colpevole per la situazione delle finanze pubbliche, con l’addebito delle responsabilità a dirigenti e vecchi amministratori.

"Si smetta di celare dietro il Consiglio responsabilità personali”- viene detto.  Per quanto riguarda i revisori dei conti, peraltro, ha indispettito non poco il fatto  che il loro atteggiamento sia stato appreso dai politici direttamente dagli organi d’informazione. Che sono fermi sulle loro posizioni. E Risi, invece, che la pensa diversamente.

“Possibile – viene chiesto – che su una materia così importante non ci sia la chiarezza necessaria? Chi ha ragione e chi torto? Non si scappa. È questo l’incipit di un’accusa che da tempo serpeggia tra i banchi non soltanto dell’opposizione. Cinque mesi di dure discussioni sulle delibere presentate e richieste di chiarimenti hanno di fatto rallentato fortemente l’azione  amministrativa  con la curiosa constatazione delle due velocità, l’una, quella sostenuta, (del Sindaco) che però è  mal supportata da una giunta (bassa velocità) che fin qui non ha lasciato grandi tracce.
Un modo elegante per dire che si dovrà cambiare registro prima che la situazione deflagri. E qui, certamente, vorrà innestarsi l’incontro organizzato dalla lista Partecipa, dal momento che viene confermata la voce di un’unità d’azione e d’intenti tra un suo consigliere comunale  e l’altro fronte degli Udc Salvatore Antonazzo (presidente della terza commissione consiliare) e Totuccio Calabrese nel volere andare a fondo sulle responsabilità pregresse.

A questo punto si tratta soltanto di aspettare. Con un interrogativo  comune (questo, sì, ampiamente giustificato) che comincia a farsi strada. Cosa deve fare una giunta per andare avanti? “Basta che sia coesa” –l’ovvia risposta. Sta qui il punto. Sconforta, pertanto, che con una maggioranza stratosferica non si riesca a procedere spediti, come se la sua azione sia stata presto minata da un virus, appesantita da veleni cui non si riesce a porre rimedio.