NARDO' - Vendita della "pista" alla Porsche. Il nostro allarme non è rimasto del tutto inascoltato. Ma solo Alternativa Comunista e il gruppo di collaudatori "Sfruttati dalla Nardò Technical Center" sembrano averlo recepito. Oltre alla comunità militante di Nardò "Andare Oltre". Praticamente solo le ali estreme dello schieramento politico hanno libertà di pensare? La prova è una sola: anche la redazione di PdM ha pensato "liberamente" e non si può certo definire questo pacioso gruppo di giornalisti come "estremista". Il sillogismo quindi è: tutti gli altri restano zitti sul tema che pare, invece, evidente solo a qualcuno e cioè che la Germania si compra imprese finanziate con soldi pubblici. Ci piacerebbe conoscere il costo dell'operazione, a questo punto. Buon viaggio a tutti.
MARCELLO SCIALPI (GRUPPO "SFRUTTATI DALLA NTC")
Ora che tutto questo è accaduto cosa dovremmo pensare?
Perchè questa vendita della Ntc alla Porsche non è stata mai detta di fronte alle istituzioni,eppure neanche un mese fà vi è stato l incontro in Prefettura tra noi la Ntc ed il vice Prefetto nonchè il soggetto forte della cooperativa Copat.
Certo ora tutti i nodi vengono al pettine, ecco perchè la Ntc voleva incontri informali senza stampa, ecco perchè voleva che ritirassimo con urgenza le vertenze legali,ecco perche cercavano di addolcirci affinchè fermassimo le nostre lotte e i nostri presidi.
Ora è tutto chiaro non potevano fare brutta figura nei confronti della Porsche ma noi comunque in questo tranello non ci siamo caduti, le lotte continueranno e le vertenze legali se li assorbirà Porsche Ntc.
Sperando comunque che questi nuovi interlocutori siano piu seri dei precedenti e di arrivare ad una soluzione equa. Una domanda e la cooperativa Copat ceh fine ha fatto si è dileguata?Telefoni continuamente staccati, magari era tutta una montatura.
Chissà come mai non rispondono piu al telefono.
ANDREA VALERINI (CANDIDATO SINDACO A LECCE PER ALTERNATIVA COMUNISTA)
Quello che sta succedendo in Puglia è la prova di quanto sia falso che l’articolo 18 dello statuto dei lavoratori freni gli investimenti esteri (ritornello di tutti coloro che sostengono la sua cancellazione): in Capitanata, Terra di Bari e Terra d’Otranto sono passate di mano in questi mesi rispettivamente lo stabilimento Ar di Foggia (il più grande impianto di trasformazione di pomodori in Europa) a una società controllata dalla giapponese Mitsubishi, la storica Bari Fonderie Meridionali a un gruppo ceco e, notizia di questi giorni, la pista Prototipo di Nardò ai tedeschi della Porsche (già peraltro presenti nell’impianto).
Notizie che qualcuno potrebbe ingenuamente salutare con ottimismo, non noi di Alternativa Comunista che ricordiamo come a suo tempo venne accolta con favore l’acquisizione della ex Manifattura Tabacchi da parte del colosso multinazionale British American Tobacco (sappiamo tutti come è andata a finire a Lecce).
Chiediamo perciò ai giornalisti - a noi non risponderebbe - di porre alla candidata a sindaco Loredana Capone, in qualità di veste di vicepresidente della regione Puglia, le seguenti tre semplici domande: 1)che fine hanno fatto gli 8 milioni di euro dati dalla Regione Puglia alla precedente proprietà NTC? 2) Qual è il costo, non noto, dell’operazione di acquisizione da parte di Porsche, siamo sicuri di non essere di fronte all’ennesima svendita dei “gioielli di famiglia”? 3) E soprattutto: perché non è stata data alcuna garanzia occupazionale ai lavoratori della pista Prototipo, parte dei quali da anni in cassa integrazione in deroga e che perciò hanno iniziato con il sindacato Cobas una sacrosanta vertenza per il reintegro sul posto di lavoro? La cancellazione dell’art.18 cancellerebbe anche questa possibilità: l’opportunità di domandare di tornare a lavorare, non assistenzialismo.
Tre domande stringenti a cui Loredana Capone, che della vicenda si è interessata in prima persona, credo potrebbe e dovrebbe dare risposta.
Noi di Alternativa Comunista un’unica risposta e soluzione ce l’abbiamo: invece di dare milioni di euro ad aziende che poi vendono, sosteniamo politicamente una gestione diretta delle imprese da parte degli operai, che sicuramente non hanno nessun interesse a cambiare di punto in bianco “politica industriale”, delocalizzare e andar via dal Salento.
ANDREA VALERINI - CANDIDATO A SINDACO PER ALTERNATIVA COMUNISTA A LECCE
MICHELE RIZZI – COORDINATORE REGIONALE DI ALTERNATIVA COMUNISTA