NARDO' - Arriva il “botto” nella stagione teatrale "Lo spettatore incantato" promossa da Comune di Nardò, Teatro Pubblico Pugliese e Terrammare Teatro con il sostegno del progetto Teatri abitati: alle 21 calca le scene del Comunale David Riondino, attore toscano definito, a scelta, uomo di cultura, comico, mattatore, cantautore, poeta, improvvisatore, menestrello.
Ma chi è, in questo momento, Riondino?
“Sono una specie di rappresentante di commercio, fai conto che vendo tovaglie. Il titolo di questo spettacolo è Fermata provvisoria – spiega – nasce da un'occasione che ci fu a Torino dove alcuni giovanotti che avevano un piccolissimo ma bel teatro, un po' come quello vostro, invitavano gli attori, performer o musicisti che passavano dagli altri teatri più grandi, per parlare del loro mestiere. Ciò accadeva il lunedì, che è il giorno di riposo dei teatri. Invitarono anche me e per loro misi in piedi una specie di antologia, una cronaca, un diario. A Nardò farò questa cosa: attraverso una decina di brani, nati anche in contesti diversi, ricostruirò un passaggio o un periodo della mia e nostra storia comune.”
Uno spettacolo in continuo divenire, allora.
“Sì, mi permette di aggiornarlo in corsa. Posso inserire pezzi e cambiare spesso. A Nardò, ad esempio, vorrei leggere o fare alcune cose che facciamo in radio Bollani, il Dottor Djembè. Cose che magari non farò altrove e che vedrete solo voi. E' la libertà e la bellezza del Teatro. Pensate a me come un venditore di tovaglie: stasera vi presento il mio campionario”.
Riondino è toscano ma le recensioni che lo riguardano recitano così, come il bugiardino dei medicinali: “non si lascia scappare neanche una parolaccia e perché non accenna mai a quelle parti anatomiche che molti suoi colleghi considerano indispensabili allo scatenamento dell'applauso”.
“E' vero – esclama e ride a lungo – sembra che noi toscani si debba solo dir quelle robe là. Ma sarà il mio dna pugliese che m'ha rovinato. Lecce la conosco pochissimo, ci son passato per i miei spettacoli ma ogni volta noto quelle cartapeste meravigliose che mi lasciano a bocca aperta e vorrei avere informazioni maggiori. Ma il Salento si incrocia con la mia via, senza dubbio, perché mio nonno è nato a Santa Maria di Leuca e i suoi erano di Margherita di Savoia; ma questo è il poco che so di una storia di famiglia che non ho mai approfondito molto perché poi lui si trasferì al porto militare di La Spezia – faceva il capitano di marina – e da allora è stato un percorso tutto diverso: si sposò con la figlia del capostazione di Firenze e la Puglia rimane quindi come una specie di memoria, di evocazione, di dna arcaico con cui, prima o poi, bisognerà fare i conti”.
Riondino conclude, sulle ali del trasporto “salentino”, ricordando un suo recente lavoro in tandem con un altro grande artista che ha trascorso un periodo della sua vita proprio a Santa Maria al Bagno, Milo Manara. “Lui aveva una villa lì da voi – chiosa Riondino - insieme abbiamo realizzato insieme, pochi mesi, un libro che è una lunga ballata illustrata dal maestro e si intitola Il trombettista. Vattela a cercare, è molto bella”. Aggiungiamo all'elenco, allora, l'ultima definizione: Riondino è anche fumettista.