Nella vecchia fattoria... ci possono essere anche i dinosauri?

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NARDO' - Partecipa, Però, il sindaco Risi, gli evergreen, l'ironia fuori posto di portadiMare. E il simpatico intervento sull'argomento di Mario Mennonna.

 

Nella vecchia fattoria…

Riccardo Leuzzi con «Partecipa» apre l’analisi della gestione amministrativa di un anno; Giovanni Però, da osservatore, interviene per compiere l’analisi su quanto emerso dall’assemblea: checché entrambi abbiano detto e scritto e checché se ne dica, questo è un modo per svegliare e tener desto il dibattito politico a Nardò.

Altri partiti/movimenti, soprattutto di governo cittadino, ed altri osservatori politici, soprattutto di minoranza, hanno dato il via a questo dibattito?

I partiti/movimenti che hanno ricevuto dall’elettorato la fiducia ai vari livelli istituzionali hanno «partecipato» la loro base della gestione politico-amministrativa? Hanno ascoltato la base o sono solo partiti/movimenti di individualità elette… e buona notte? Si sforza di non esserlo Futuro e Libertà, anche se a volte mi sembra più velleitaria che politica: ma è un bene che, comunque, lo faccia.

Ho ascoltato il consigliere provinciale Giovanni Siciliano, fondatore di «Città Nuova» e, come tale, al governo con tanti eletti per lunghi anni, nonché, oggi, dirigente di spicco dell’Udc, sempre al governo, con tanti eletti. Ebbene perché mi comunica che per comunicare con la città ha bisogno della comunicazione dei media? Non ha un movimento/partito dove dibattere i problemi amministrativi, ascoltare la base e proporre soluzioni alla maggioranza di cui è parte?

Insomma come mai gli incontri non se ne hanno e se ci sono trattano problematiche nazionali, elezioni… e giammai questioni cittadine con consequenziali determinazioni e posizioni coerenti a livello istituzionale?

A meno che non parlino tra di «loro»…e la base? Quando, allora, si farà politica?

È agire politico nel momento in cui il politico e/o amministratore scarica i mali e i guai cittadini sui dirigenti comunali?

Ed allora cosa ci stanno a fare sul Palazzo? Perché ci chiedono il voto? I propri sostenitori e, in genere, gli elettori conoscono i candidati politici, non i dirigenti comunali.

Insomma noi a Nardò avremmo un Palazzo in cui i ciambellani fanno il bello e il brutto di fronte a signorotti, principi e sovrano?

Che guaio per Nardò e che vergogna per chi governa!

È essere politico nel momento in cui si afferma che i mali e i guai vengono, sì, dai dirigenti, ma, ab imis, da quei politici che -decenni e decenni prima del tramonto dello scorso secolo- li hanno assunti… e meno male che sono stati salvati i genitori che li hanno generati!

Ben ha fatto Riccardo Leuzzi a convocare «Partecipa», ma non bene ha fatto nel momento in cui, per spazi occupati dagli «altri», non ha permesso che la sua base intervenisse e proponesse (si era già ad ora tardi); e ancor meno ha fatto nel momento in cui dopo la sua legittima disamina critica non ha posto al sindaco Risi un tempo e uno spazio, oltre il quale «Partecipa» non avrebbe più fatto parte della maggioranza.

Ben ha scritto Giovanni Però, ma non bene ha scritto, se non continuerà con il suo «Don Milani» a snocciolare ogni punto e a proporre soluzioni… mentre non avrà nessuna responsabilità se il dibattito da lui aperto non troverà né eco né prosieguo almeno sul web.

Visto che nella stragrande maggioranza i partiti/movimenti sono virtuali, se non addirittura fantasmi che si vestono di umano per le elezioni con centinaia e centinaia di candidati, che, poi, anche i più nobili -cioè quelli che aspirano a cariche e prebende- ritornano nell’anonimato, perché non fondare un partito web, dove dibattere ogni argomento e, quindi, sottoscriverlo per l’attenzione al sindaco o direttamente per i dirigenti comunali, ritenuti gli unici gestori della cosa pubblica a Nardò?

Io non entro nel merito di quanto affermato da Riccardo Leuzzi, dei «Partecipa» e degli «ospiti»; né penetro nella lunga analisi di Giovanni Però; né mi soffermo sulle affermazioni dell’attento Graziano De Tuglie e di M.M. Albanese.

Solo, salvo restando a poter anche entrare nel merito, ho voluto sottolineare la necessità di fare politica o almeno di imparare a farla, attraverso la partecipazione, il dibatto, le determinazioni e l’assunzione di responsabilità, magari tenendo presenti anche dinosauri, di cui si può non condividere quanto dicono, ma da cui non è male apprendere di come si possa fare politica.      

I contenuti, poi, possono pure essere sottratti ai dinosauri da museo di fossili, di cui qualcuno a Portadimare non gradito, per essere consegnati ad un’altra schiatta - solo per analogia di termini - di animali, nella speranza che prima che diventino anch’essi dinosauri da museo abbiano imparato almeno a fare politica, semplicemente con l’essere attenti, passionali, coerenti, diligenti, ascoltatori, dialoganti, propositivi, determinati, rispettosi dell’altro e capaci di sognare per la loro città.

Forse Marcello Risi, che oltre tutto ha una formazione politica e partitica e che – ritengo - sia convinto che la sinergia e la partecipazione dei cervelli pensanti siano indispensabili per un buon governo, avrebbe bisogno di questo entroterra, mentre sono più che convinto che di certo ne ha sempre più bisogno Nardò.