Choc cesarino: Alfredo Mantovano propone di chiudere la strada dei lidi finché il Comune è inadempiente

Stampa

PORTO CESAREO - In data odierna l'on Alfredo Mantovano ha inviato la lettera che segue al Prefetto di Lecce, a proposito del mancato completamento dei lavori di messa in sicurezza della strada Porto Cesareo-Torre Lapillo, proponendo la chiusura della strada stessa fino a quando il Comune di Porto Cesareo, che ha le risorse per farlo, non provveda.

Ill.mo Prefetto,

la sera del 20 agosto 2011 Anna, una ragazza di 23 anni originaria di Bologna, è stata investita mortalmente mentre attraversava la strada che conduce da Porto Cesareo a Torre Lapillo; ciò è dipeso sia dall'imprudenza di chi conduceva il veicolo investitore, sia dal fatto che la strada era buia, con autovetture parcheggiate illegalmente su entrambi i lati. Infatti, pur trattandosi di un tratto inserito in un'area totalmente urbanizzata, esso era privo di illuminazione, di efficace segnaletica, di dissuasori e di marciapiede. E questo nonostante l'Amministrazione provinciale di Lecce avesse già da tempo destinato alla messa in sicurezza della strada la somma di 200.000 euro, ponendola a disposizione del Comune di Porto Cesareo.

Nei giorni immediatamente sucessivi, cercando di superare le ovvie polemiche che hanno seguito un fatto così grave, insieme abbiamo lavorato intensamente perchè si recuperasse il tempo perduto e il Comune in questione, sulla base delle Sue autorevoli sollecitazioni, realizzasse le opere incomprensibilmente fino a quel momento non cantierizzate. Nel corso di una riunione tenuta in Prefettura, il Sindaco di Porto Cesareo assicurò che avrebbe entro settembre 2011 provveduto alla segnaletica e all'illuminazione, ed entro dicembre 2011 al marciapiede e alla pista ciclabile.

Siamo alla fine di aprile 2012: in quel tratto di strada, rispetto a un anno fa, oggi ci sono i lampioni, la segnalazione dei passaggi pedonali, le strisce pedonali (già sbiadite); è qualcosa, ma non è tutto. Mancano i marciapiedi, la pista ciclabile e dissuasori degni di questo nome: quelli esistenti fanno solo rumore. Sarebbe fuori luogo adoperare aggettivi per qualificare questa perdurante inerzia. Certamente, nonostante il ritardo, si fa ancora in tempo, prima del pieno della stagione estiva, a evitare nuova tragedie, che non sarebbero frutto del Fato o solo della sbadataggine alla guida di singoli.

Quando, subito dopo la morte di Anna, parlammo della questione, mi permisi di suggerire come extrema ratio l'esercizio del potere del Prefetto (previsto dagli art. 6 e 7 del Codice della strada e dagli artt. 7 e 8 del regolamento dello stesso Codice) di sospendere la circolazione di tutte o di alcune categorie di veicoli per motivi di sicurezza della circolazione medesima: i rischi di quel tratto di strada, così come è ancora adesso, e l'inerzia di quella amministrazione ne integrerebbero i presupposti. Si disse anche che il Comune avrebbe potuto evitare lungaggini ricorrendo all'affidamento dei lavori secondo la procedura della somma urgenza (art. 147 dpr 554/1999).

Pur non ricoprendo più l'incarico di Governo, avendo il desiderio che non siano più stroncate vite umane per la stolidità dell'inazione, sottopongo alla Sua prudente valutazione l'opportunità di riprendere quella ipotesi, cioè didisporre la chiusura di quel tratto di strada fino a quando il Comune di Porto Cesareo non avrà fatto quello che si è impegnato formalmente a fare, che ha il dovere di fare, che ha le risorse finanziare per fare.

Con viva cordialità,
Alfredo Mantovano
deputato al Parlamento