Appuntamento con la tivù brasiliana per un "kolossal" a Santa Maria al Bagno

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NARDO'
- Appuntamento con il passato per Julio Gartner, ebreo di Cracovia ma naturalizzato brasiliano. Oggi è qui.

Sono sopravvissuto all’Olocausto

Breve riassunto: questo film documentario intende mostrare prima di tutto, per la prima volta, la storia dell’Olocausto da un punto di vista del testimone oculare. Il sopravvissuto all’olocausto Julio Gartner aveva 15 anni quando le forze tedesche hanno invaso Cracovia in Polonia, la sua casa. Il documentario rintraccia i suoi passi all’interno dei campi di concentramento nazisti, quando fu catturato e imprigionato durante la II Guerra Mondiale.

Gartner racconta la sua storia nella stessa regione dove ritornò negli anni ’40, descrivendo tutto ciò che aveva visto e dove era stato come prigioniero durante sei anni di guerra e di terrore nazista. Con il sig. Gartner ci sarà una giovane ebrea, la sig.ra Marina Kagan. Lei è nata in Brasile e la sua famiglia proveniva dall’Europa, sempre per sfuggire allo sterminio durante la II Guerra Mondiale. Come è accaduto a quasi tutti gli ebrei del mondo, l’Olocausto colpì la sua famiglia e quindi parte del loro passato. Il percorso di Gartner rientra fra Polonia, Austria, Italia, Francia e Brasile, dove arrivò come rifugiato. Il film ci mostra come lui ha ricostruito la sua vita a San Paulo, città dove ha iniziato una nuova vita lontano dalla guerra e dall’antisemitismo che prevalse in Europa durante quei giorni.

I suoi genitori e la maggior parte dei suoi parenti furono uccisi a causa delle persecuzioni religiose, ma come nuovo cittadino brasiliano Gartner trovò un paese tollerante con gli ebrei. Oggigiorno, si considera “paulistano”, come i suoi nipoti che sono nati nella città che lo accolse tanto tempo fa. Marina Kagan, la giovane ebrea, segue Gartner nel suo viaggio attraverso la storia. Giovane piena di speranza, lei scopre tutti i danni che il pregiudizio e l’intolleranza possono portare. Mostrandole i posti dove il sig. Gartner ha vissuto in quei bui giorni, Gartner dimostra di essere la prova vivente dell’Olocausto. Marina rappresenta il futuro e la speranza che questo mondo abbia appreso dagli errori del proprio passato.

IL FILM FINANZIATO DALLO STATO DEL BRASILE

Oggi, alle ore 13, Gartner incontrerà il Sindaco di Nardò, Marcello Risi e anche Vittorio Perrone, infaticabile testimone degli anni di funzionamento del Campo di accoglienza per profughi che lo ospitò nell’immediato dopoguerra. Gartner sarà accompagnato da una troupe televisiva brasiliana che sta realizzando un documentario con la registrazione di tutte le tappe, a tratti strazianti, del suo viaggio nel passato. Un viaggio lungo, e non solo per la distanza geografica, da San Paolo del Brasile, dove Julio vive ora con la sua famiglia, a Cracovia, dove viveva nel ghetto, fino ai campi di concentramento nazisti dove venne internato, Mauthausen, Plaszow, Auschwitz, Ebensee, Melke. S. Maria è la tappa n° 9 del suo percorso.

Con il sig. Gartner ci sarà una giovane ebrea, Marina Kagan, nata in Brasile; la sua famiglia proveniva dall’Europa, ma se ne dovette allontanere per le persecuzioni durante la II Guerra Mondiale.
Gartner torna a S. Maria per la prima volta dopo oltre sessant'anni.