2 NEWS con *POESIA* - Questa sera, nel 37esimo anniversario della morte, la comunità militante "Andare oltre" ricorderà il giovane Sergio Ramelli

Stampa

NARDO' - Oggi, domenica 29 aprile, la comunità militante "Andare Oltre" commemora il 37esimo anniversario dalla morte di Sergio Ramelli. Lo farà in via Duomo, dove sorgeva nel 1975 la storica sezione neretina del Movimento Sociale Italiano e del Fronte della Gioventù.

In tanti, troppi, ancora oggi, ignorano, infatti, la storia di Sergio. Il 13 marzo del 1975, questo diciottenne milanese, simpatizzante del Fronte della Gioventù, venne aggredito sotto casa, dopo essere tornato dalle lezioni che seguiva all'istituto tecnico Molinari di Milano, da un collettivo di sinistra a colpi di chiave inglese, la famigerata Hazet 36. I suoi aggressori, tutti aderenti al collettivo di Avanguardia Operaia, lo lasciarono a terra in una pozza di sangue e materia cerebrale. Morirà il 29 aprile del 1975, dopo 47 giorni di agonia.

Sergio verrà ricordato dai militanti neretini, a partire dalle ore 22.00, tramite le parole di Luca Telese (oggi direttore de Il Fatto Quotidiano), autore del libro cult "Cuori Neri", una poesia scritta dal neretino Gianluca Fedele per l'occasione e le note del gruppo musicale Zpm.

I colpevoli solo nel 1987 vennero assicurati alla giustizia con l'accusa di omicidio preterintenzionale. Erano studenti universitari di medicina, tutti più grandi di Sergio, e che conoscevano le conseguenze mortali dei colpi inferti con quelle maledette chiavi inglesi.

La verità di quegli anni non può essere sottaciuta e per quel che possibile è necessario che sia raccontata. Tanti ragazzi e ragazze lasciarono la vita sul campo, vittime degli opposti estremismi e della strategia della tensione. Non solo Sergio ma anche Paolo Di Nella, Nanni De Angelis, e ancora Giorgiana Masi, Walter Rossi, Elena Pacinelli, giusto per citarne alcuni.

Il nostro, lungi dall'essere nostalgismo, è esercizio di memoria storica. Una memoria rimasta troppo spesso solo di una comunità umana ristretta. E' arrivata l'ora che diventi memoria collettiva nel rispetto delle differenze. Ricordare, capire, comprendere per non dimenticare e soprattutto per non ripetere gli errori di quel passato disumano. Il potere, lo Stato, beneficiarono di quel clima per continuare il loro sterile esercizio del potere fino al 1992.

Per capire a fondo quegli anni e comprendere le responsabilità sarebbe sufficiente, forse, leggere le parole dell'ex presidente della Repubblica ed ex ministro dell'Interno Francesco Cossiga nel suo ultimo libro "Fotti il potere!": "Dopo aver infiltrato nelle organizzazioni più estremiste alcuni agenti provocatori, diedi ordine di lasciare liberi i manifestanti di mettere a ferro e a fuoco le città. La gente non ne poteva più e così, forte del consenso popolare, potei scatenare la repressione".

Pippi Mellone

Comunità Militante Andare Oltre

----------------------------------------------------------------

La poesia di Gianluca Fedele,dedicata a Sergio Ramelli, che verrà declamata nella serata di domenica 29 aprile in occasione del 37esimo anniversario dalla scomparsa del militante milanese del Fronte della Gioventù.

Sergio scrive un tema.

Sergio che ora potrebbe avere

l'età di mio padre, scrive un tema.

E scrivere un tema, per l'alunno Ramelli,

non è più che respirare.

Ora non scrive niente il Rag. Ramelli,

ne l'Arch. Ramelli, ne il Sen. Ramelli.

L'inchiostro nero con cui parlava di democrazia,

Sergio l'ha finito.

Scrivere è sempre una manifestazione di coraggio

e per sfidare la paura della verità

ci vuole o una buona dose d'incoscienza

o un ideale col quale tingere la propria esistenza.

Lo invidio, sono capacità che forse non avrò mai.

Devi tenerci molto a quell'inchiostro nero

se lo fai scorrere sul foglio rosso nonostante

sai che quattro "Hazet 36" ti apriranno il cranio

come bisturi in mano a studenti di medicina.

Poi quei minuti interminabili

e abissali.

Una voce anziana strilla nell'aria uggiosa di marzo:

"così lo ammazzate!" mentre forse tu oramai

non avverti null'altro che il catrame dell'asfalto.

In sede consiliare qualcuno fischia,

altri applaudono.

Devi avere una visione alta della politica

per cercare di non pensare che

dietro le tue ideologie

ci stanno questi inetti

che ne rappresentano la pratica.

Quelle finestre ingiuriose,

mentre il feretro passa,

danno il senso della crudeltà.

Ma la tua giovane bellezza li schernisce!

Non a tutti è concesso questo privilegio,

con quei capelli lunghi

e un romantico sorriso malinconico.

Potresti essere mio fratello.

Non sei rinato in una sentenza

che rende giustizia solo su carta

ma in quelle cento,

mille voci che gridano

con la tua bocca: "Presente!"