NARDO' - Radiografia della condotta: un documento frutto di diversi giorni di lavoro e di studio, ottenuto dopo almeno tre confronti pubblici. E' la società civile che si mette a disposizione dell'intera collettività. Che l'Amministrazione comunale sappia cogliere questi momenti e sfruttare queste risorse.
PREMESSA DEL PRESIDENTE DEL CENTRO
LA REALIZZAZIONE DI UNA CONDOTTA VA VISTA SOTTO DIVERSI ASPETTI:
la natura del territorio, la possibile bonifica dello stesso, la salvaguardia dei beni culturali, archeologici, paesaggistici, carsici, l’inquinamento possibile, il non sprecare la risorsa acqua reflua, le ricadute possibili legate alla infrastruttura, la salute dell’ambiente.
LA CONDOTTA SOTTOMARINA DI CUI DISCUTEREMO INVESTE UNA VASTA AREA COSTIERA:
che va da Morciano di leuca oltre Taranto.
LA CONDOTTA NON È SOLO FLUIDIFICAZIONE DI REFLUI da un posto all’all’altro, da un paese all’altro ma incide sullo sviluppo antropico, sul turismo, sulla salvaguardia dell’ambiente, sulla modifica del paesaggio, sull’attrazione turistica, sullo sviluppo dell’area ecc..
LO SMALTIMENTO DEI REFLUI è un problema che finalmente è giunto all’attenzione risolutiva della Regione Puglia proponendo soluzioni diverse e meccanismi diversi: dallo scarico a mare, agli impianti di fitodepurazione, di lagunaggio ecc.
A NARDÒ COME AD AVETRANA , A GALLIPOLI ecc. la R.P. intende realizzare condotte a mare la cui fattispecie è un “semplice e lavativo” scarico in mare. Cosa non accettabile dalle comunità.
LA REGIONE PUGLIA SE VERAMENTE VUOLE OFFRIRE , TRAMITE L’U.E., UN VALIDO AIUTO per la valorizzazione della fascia costiera, il risanamento della costa e dei Centri abitativi collegati , una attrazione turistica di qualità, un prevedibile decollo economico la condotta sottomarina è sbagliata, è vecchia, è obsoleta, è pericolosa.
LA CONDOTTA IN SÉ È UN BENE, è una infrastruttura che noi desideriamo e vogliamo si realizzi in tempi rapidissimi sia per far respirare il territorio, sia per renderlo appetibile, sia per la bonifica e sanificazione dell’ambiente, sia per una maggiore conservazione del paesaggio come rilancio qualitativo.
L’INFRASTRUTTURA DI CUI PARLIAMO non può essere quella della condotta sottomarina che si sviluppa lungo la litoranea non tenendo conto della realtà circostante, dei beni culturali da stravolgere, del devastamento della posidonia oceanica, delle zone sic , altre ai timori reali di mancate tenute della condotta stessa. E’ di questi giorni l’allarme sul mal funzionamento di tanti depuratori.
LA CONDOTTA È UNA INFRASTRUTTURA che deve guardare all’insieme, al territorio nel suo complesso in cui viene ad inserirsi, a tener conto delle esigenze stesse dell’area, a mostrare la sua capacità di essere vero e autentico motore di sviluppo, rispettando il paesaggio, il bene acqua che trasporta, le prospettive di sviluppo culturale, sociale, turistico e di tempo libero.
QUESTE IDEE DI METODO DI PROPOSTA, di idea diversa di paesaggio e di infrastruttura ha spinto il Centro Studi “don Milani” , dopo aver ascoltato associazioni, partiti, rappresentanti di enti e le decisioni del Consiglio comunale di Nardò, ad approntare una alternativa culturale di “condotta” dei reflui all’insegna di una nuova ipotesi di sviluppo del paesaggio coinvolgendo anche le amministrazioni rivierasche.
LA REGIONE PUGLIA SE veramente vuole bonificare e sanificare il territorio pugliese deve salvaguardare quattro principii:
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Ogni goccia d’acqua proveniente dai reflui va salvata, non dispersa ma riusata;
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Qualsiasi condotta non deve avere come recapito il mare ma impianti di affinamento, lagunaggi, trincee drenanti ecc;
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Impegnare i Consorzi di bonifica a realizzare canalizzazioni per il riuso delle acque reflue in agricoltura e l’AQP per gli altri usi non potabili.
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Eliminare totalmente lo scolmatore e l’attuale condotta in battigia dei reflui depurati.
IL CENTRO STUDI “DON MILANI” NON È UN CENTRO PROFESSIONALE con strutture e personale tecnico per cui l’ipotesi alternativa alla condotta sottomarina che propone l’affida nelle mani delle due Amministrazioni comunali di Nardò e Porto Cesareo perché ne valutino la bontà, la realizzabilità, la compatibilità economica, la prospettiva di sviluppo socio economico riproponendola se condivisa alla Regione Puglia, all’AQP e al Consorzio di Arneo..
Nardò, 28 aprile 2012
Giovanni PERO’
RELAZIONE ILLUSTRATIVA DEL CENTRO STUDI “DON MILANI”
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Premessa
La presente relazione tecnica illustrativa è stata redatta dopo gli ascolti promossi con il pubblico, le associazioni ambientaliste, le segreterie politiche, i Sindaci di Nardò e Porto Cesareo. Dalle varie audizioni il Centro ha tratto la convinzione di proporre una soluzione alternativa a quella che prevede di smaltire le acque depurate dell’impianto di depurazione di Nardò, sito al Villaggio Resta, nonché quelle del futuro depuratore di Porto Cesareo, mediante collettore che, partendo dall’attuale sfocio sulla costa di Torre Inserraglio le allontana a ml. 1.200,00 tramite una condotta sottomarina per poi diffonderli, mediante apposito impianto di pompaggio in mare.
Tale soluzione, con la condotta sottomarina, inevitabilmente è costretta a intersecare nel suo lungo cammino una prateria di Posidonia oceanica e dopo il coralligeno, con conseguenti danni di tipo temporaneo (fase cantiere) e di tipo permanente (in fase di esercizio) all’ecosistema marino alterandone gli equilibri bio-chimici. Una considerazione di tipo neghentropico, in una regione a rischio desertificazione qual è il Salento che invece dovrebbe adottare di soluzioni atte a non sprecare l’acqua dolce in mare.
E’ noto come il Salento sia caratterizzato dalla presenza di acqua dolce che “galleggia” sull’acqua di intrusione marina, ciò accade per via di un delicatissimo equilibrio garantito oltre ché da una diversa densità delle due acque, anche dalla presenza di una membrana che tiene separate i due tipi di liquido.
La dissennata e incontrollata attività di emungimento della falda di acqua dolce ad uso agricolo, negli anni ha depauperato di fatto questa falda creando una differenza di pressione tra l’acqua salata e quella dolce fino a determinare la rottura del delicato equilibrio con conseguente miscelazione delle due acque dando vita così ad un terzo tipo di acqua, quella salmastra, non più utilizzabile in agricoltura tanto meno per il consumo umano.
Il progredire di questa attività di emungimento porterà a lungo andare, se non fermato in tempo, alla completa contaminazione dell’acqua dolce da parte di quella salata e alla necessità di ricorrere alla realizzazione di impianti dissalatori, con grande impegno economico da parte delle Amministrazioni, che dovranno garantire la fornitura di acqua che attualmente l’AQP preleva dai pozzi.
1.2 Individuazioni delle criticità riscontrate
Un’analisi più ampia e attenta dal punto di vista ambientale dell’ager di Nardò in prossimità della costa individuerebbe le seguenti criticità di tipo antropico:
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assenza della pubblica fognatura nel Comune di porto Cesareo che vorrebbe collegare il suo impianto di depurazione alla condotta del depuratore di Nardò per poi recapitare i reflui depurati in mare mediante l’utilizzo della condotta sottomarina;
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assenza della pubblica fognatura a Sant’Isidoro, frazione del Comune di Nardò, che con la soluzione attualmente perseguita non verrebbe presa in considerazione;
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assenza della rete fognaria e idricapubblica di distribuzione dell’acqua potabile al Villaggio Resta da parte dell’AQP;
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assenza della pubblica fognatura al Villaggio Turistico Tramonti ed eventualmente al realizzando Villaggio turistico Costa dei Cafari;
1.3 descrizione delle infrastrutture esistenti nell’area
Nell’area oggetto della nostra attenzione, che va lungo la costa a partire da Torre Inserraglio fino a quella di Porto Cesareo e nell’entroterra considerando la fascia dei 5 Km si può rilevare:
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la presenza dello scolmatore, tratto di canale che parte dall’intersecazione del canale Asso in direzione Vora delle Colucce (strada per Leverano) e termina in località Frascone a mare;
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nuovo impianto di depurazione a servizio dell’abitato di Nardò in località Villaggio Resta denominato “Depuratore di Nardò 2”;
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attuale condotta interrata (emissario) che porta i reflui depurati dal nuovo impianto di depurazione di Nardò a mare, attualmente li sversa sulla battigia nelle immediate vicinanze di Torre Inserraglio;
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condotta di AQP che, dal serbatoio –accumulo in località Zanzara, distribuisce l’acqua alla frazione di Sant’Isidoro ed interseca la strada provinciale 112 e 114.
1.4 Considerazioni a margine
1.4.1. Recapiti finali ammessi dalla normativa vigente
La normativa vigente impedisce l’immissione diretta in falda delle acque depurate così come quelle delle acque meteoriche. Le Amministrazioni Salentine hanno dovuto rivedere i recapiti finali del trattamento delle acque prevedendo soluzioni alternative all’immissione diretta in falda come quelle più usate di seguito riportate :
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bacini artificiali, fitodepurazione;
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vasche di accumulo con pozzi anidri;
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trincee drenanti ;
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sistema idrografico superficiale, Canale Asso;
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immissione in rete di irrigazione del consorzio di bonifica;
Così il canale Asso, unico sistema idrografico superficiale del Salento, è diventato recapito finale di quattro impianti di depurazione a sevizio dei 26 Comuni che di seguito si elencano:
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impianto di depurazione di GALATONE - SECLI’;
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impianto di depurazione di COPERTINO - LEVERANO - VEGLIE;
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impianto di depurazione di MAGLIE - CASTRIGNANO DEI GRECI - BAGNOLO - BOTRUGNO - CORIGLIANO D’OTRANTO - GIUGGIANELLO - MELPIGNANO - MURO LECCESE - NOCIGLIA - SANARICA - SCORRANO - SURANO -CUTROFIANO - SOGLIANO - PALMARIGGI - CANNOLE;
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impianto di depurazione della zona industriale di NARDO’ - GALATONE
Negli affluenti del canale asso:
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impianto di depurazione di NEVIANO canale della Ruga canale Asso
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impianto di depurazione di ARADEO canale Raschione canale Asso
1.4.2. Situazione attuale di Porto Cesareo
La situazione attuale di Porto Cesareo è paradossale perché, da svariati anni, ha un impianto di depurazione in stato di vetustà perché mai completato e avviato all’esercizio e una parziale rete fognaria, mai entrati in funzione perché non è stato possibile realizzare un impianto di sollevamento che pompasse i reflui dalla rete fognante all’impianto di depurazione che si trova su una leggera collina.
I lavori per la realizzazione dell’impianto sono iniziati il 2/2/1984, sospesi il 30/9/1997 e alla data del 15 dicembre 2005 l’impianto non è funzionante, è chiuso con cancello in ferro e con lucchetto. L’impianto non è mai stato completato mentre gli abitanti prevedibili in estate sono 31.200.
Riteniamo sia di vitale importanza per i cittadini di Porto Cesareo dotarsi di un efficiente e funzionante sistema di trattamento di depurazione dei reflui in considerazione della sua specifica vocazione turistica che nel periodo estivo vede decuplicare la popolazione.
La Regione Puglia ha accantonato circa 18 milioni di euro da investire in opere che permettano di risolvere il problema, l’ultimo progetto presentato dall’Amministrazione Comunale di Porto Cesareo individuava una spesa di circa 4,5 milioni di euro.
Il progetto contempla il completamento della rete fognaria, la realizzazione dell’impianto di sollevamento dei reflui al depuratore, la manutenzione straordinaria e la ristrutturazione di quest’ultimo adeguandolo alla popolazione odierna e non a quella del 1984.
Come recapito finale dei reflui depurati, il progetto prevede di allacciarsi all’esistente condotta interrata (emissario) che, dall’impianto di depurazione “ Nardò 2” va verso mare, in località Torre Inserraglio, per poi disperdere i reflui unificati e depurati a mare, a circa 1.200,00 mt. dalla costa, attraverso il diffusore della condotta sottomarina, i cui lavori risultano aggiudicati ma non iniziati.
La condotta che congiungerà Porto Cesareo a Torre Inserraglio, sarà posata sotto la sede stradale della strada litoranea passando da Sant’Isidoro senza possibilità di intercettare il collettamento dei reflui di questo centro balneare perché non depurati.
1.4.3 Situazione attuale del Villaggio Resta
La situazione del Villaggio Resta è a dir poco disastrosa dal punto di vista delle opere di urbanizzazione primarie, non esiste fognatura pubblica, né acquedotto.
Anche questa località ha una elevata vocazione turistica con grandi potenzialità che nel periodo estivo vede decuplicare la popolazione.
1.4.4. Situazione attuale di Sant’Isidoro
Tutti sappiamo che è un rinomato quanto disordinato centro turistico del Salento a causa dell’attività di edilizia spontanea e di un altrettanto disordinato sviluppo.
Negli ultimi anni sono comparse le prime strutture turistico -ricettive organizzate che fanno sperare bene in una ripresa a condizione, però, di dotare la località delle primarie opere di urbanizzazione come l’acqua potabile, cosa che è stata fatta da poco tempo, la fognatura pubblica che tarda ad arrivare.
2. Proposta progettuale alternativa
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Premessa
La presente ipotesi di soluzione progettuale non vuole essere, né sicuramente sarà l’unica e sola alternativa possibile, ma si propone di determinare una riflessione e un dibattito tra “esperti e non” sulle possibili alternative attuabili, al fine di organizzare al meglio un territorio costiero comune , dotandolo di un’appropriata organizzazione dei servizi e di infrastrutture, se vuole vincere la scommessa per uno sviluppo turistico di alta qualità e nel contempo sostenibile.
Il mare è uno degli elementi più di valore che ha il nostro territorio in quanto attira tanto turismo che ogni anno registra sempre maggiore crescita.
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Proposta n°1
La proposta progettuale consiste nel provvedere a realizzare:
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un collegamento tra l’attuale impianto di depurazione di Porto Cesareo, percorrendo, a margine della strada provinciale 35, 114 e a seguire la strada denominata 112, (che attraversa anche il Villaggio Resta) mediante condotta, in parte premente inizialmente , opportunamente dimensionata, fino al al depuratore di” Nardò 2” ( vedi percorso su tavola grafica);
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conversione dell’attuale depuratore di Porto Cesareo in impianto di spintadei reflui non depurati provenienti dall’impianto di sollevamento, già programmato e non ancora realizzato, al depuratore di “Nardò 2” per poi essere trattati;
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Realizzando un impianto di sollevamento con relativa condotta premente a Sant’Isidoro si potrebbe nel futuro o nell’immediato convogliare i reflui non depurati raccolti dal centro abitato nella condotta proveniente da Porto Cesareo, intersecandola all’incrocio tra Sant’Isidoro -- Copertino e la provinciale n 114 tarantina.
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Naturalmente la stessa condotta potrà in futuro anche prendere in carico la possibile rete fognariaa servizio del villaggio Resta. Ed inoltre, cosa altrettanto importante, si potrà realizzare -con poca spesa - in parallelo con il collettore fognario, ma a quota superiore, una derivazione idrica per il Villaggio Resta, partendo dall’incrocio della S.P. Copertino - San Isidoro, risolvendo definitivamente il problema idrico della località;
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A fronte del maggior volume di acque reflue non depurate provenienti da Porto Cesareo e dai possibili collettamenti di quella vasta area è necessario e indispensabile provvedere a potenziare l’impianto di depurazione di “Nardò 2” con una terza o quarta linea in parallelo rispetto alle due linee attualmente funzionanti soprattutto per il periodo estivo quando la popolazione oscillerà fra i 100.000 –120.000 ab.;
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Come recapito finale, delle acque depurate, a sistema completato , si propone di individuare lo scolmatore del canale Asso come trincea drenante. Recapito che già da subito si potrebbe impiegare, per gli attuali reflui depurati, data l’enorme capacità drenante del canale Scolmatore le cui acque non arrivano mai al mare. In alternativa allo scolmatore si potrebbe anche pensare a una combinazione dei seguenti recapiti finali integrativi o sostitutivi:
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bacini artificiali, fitodepurazione;
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vasche di accumulo con pozzi anidri;
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trincee drenanti ;
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sistema idrografico superficiale, Canale Asso, visto che ormai, come già detto, riceve le acque depurate di altri 26 comuni;
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immissione in rete di irrigazione del Consorzio di bonifica dell’Arneo;
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Al depuratore “Nardò 2” va naturalmente affiancato un impianto di Affinamento dei reflui già depurati da utilizzare per gli usi non potabili ( agricoli, civili, industriali, ecc.).
Come Centro studi “don Milani” riteniamo che tutti i reflui depurati che fluiscono nel canale Asso possono sempre essere intercettati e impiegati nell’irrigazione, attraverso intese con il Consorzio di bonifica dell’Arneo (canalizzazione).
Concludendo, pertanto, a ns. modo di vedere, la presente alternativa comporta diversi e significativi Vantaggi,
- consente in futuro l’utilizzazione dei reflui per scopi diversi dalla potabilità;
- che i reflui depurati possano essere impiegati per diverse finalità.
- eliminazione di un depuratore quello di P. Cesareo (quindi con risparmi di gestione);
- consente l’allaccio della futura fognatura di S. Isidoro e villaggio Resta;
- consente l’alimentazione idrica a Villaggio Resta;
- evita la posa della condotta sulla litoranea, con attraversamento di strati geologici significativi con
falda superficiale e di aree protette SIC;
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si chiude la vecchia condotta per Torre Inserraglio e nessuna goccia di acqua depurata
reflua va al mare;
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garantisce la costante e continua balneabilità della costa (piano coste, possibilità occupazionale, recettività turistica ecc);
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si qualifica tutto il retroterra e in particolare Sant’Isidoro;
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si salvaguarda il paesaggio generale dando possibilità di insediamenti
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si rimpingua la falda sotterranea;
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eventuale utilizzo delle acque affinate da parte del Consorzio di Arneo;
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minore spesa per la canalizzazione e maggiore incremento per potenziare le infrastrutture di Porto
Cesareo, Sant’Isidoro e del territorio circostante;
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reale difesa della posidonia oceanica e dei banchi coralligeni;
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reale difesa delle “spunnulate”
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servizio di acqua potabile al Villaggio Resta ora sprovvisto;
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possibilità di dialogo e intesa fra Nardò, Porto Cesareo, Consorzio di Arneo, Regione Puglia e AQP
nell’interessa comune di difesa del paesaggio;
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realizzazione del previsto impianto di affinamento ;
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adeguamento alla Direttiva Europea n° 87/22/CE del 22 maggio 2011 che entrerà in vigore a partire
dal 31/12/1012 e dovrà essere recepita dagli stati membri entro il 31212/1013.
Criticità:
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impianti d sollevamento in numero sufficienti;
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obbligatorietà di svolgere monitoraggi delle acque reflue in mare;
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stravolgimento momentaneo o permanente dall’ambiente marino (trincee, sbancamenti, ancoraggi,)
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stravolgimenti dell’ambiente a terra con l’attraversamento delle “spunnulate”;
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incertezza della balneazione per possibili rotture della condotta;
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spese per sub, sondaggi scavi in mare;
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complessità dei macchinari di scavo in mare e uso di barca specializzata.
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Naturalmente riteniamo che simili soluzioni possono essere perseguite dagli altri Comuni rivieraschi in alternativa alle condotte sottomarine di scarico in accordo con i Consorzi di bonifica della Provincia di Lecce.
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Invitiamo pertanto i Sindaci della Riviera Ionica Salentina a costituirsi in organismo unitario per scongiurare, la realizzazione degli scarichi a mare che inevitabilmente, qualora realizzati, comprometterebbero in maniera definitiva e permanente la vita della flora e della fauna marina.
(esempio Nardò - Gallipoli d’estate attualmente).
A conclusione di questa illustrazione si offre alle Amministrazioni comunali presenti di Nardò e Porto Cesare la proposta alternativa alla condotta sottomarina perché in completa autonomia e d’intesa con il Consorzio di Arneo valutino la bontà della proposta e la fattibilità della stessa in tempi opportuni, prima della Conferenza di servizio che si terrà a Bari con la Regione e i Tecnici dell’AQP .
Nardò, 28 aprile 2012
PRESIDENTE COORDINATORE
(Giovanni PERO’) ( Paolo MARZANO)