NARDO' - E' stato convalidato l'arresto del trentenne neritino di trent'anni che, però, è stato già inviato ai domiciliari ed ha lasciato il Borgo San Nicola, carcere di Lecce.
Ieri, durante l'interrogatorio di garanzia e con l'assistenza del proprio legale Giuseppe Bonsegna, l'uomo ha potuto spiegare le proprie ragioni dopo l'arresto nella notte tra sabato e domenica quando i finanzieri di Gallipoli sono piombati mentre era in pieno svolgimento la festa “Reggae Dance Hall” alla quale partecipavano giovani di età compresa tra i 20 e i 30 anni, provenienti da tutta la Puglia.
L’evento musicale era stato organizzato all’interno di un locale completamente sprovvisto dei titoli autorizzativi di pubblica sicurezza e delle certificazioni necessarie per l’organizzazione di intrattenimenti.
Inoltre, all’interno della sala, erano presenti cavi elettrici scoperti e tubature metalliche sporgenti dalle pareti; poi si notava l’assenza di uscite di sicurezza antincendio, le quali erano state bloccate dall’esterno con dei blocchi in cemento ed oscurate con dei pannelli, al fine di impedire la visuale e garantire riservatezza all’evento.
Ma la manifestazione – cui era stata data ampia pubblicità – costituiva la tappa salentina di un ciclo di eventi “reggae” organizzati in tutta Italia.
Il cane “Tasky” della compagnia di Lecce ha fatto il resto: mentre molti gettavano via la “canna” i finanzieri ne hanno identificati e segnalati nove al prefetto, hanno sequestrato una patente e 50 grammi di marijuana, circa 30 tra hashish e cocaina, suddivisi in 51 dosi.
Sequestrata, infine, l’intera struttura adibita a discoteca, compresa la strumentazione musicale utilizzata ed il bar riservato alla somministrazione di bevande alcoliche al pubblico, oltre a circa 2mila euro in contanti, cioè l’incasso della serata.
Il reato che ha comportato l'arresto dell'organizzatore della serata, è quello di “agevolazione all’uso di sostanze stupefacenti”, reato che punisce con una pena dai 3 ai 10 anni chi adibisce un locale pubblico, aperto al pubblico o un circolo privato a luogo di convegno di persone che si danno all’uso di sostanze stupefacenti. Va chiarito che l'uomo, che ora è in carcere, non aveva addosso nemmeno un grammo di droga né aveva nulla a che fare con chi la spacciava o la utilizzava. Ma il reato esiste e la legge non ammette ignoranza.
Infine il proprietario del locale, 43enne, è stato denunciato a piede libero alla procura della Repubblica di Lecce per concorso in agevolazione all’uso di droga e per l'esercizio abusivo di attività di intrattenimento, pubblico spettacolo e ritrovo in assenza di autorizzazioni.
L'organizzatore è stato sentito dal giudice delle indagini preliminari, Nicola Lariccia. Era probabilmente la prima volta che organizzava una festa e non poteva certamente verificare che gli avventori portassero con sé la droga. Ma, come detto, il reato esiste ed è meglio che tutti gli organizzatori ed i gestori di locali lo tengano presente, in futuro.