Stop ai particolarismi. Sì agli interessi generali del paese

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NARDO' - Finalmente si accendono i fari sul Centro storico di Nardò dopo anni di scarsa e rinviata attenzione. Il Comitato  ZTL  ha da rallegrarsi per quanto sta per accadere al Centro storico.

La Giunta comunale ha deciso sperimentalmente di chiudere il Centro in determinati giorni e ore per un progressivo divietò totale da avvenire in tempi ragionevoli.
Un plauso all’Amministrazione Risi e all’Assessore Leuzzi,   strenuo  sostenitore e difensore  della chiusura del  Centro Storico.
Un problema  sorge spontaneo e spero che qualcuno possa dare specifiche delucidazioni in merito:
Chiudiamo il Centro per evitare il transito o la penosa sosta in piazza delle macchine? 
Chiudiamo per costringere i pochi commercianti senza clienti  a trasferirsi in periferia?
Chiudiamo perché lo smog   non inquini  l’aria o avvolga di fuliggine i monumenti?
Chiudiamo per evitare fibrillazioni ai  beni culturali disseminati e al  basolato?
Chiudiamo perché il Centro ormai è tutto lesionato e da puntellare?
Chiudiamo per non disturbare i pochissimi residenti,  le varie associazioni e i circoli presenti?
Spero, nulla di tutto questo e  che  a monte vi sia  un preciso progetto di ripresa del Borgo antico, di valorizzazione dello stesso, di veicolo culturale per i cittadini e per i possibili turisti, di salvaguardia dei beni culturali pubblici, di riappropriazione  degli spazi, di occupazione e di sviluppo economico sociale!
La sperimentazione di chiusura basta per risolvere il complesso problema dell’abbandono, delle lesioni, della fuga dei cittadini e degli operatori economici  dal Centro?
Non occorre forse a monte mettere a fuoco le varie problematiche del Borgo antico e considerarle come  sistema,  come un tutt’uno  al quale dare risposte positive  per  renderlo veramente  appetibile, usufruibile, incantevole e produttivo in tutta la sua ampiezza e bellezza artistico monumentale urbana?
L’Amministrazione  ha già provveduto a modificare il Regolamento sanitario,  il Regolamento urbanistico,  a proporre le possibili  deroghe necessarie al Piano commerciale, ad incentivare con contributi economici  adeguati  e programmati il restauro dei  beni e delle abitazioni  private?
 Esiste già un piano che regoli la Mobilità (marine, extramurale, circonvallazione, parcheggi, abbattimento delle barriere architettoniche, spazi di aggregazione con rete wireless, corsi di lingua inglese, di prima informatizzazione per l’occupazione giovanile, ecc…)?
Quali le priorità e i passi per la rivitalizzazione e la condivisione sociale delle piazze?
Il Centro è cultura, è paesaggio, è arredo urbano, è servizio civile ed economico, è la nostra storia, è il nostro passato che ci proietta nel futuro, è piano del colore, è ammirazione, è catalogazione di  messaggi etici,  estetici e spirituali,  è scorcio e tradizione, insomma una summa di valori e di testimonianze!
Per renderlo vivo, vitale, attraente, fonte economica e raccordo sociale è necessario che il tutto sia inquadrato in una visione sistemica di servizi e di sottoservizi  e che guardi anche alla sua immediata periferia prevedendo piazzole o aree di sosta per scambi o di collegamenti con il treno, gli autobus, i taxi, e gli altri servizi  urbani.
Solo così il Centro potrà ridiventare  risorsa vitale facendogli respirare l’aria propria dei moderni  Centri storici.
Capisco che l’impresa è complessa, tosta e difficile.
Se l’Amministrazione non ha previsto nulla,  allora stiamo perdendo tempo, stiamo inseguendo particolarismi che non vanno nell’interesse generale del paese!
Ad mayora!
Nardò, 7 aprile 2012. 
                                                                              Giovanni PERO’