NARDO' - Cambio della guardia nel servizio di integrazione scolastica di Nardò, quello che si occupa dei bambini diversamente abili o iperattivi.
La sentenza emessa qualche giorno fa stabilisce che il ribasso d'asta era eccessivo per poter garantire un servizio adeguato e la circostanza viene confermata dal Consiglio di Stato.
La storia racconta della “Comunità San Francesco”, una cooperativa sociale, che si è rivolta al Consiglio di Stato contro il Comune di Nardò e l'Ambito territoriale Asl Lecce 3 e nei confronti di della Società cooperativa sociale La Strada, assistita e difesa dall'avvocato Alessandro Taurino.
Il fatto fece discutere già all'epoca dell'apertura delle buste perché la gara prevedeva l’affidamento del servizio di integrazione scolastica per alunni disabili dal 2010 al 2013. La commissione, in considerazione del fatto che l’offerta vincitrice, quella della San Francesco, presentava una percentuale di ribasso molto alta rispetto alla base d’asta (421mila euro a fronte di una base di 520mila euro), chiese una serie di chiarimenti per poi dichiarare la San Francesco aggiudicataria provvisoria. Tutte le altre ditte concorrenti avevano offerto più di 500mila euro.
La cooperativa “La Strada” impugnò l’esito della gara contestando la legittimità delle determinazione con la quale erano state ritenute esaustive le giustificazioni offerte in tema di costo del lavoro e il ricorso venne poi accolto dal Tar.
Successivamente il Consiglio di Stato ha accolto la domanda cautelare della San Francesco “considerata l’opportunità di mantenere, fino alla pubblicazione sentenza di merito, la continuità del servizio”.
Ora, però, la Quinta sezione presieduta dal giudice Luciano Barra Caracciolo ha sancito che “le norme invocate dalla ricorrente di primo grado, infatti, anche in ossequio a principi di diritto comunitario, hanno stabilito che una retribuzione non adeguata del lavoro prestato dagli addetti al servizio pubblico possa incidere sulla affidabilità dell’offerta” per cui l'appello della San Francesco è stato rigettato.
L'assessore ai Servizi Sociali, Giuseppe Fracella, così commenta l'episodio: “questo contenzioso è una eredità che mi sono ritrovato e spero che tutto si risolva presto senza alcun tipo di conseguenza per gli utenti finali cioè ai bambini ai quali, è evidente, teniamo più che a tutto il resto”.