"Chi è Stato?" A 42 anni di distanza a Nardò si ricorda la sanguinosa strage di piazza Fontana

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NARDO'/ITALIA- "Chi è Stato? Il pomeriggio del 12 dicembre 1969 intorno alle 16.30 a Milano nella Banca dell'agricoltura, una bomba esplode tra la gente seminando morte. I cadaveri sono maciullati, brandelli anche consistenti di corpi saranno staccati dalle pareti della banca tanto devastante è stata l'esplosione".

Alla fine il bilancio sarà di 17 morti e 80 feriti.

La strage fu terribile non solo per quei morti bruciati a brandelli ma anche per il suo significato politico.

La strage di Piazza Fontana è solo uno dei tanti attenti che sono stati accuratamente tenuti nascosti e protetti.

Si può dire però che questa strage segna l'inizio della storia del terrorismo politico moderno in Italia: nessuna inchiesta giudiziaria ha subito nel nostro Paese, le pressioni, le torsioni, le intromissioni, le deviazioni, le "cattiverie" che ha subito quella di Piazza Fontana.

Ovviamente le responsabilità dell'attentato non sono mai state chiarite e non potranno mai essere tali.

La pista anarchica era quella più facilmente percorribile in quanto priva di coperture politiche ma come la storia ci insegna le verità sono altre.

Un intreccio pauroso tra vecchi fascisti, neofascisti e democristiani, SID e CIA disposti a tutto pur di mantenere il potere politico-economico del Paese.

Norberto Bobbio chiama questo intruglio infernale il criptogoverno. Cioè "l'insieme delle azioni compiute da forze politiche eversive che agiscono nell'ombra in collegamento con i servizi segreti, con parte di essi, o per lo meno da questi non ostacolate".

Basterebbe questa definizione così lucida per spazzare via lo sproloquio negazionista di certi analisti che vorrebbero negare quella che è stata definita "strategia della tensione".

Vorrei sottolineare un'ultima cosa: a quei tempi in Europa circolava un manuale intitolato Missioni Speciali, anzi in francese Missions Speciales. C'era scritto: "il terrorismo spezza la resistenza della popolazione, ottiene la sua sottomissione, e provoca una frattura fra la popolazione e le autorità. Ci si impadronisce del potere sulla testa delle masse tramite la creazione di un clima di ansia, di insicurezza, pericolo; il terrorismo selettivo (...) distrugge l'apparato politico e amministrativo eliminandone i quadri; il terrorismo indiscriminato (...) distrugge la fiducia del popolo disorganizzando la masse, onde manipolarne in maniera più efficace".

Queste parole furono scritte da un ex-ufficiale dei servizi segreti francesi del quale non si è mai conosciuto con esattezze il nome anagrafico, si pensa si chiamasse Yves Guillou oppure Ralph Guerin Serac. L'uomo era specializzato in operazioni sporche. Aveva lavorato nell'intelligence francese in stretto contatto con la CIA. Era passato all'Oas (formazione paramilitare fondata da Gen Salan per impedire l'indipendenza algerina). Poi s'era trasferito in Portogallo. Qui nel 1966, tre anni prima di Piazza Fontana, aveva fondato con i soldi dei regimi fascisti portoghese, spagnolo, greco, sudafricano, e l'aiuto statunitense, l'Aginter Press, che era una centrale dedita a "missioni speciali" un po' in tutto il mondo, specializzata in Europa soprattutto nell'intossicare e infiltrare movimenti di sinistra, provocandoli a compiere sotto "bandiere di sinistra" tutti quegli atti terroristici che hanno poi caratterizzato quel periodo della storia italiana e non solo.

Chi E' STATO il titolo dell'articolo non è casuale; non posso dare o dire con esattezza che sia stato lo Stato il responsabile di tutto quello che è successo, ma sicuramente si può affermare che la sua colpa è quella di non essere stato in grado di colpirne almeno gli esecutori.

Tutto tace e la polvere aumenta. Sta a noi non dimenticare e ricordare tutti gli innocenti che sono stati ammazzati per giochi di potere.

Ora e sempre resistenza.

Circolo SEL "noveaprile"