NARDO' - Ancora gioielli nelle mani della polizia. E la provenienza è considerata “sospetta” tanto da richiedere l'intervento di quanti sono stati derubati in questi mesi, per effettuare un “riconoscimento”, denuncia alla mano.
Il commissariato di Nardò ha cautelativamente sequestrato circa 40mila euro in oggetti d'oro e altri metalli preziosi in due esercizi commerciali. Un numero notevole di monili che si somma al recentissimo ritrovamento, in un negozio neritino di “compro oro”, di altrettanti oggetti preziosi tra collane, bracciali ed anelli. In quel caso, però, gli investigatori furono abili nel risalire immediatamente a chi, considerato personaggio sospetto, aveva venduto al “compro oro”.
In questo caso saranno i cittadini derubati ad incriminare, eventualmente, il venditore dei gioielli. Infatti gli uomini del commissariato diretto da Pantaleo Nicolì hanno sequestrato i monili a due esercizi “compro oro”, uno di Galatone e l'altro di Nardò perché ritengono fortemente sospetta la presenza di questi preziosi e hanno il sentore che si possa trattare di merce rubata.
La riprova di ciò arriverà nel momento in cui i cittadini ne avranno riconosciuti alcuni. Nel primo caso quei gioielli furono attribuiti a ben sei furti in appartamento consumati in città e marine. In questo caso c'è l'incognita che sarà svelata nel momento in cui i neritini arriveranno negli uffici di via Duca Degli Abruzzi per verificare la rispondenza tra la denuncia – sporta al momento del furto presso qualsiasi ufficio, anche presso i carabinieri o in un altro commissariato – e i beni che sono nelle mani dei poliziotti.
Durante la precedente operazione in commissariato c'è stata la “processione” di persone giunte non solo da Nardò ma anche dai paesi limitrofi, segno evidente che l'ondata dei furti – da settembre ad oggi - è stata più imponente di quanto apparso in superficie. Basti pensare, del resto, che solo in via Luzzatti e via Giovanni XXIII si sono contati otto furti e altrettanti sono stati messi a segno nella zona di Torre Mozza – Posto di Blocco. I sequestri fin qui effettuati, infine, testimoniano la consistenza del fenomeno: 80mila euro di valori in totale, bloccati prima di arrivare ad essere fusi e, quindi, irrintracciabili.