NARDO' - La conferenza stampa della dirigenza tecnico-sportiva dell'Asd Nardò è un coretto triste. Parlano in tanti, qualcuno piange e si commuove. Ma l'ottimismo ostentato fino a qualche giorno fa è solo un pallido ricordo. Il presidente Enzo Russo si è ormai scomparso dalla scena ed a metterci la faccia sono i tre che ci hanno creduto fino alla fine: Gianni Inguscio, Antonio Obiettivo e Massimo Alemanno. Poi i responsabili del comitato "Salva il tuo Nardò" e il mister Alessandro Longo. Presenti anche alcuni calciatori e molti tifosi. Memorabile la sfuriata del portierone Leopizzi: come dire, "pane al pane".
Logorati e sfiduciati: non era mai successo prima. Le parole della triade dirigenziale lascia poche speranze di poter vedere addirittura la fine del campionato. Molte le colpe del presidente Enzo Russo: le parole di Alemanno non concedono alibi di sorta al responsabile del sodalizio.
Intanto i calciatori vanno via: Garat è già partito per Cisterna di Latina. I prossimi saranno Chiaraviglio (già in accordo col Valmontone), Pereyra e probabilmente i Veron. Ma anche gli italiani di valore, Centanni (verso Brindisi) su tutti, sono pronti per andar via.
Sostanzialmente è finita qui. Ma esiste una gradazione anche del peggio: se la squadra non si presenta per un certo numero di partite si becca la radiazione e l'ultimo posto in classifica. La soluzione percorribile per salvare il titolo, invece, è di affrontare le prossime partite con una squadra raffazzonata per conquistare quella dozzina di punti che sarebbero utili per raggiungere la salvezza. Toccherà poi alla prossima dirigenza (quale?) di accollarsi la barca di debiti maturata fino ad ora e che sta affondando. In quest'ottica, quella di cercare di conquistare la salvezza, l'Amministrazione comunale potrebbe farsi garante del reperimento di circa diecimila euro al mese (grazie a sponsor interessati) necessari per affrontare i mesi mancanti fino alla fine del campionato.
Insomma: forse sarebbe auspicabile davvero - come sostengono ormai molti ultras - che questa società fallisse in modo da ricominciare da zero l'anno prossimo e sicuramente da una categoria inferiore. Anche se la "compravendita" di titoli è ormai una prassi, considerato che il fallimento delle società di calcio è all'ordione del giorno.
Domani è ovviamente una utopia di poter andare a Sant'Antonio Abate per disputare il quarto di finale di Coppa Italia: non ci sono nemmeno tremila euro per affrontare la trasferta.
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