NARDO' - Con una nota inviata all'assessore regionale Angela Barbanente in Sel non lascia spazio ad interpretazioni di sorta: no ad un nuovo villaggio "a vendere".
Alla segreteria regionale SEL Bari
Alla segreteria provinciale SEL Lecce
Ai consiglieri regionali SEL Bari
e.p.c. All’assessore regionale Urbanistica
Dott.ssa A. Barbanente
BARI
Al dirigente Settore Ambiente
Dott. Antonicelli
Bari
OGGETTO: Piano Urbanistico Esecutivo “Costa dei Cafari” Comune di Nardò
Premesso che gli oltre 23 Km di costa ricadenti nel Comune di Nardò sono già –
allo stato attuale - oltremodo urbanizzati e compressi dal punto di vista
ambientale, che l’unica zona salvaguardata è quella del Parco di Portoselvaggio
che riveste una particolare importanza per i cittadini di Nardò che per molti
anni si sono battuti per la sua realizzazione; ora siamo fortemente preoccupati
per l’evoluzione del progetto di lottizzazione della zona denominata “Cafari”.
Questo perché:
1. Il progetto interessa una zona costiera particolarmente delicata dal
punto di vista ambientale e che ricade completamente nella perimetrazione del
Parco, è vicina alla zona SIC di “Torre Uluzzo” ed è parzialmente coperta da
macchia mediterranea.
2. Il progetto ricade parzialmente in zona interessata da vari incendi,
anche dolosi, come si evince dalla cartografia ufficiale della Regione Puglia
2006.
3. L’area interessata alla lottizzazione è vicina al sito archeologico
“Serra Cicora”, oggetto di studi e scavi archeologici di interesse.
4. L’intero territorio è di origine carsica e quindi particolarmente
delicato.
Riteniamo che il PRG di Nardò, che prevede la lottizzazione nell’area così
descritta, sia ormai obsoleto, considerato il mutato orientamento di tutta la
politica regionale che pone la tutela paesaggistica in primo piano rispetto
alle altre politiche di sviluppo agricolo, economico, edilizio e turistico.
Si segnala inoltre che l’esperienza derivante dalla limitrofa lottizzazione di
“Torre Inserraglio” ha insegnato alla collettività locale che spesso, dietro la
dichiarata finalità turistico ricettiva, come richiesto dalla tipizzazione C8
dell’area, si nascone in realtà la costruzione di villette a vendere utilizzate
come seconde case.
Questo tipo di pseudo sviluppo turisti ha avuto finora come unica conseguenza
la svendita di zone di pregio ambientale e paesaggistico con un ritorno
economico effimero ed esiguo alla counità. La recente vicenda del villaggio di
“Punta Grossa” di Porto Cesareo ne è un esempio eclatante.
A nulla può valere il fatto che nel 2003 il progetto sia stato escluso dalla V.
I.A. in quanto il provvedimento di esclusione ha perso effiacia essendo
trascorsi i tre anni previsti dalla L/R 11/2001, decorsi i quali, se i lavori
nonj sono ancora stati iniziati, la procedura deve essere rinnovata. Al pari
deve essere rinnovata la procedura di incidenza che no può certo ritenersi
esaustiva, essendo stata effettuata ben otto anni fa!!!
Per ultimo riteniamo che il progetto non possa beneficiare della deroga
prevista dal comma 8 Art. 5 della legge istitutiva del Parco di Portoselvaggio
che così recita: all’interno del perimetro del Parco sonofatte salve le
previsioni del PRG vigente del comune di Narò, relativamente ai comparti
individuati come zone omogenee C8 di sviluppo turistico, alberghiero i cui
piani urbanistici esecutivi siano stati approvati alla dta del 31/01/2005,
ovvero alla stessa data abbiano concluso le procedure di valutazione previste
dalla L/R 11 2001”.
Infatti il PUE in questione non è stato approvato e non lo è ancora oggi, né
possono dirsi concluse le procedure di valutazione in quanto decadute.
Per tutto quanto sopra detto il circolo SEL “Noveaprile” di Nardò chiede ai
compagni in indirizzo di attivarsi ed agire tutto il possibile per sostenere
le nostre ragioni e soprattutto per aiutarci a salvaguardare quanto è rimasto
ancora intatto del nostro territorio che è la nostra vera ricchezza e che non
vogliamo diventi preda di speculazione.