Linee programmatiche: se non ora, quando?

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NARDO' - Donato Giancarlo De Pascalis in virtù della carica di consigliere comunale espone il suo disappunto per la mancata comunicazione da parte del sindaco della condotta da tenere durante l'amministrazione in merito agli obiettivi da raggiungere.

 

PREMESSO

  • Che il Titolo II all’Art. 28 c. 1. dello Statuto Comunale stabilisce che “entro 120 giorni, decorrenti dalla data del suo avvenuto insediamento, sono presentate al Consiglio da parte del Sindaco, sentita la giunta, le linee programmatiche relative alle azioni e ai progetti da realizzare durante il mandato politico-amministrativo” ;
  • Che al comma 2 dello stesso articolo si denota che “Ciascun Consigliere comunale ha il pieno diritto di intervenire nella definizione delle linee programmatiche, proponendo le integrazioni, gli adeguamenti e le modifiche, mediante presentazione di appositi emendamenti”;
  • Che al comma 3 si precisa come “Con cadenza almeno semestrale il Consiglio provvede, in sessione straordinaria, e di iniziativa del Presidente del C.C. a verificare l'attuazione di tali linee, da parte del Sindaco e dei rispettivi Assessori, e comunque entro il 30 ottobre e il 30 aprile di ogni anno”;

CONSTATATO

  • Che l’art 13 comma 2 e3 D.lgs. 170/2006 dispone che gli strumenti della programmazione di mandato sono costituiti dalle Linee Programmatiche e dal Piano Generale di Sviluppo;
  • che il postulato n. 23 dei principi contabili per gli enti locali, approvati dall’osservatorio per la finanza e per la contabilità degli enti locali del Ministero dell’Interno, prevede che la corretta applicazione della funzione politico amministrativa risiede nel rispetto di un percorso, che parte dal programma amministrativo del Sindaco, transita per le linee programmatiche comunicate all’Organo Consiliare e trova esplicitazione nel Piano di Sviluppo dell’Ente, da considerare quale programma di mandato;
  • che il punto 12 del principio contabile n. 1 , programmazione e previsione nel sistema di bilancio, prevede che il Piano Generale di sviluppo dell’Ente è previsto come documento obbligatorio dall’art. 165 comma 7 Testo Unico Enti Locali e comporta il confronto delle linee programmatiche di cui all’art. 46 del T.U.E.L, con le reali possibilità dell’Ente ed esprime, per la durata del mandato in corso le linee dell’azione dell’ente nell’organizzazione e nel funzionamento degli Uffici, nei servizi da assicurare, nelle risorse finanziarie correnti acquisibili e negli investimenti delle opere pubbliche da realizzare

si interroga il Sindaco per conoscere

-          come mai a distanza di più di 120 giorni dal suo insediamento non siano state ancora presentate in Consiglio Comunale le LINEE PROGRAMMATICHE DI MANDATO;

-          Come pensa il Sindaco di continuare la Sua azione di Governo e quella della Amministrazione da Lui guidata senza aver redatto un Piano Generale di Sviluppo né aver portato in Consiglio Comunale le Linee programmatiche che sono fondamentali e propedeutiche per il P.E.G.. e per qualsiasi altra azione relativa alla gestione economico-finanziaria del Comune di Nardò, nonché obbligatorie per Legge.