Se il telefono squilla in piena notte nel parco di Portoselvaggio... c'è sotto qualcosa!

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NARDO' - Il telefono squilla in piena notte nel parco di Portoselvaggio: è una scena da film horror? No, e c'è pure il lieto fine a questa storia.

 

Tutto incomincia l'altra sera, ben dopo la mezzanotte quando all'assessore all'Ambiente, Flavio Maglio, giungono una serie di segnalazioni perché ci sarebbero, lungo la costa, bivacchi e falò lì dove è proibito, nel cuore dell'area protetta. Che si fa in questi casi? Si chiama la protezione civile.

Così Maglio e il capo della struttura operativa della Cep di Nardò, Guido Gaetani, iniziano la discesa per raggiungere la zona “incriminata” dove beccare i campeggiatori abusivi o, se va male, i soliti punkabbestia.

Ma sul posto, dopo la scarpinata, non trovano nessuno. Nel buio, però, sentono squillare un cellulare. “E' il tuo? No è il mio!” Non è di nessuno dei due. Allora, alla Totò e Peppino, i due vigilanti pensano si tratti di un campeggiatore che si è nascosto appena ha sentito che loro stavano arrivando.

Ma di campeggiatori non c'è ombra, eppure il cellulare continua a suonare e sono quasi le due di notte. Il colpo di genio arriva quando i due mettono le mani in un cestino dell'immondizia, da dove arriva lo squillo e, lì dentro, trovano insieme ai resti dei panini e alla carta stagnola anche un “touch-screen” di ultima generazione, del valore di almeno 500 euro.

Praticamente qualche turista l'ha perduto il giorno prima gettandolo per sbaglio nella spazzatura, con i rifiuti. Maglio, dopo averlo sbloccato, il giorno dopo richiama un numero inequivocabile: quello di “Papà” e gli risponde un accento romanesco. “Senta sono l'assessore del Comune di Nardò e sto chiamando, come vede, dal telefono di suo figlio che era stato gettato nel cestino della monnezza”. Risposta del signore romano: “aò, che me stai a pijà pe' cu..?”

Poi Maglio chiarisce e l'uomo apprezza, dandogli la possibilità ci contattare il figlio che, ieri mattina, si presenta davanti al municipio dove l'assessore gli restituisce il cellulare tra sorrisi, pacche, tanti ringraziamenti ed un buon caffè offerto dal turista romano, incredulo di aver ritrovato il suo prezioso telefonino in modo così “avventuroso”.