Il ritorno del direttore: 12439 caratteri per il vostro puro godimento

Stampa

NARDO' - Giovanni Però, quando ce vo' ce vo'.

 

Per l’UDC provinciale il 6 agosto 2012 rappresenta una data importante, una svolta decisiva, una pietra miliare nella vita del partito sotto la presidenza del Sen. Chirilli e del Segretario Provinciale On. le Totò Ruggeri.

Finalmente si è fatta chiarezza sulle tante adesioni, sulle varie ombre che aleggiavano intorno, sulle tante a volte inspiegabili conversioni avvenute di recente.

Finalmente l’UDC, nel Comitato provinciale del 6 agosto, ha deciso di essere un partito compatto, di risolvere certe ambiguità personali, di confermare militanza convinta e corretta, di difendere fortemente i valori dell’uomo, della famiglia richiamando e ribadendo gli ideali irrinunciabili della tolleranza, della solidarietà, della moderazione e del rinnovamento.

La convocazione del Comitato Provinciale è stata voluta dal Segretario Provinciale per chiarire la “situazione politico organizzativa” e rispondere agli interrogativi sollevati dai quattro Consiglieri provinciali in un documento diramato a mezzo stampa e ribaditi in conferenza allargata a Palazzo Adorno.

L’interrogativo di base era: esiste ancora il Partito UDC con la sua segreteria?

Che interpretazione dare al documento datato 20 aprile 2012 a firma del Segretario nazionale Lorenzo Cesa, orgogliosamente sbandierato dal Consigliere provinciale Giovanni Siciliano, relativo al suo presunto scioglimento?

Che rapporto c’era tra i Consiglieri provinciali e l’UDC ?

Era un rapporto di iscrizione e adesione convinta al partito o un accordo di convenienza in attesa del costruendo Partito della Nazione?

I Consiglieri provinciali durante il loro mandato hanno espresso presenza e votazioni secondo le indicazioni del partito o hanno mantenuto il loro originario status di appartenenti a liste civiche con decisioni autonome?

L’unico eletto nell’UDC, Tundo, fino a qual punto condivide le critiche dei tre civici rivolte al Partito e al Segretario provinciale?

Occorreva inoltre rispondere ai contenuti della loro “meditata riflessione politica”:

  • Superficialità della conduzione del partito durante le ultime consultazioni elettorali;

  • Scarsa attenzione alle alleanze per favorire la loro elezione a sindaco;

  • Richiesta di visibilità personale per il futuro stante l’attuale legge elettorale relativa al governo della nuova Provincia (i consiglieri provinciali saranno sostituiti dai Sindaci);

  • Imposizione della linea politica da parte del Segretario senza discussione e confronto.

Il Presidente Chirilli nell’apertura dei lavori ha sottolineato come la sede delle discussione e del confronto democratico è la sede del partito, ogni altro luogo pubblico o stampa significa autoreferenziarsi danneggiando l’immagine del partito.

E’ seguita una puntuale relazione del Segretario provinciale che ha contestato punto punto le immeritevoli critiche frutto di ingenerose e artate riflessioni divulgate dai quattro Consiglieri provinciali, Giovanni Tundo, Mario Pendinelli, Sandro Quintana e Giovanni Siciliano.

Egli nel suo intervento ha precisato con dovizia di particolari:

  1. che l’Udc non è stato mai sciolto, che i congressi fatti restano validi, giusto documento inviato dal Segretario nazionale amministrativo A. De Poli;

  2. di aver nominato, subito dopo l’elezione del Comitato Provinciale, Mario Pendinelli Vice segretario vicario del Partito senza che mai lo stesso esercitasse qualche impegno con gli amministratori e con gli iscritti;

  3. che tre, dei quattro consiglieri, non hanno mai aderito all’UDC mantenendo la carica di capo gruppo delle liste di provenienza;

  4. che nelle varie votazioni alla Provincia ognuno ha votato per conto proprio senza attenersi alle indicazioni del partito;

  5. che le intese su Galatone, Gallipoli e Lecce non sono state realizzabili per colpa degli individuati partner e non per mancato impegno del segretario, che ha profuso ogni umano sforzo, cosa diversa è avvenuta negli altri comuni;

  6. chi ritiene di star male, di non condividere la partecipazione può tranquillamente uscire dal Partito senza fare clamore e trovare serenità interiore.

Alla relazione del Segretario sono seguiti gli interventi di Oriele Rolli Sindaco di Cutrofiano (neo-eletto Vice segretario vicario al posto di Pendinelli), dell’avv. Cristina Rizzo che ha proposto un ordine del giorno approvato all’unanimità e che si allega in copia nella risoluzione finale, Errico Sindaco di Gallipoli, Sabato Presidente UDC Nardò, Fracasso Commissario UDC Galatone, Cariddi Sindaco di Otranto, De Leo con un documento magistralmente politico, Melica per Lecce, Garrisi per Galatina, Dell’Abate per Tricase, Isola per Lecce, De Donatis e altri amministratori e dirigenti, tutti stigmatizzando il comportamento politico e amministrativo tenuto dai quattro Consiglieri Provinciali.

Dai vari interventi si è sottolineato come occorre ritornare al Partito servendolo in umiltà, serenità indipendentemente dai risultati personali e se vi sono sconfitte o sbagliate candidature occorre meditare sulle stesse per una riproposizione più credibile e affidabile per l’elettorato.

Il ruolo primario del partito è quello di dare risposte politiche alla gente, di essere fattivi operatori, di interessarsi vivamente delle vicende economico sociali, di vivere le necessità delle comunità e non perseguire mai scopi o interessi personali o impegnarsi per affermare autoreferenzialità di comodo futuro.

Il partito non può essere un ricovero di persone che non riuscendo ad imporsi nei propri partiti o liste civiche o ancora altre formazioni pseudo culturali e sociali cercano una comoda pedana di lancio, un posto al sole per esaltare la propria identità individuale.

Si milita perché si condivide e si aderisce ad una idea di società, di giustizia sociale, di benessere economico, di sviluppo democratico nel rispetto dell’uomo, delle sue condizioni umane, dei suoi diritti e dei suoi doveri.

Oggi le società occidentali, in particolare quella italiana, chiedono riconoscimento di sempre maggiori e nuovi diritti individuali uniti a smisurate libertà personali, giungendo persino a indentificare le persone con il partito, l’amministrazione, la cultura, l’economia, distruggendo ogni regole di vivere civile e la vita stessa.

Ormai niente è valido, tutto discutibile, tutto traducibile in legge positiva pro domo.

E’ una società che sta vivendo sul labile, sulla liquidità di valori e di idee, su contraddizioni continue, in una china perdente e annullante la propria umanità.

E’ necessario mettere un freno a tutto questo, abbandonare l’idea che tutto è possibile, tutto è permesso, anche il suo contrario.

La caduta delle ideologie ha reso i confini fra Centro destra, Centro sinistra, Centro, Sinistra ed estrema Destra molto confusi, sovrapposti e similari.

Occorre ritornare a Moro, alla famosa “stagione dei doveri”, al rispetto dell’altro, alla libertà autolimitante, alle regole, ai principi morali inderogabili, agli ideali non barattabili.

Basta con i partiti acquosi, fluidi, liquidi che accolgono e propongono tutto e tutti.

Essi hanno un sacro legittimo dovere: accompagnare la crescita della società in equilibrio, smussando asperità e difficoltà, esprimendo servizio e disponibilità, canalizzando lo sviluppo economico verso la valorizzazione della comunità e degli interessi generali.

Non si può indiscriminatamente essere disponibili ad accogliere tutti nel partito in nome dei voti o delle preferenze che si portano dietro, quando non c’è convinzione vera, adesione cosciente e leale.

La politica è scelta di una idea, di un programma, di un progetto di vita ben preciso determinato dalla visione che si ha dell’uomo, della società e dell’ambiente.

Non ci si può alleare con persone, gruppi, partiti, che hanno visioni contrastanti, colludenti o con liste civiche dai limitatissimi e circoscritti interessi e principi.

Non si può stare un po’ a destra e un pò a sinistra o isolati, sbandati, altalenanti, senza perseguire ideali e finalità miglioranti il vivere quotidiano .

Meglio stare da soli, costi quel che costi, purchè coerenti e costanti nell’affermazione e raggiungimento dei propri ideali.

Come minoranza si sta indipendenti nelle amministrazioni, votando positivamente o negativamente le delibere, i decreti, le leggi, i programmi o le idee che risultano o meno rispondenti alla nostra visione della società.

Occorre porre fine alle porte girevoli, cambiando le serrature e i cardini delle porte.

A nessuno può essere consentito di utilizzare il partito come casa dell’accoglienza “tout court” quando non si hanno altri rifugi o trampolini di lancio.

Questo tipo di accoglienza e di accomodamento delle persone non funziona e non potrà mai funzionare per cui una svolta, un rilancio decisivo e un cambiamento di rotta si rendono ormai necessari per arginare lo scollamento in atto fra politica e paese reale e lo snaturamento di una forza politica addebitabile ad una possibile militanza avventurosa.

La morte della politica è dovuta a questo modo mellifluo di vivere e testimoniare i propri convincimenti ideali e alla paura di perdere consensi come pure a una interpretazione fallace di ridurre i rapporti sociali, politici ed economici alla solo sfera strettamente privata e personale.

La crisi globale planetaria che stiamo vivendo è frutto anche di questo modo di vivere effimero, televisivo, mass mediale, che rende le relazioni superficiali, negative, che privilegia l’”IO” a scapito del “NOI”, il personale al collettivo.

Questo modo di intendere i rapporti e le relazioni fra persone e tra partiti non ha certo contribuito alla realizzazione del Partito della Nazione e del Terzo polo!

Essere eletti dal popolo, infine, non significa essere sciolti dal vincolo elettorale, criticare apertamente il proprio partito, essere incoerenti col proprio simbolo!

Essere liberi di decidere autonomamente è consentito a tutti, riconoscendo però la stessa libertà di giudizio all’elettore e al militante dell’uso e dell’utilizzo del voto.

La democrazia, almeno la nostra, è democrazia rappresentativa che delega con la riserva di giudizio finale, di rendicontazione della produzione e di efficienza politico amministrativa.

Occorre ritornare al passato, prendere il meglio e il giusto, riprendere il cammino delle certezze e della speranza, evitando gli errori e gli orrori del passato, le cadute di metodo e di stile, e soprattutto evitare presenze e promozioni di individui adusi alle porte girevoli alberghiere e dei bar.

Con queste intenzioni si sono chiusi i lavori del comitato provinciale dell’UDC approvando unanimemente l’ordine del giorno sotto riportato.

Ad mayora!

Nardò, 7 agosto 2012

 

Giovanni PERO’

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

ORDINE DEL GIORNO

 

Il Coordinamento Prov.le, riunitosi in data 6 Agosto 2012 presso l’Hotel President in Lecce, su convocazione del Segretario Prov.le, On.le Totò Ruggeri con all’ordine del giorno “situazione politico-organizzativa”

premesso che............................omissis............................................................

 

 

Premesso quanto innanzi

 

 

1) il Coordinamento Provinciale, udita la relazione del Segretario Provinciale sulla situazione politico-amministrativa del partito dopo le elezioni comunali in provincia di Lecce ed in particolare sul percorso politico che l’UDC a livello nazionale e locale intende compiere in prospettiva di nuove alleanze, esprime totale approvazione;

 

2) stigmatizza decisamente il comportamento dei quattro consiglieri provinciali le cui dichiarazioni, rese nel corso della conferenza stampa dell’1/8/2012, sono altamente lesive della dignità, credibilità ed immagine del partito e chiede che vengano investiti della questione gli organi disciplinari per le consequenziali decisioni;

 

3) manifesta al Segretario Provinciale tutta la propria solidarietà umana e politica per gli inqualificabili ed ingiusti attacchi che gli sono stati rivolti dai quattro consiglieri provinciali e, nel rinnovargli piena ed incondizionata fiducia, lo invita a continuare nella sua azione di costruzione di un partito moderato, aperto al contributo di tutte le persone che si riconoscono nei valori ed ideali dell’UDC e che intendono impegnarsi per far raggiungere al partito sempre più migliori traguardi.

Lecce, 6 Agosto 2012

Il Coordinamento Provinciale UDC