NARDO' - Installazioni d’arte urbana o… ? E’ facile, passeggiando nel centro storico di Nardò, imbattersi in questi episodi che fanno bella mostra di sé.
Troppo contorti per essere definiti segnali, troppo anneriti per rappresentare idee nuove pubblicitarie e troppo ‘visivo-invasivi’ per essere delle indicazioni stradali.
Allora ci proviamo, sono installazioni d’arte urbana… oppure?
Si è notato diverse volte che i turisti si fermano ad osservare cercando di capire perché alla caratteristica “apparatura” di piazza Salandra, poi, non corrisponda l’attenzione per altri luoghi, altrettanto interessanti, vicinissimi ad essa. L’attenzione solo e soltanto per quella piazza, infatti, se si continua in questo modo, produrrà squilibri funzionali dell’intero centro.
Equivoco che purtroppo “comprime” la piazza di valore ‘significante’, ne abbiamo avuto la prova negli ultimi ‘esagerati eventi’, e “deprime” altri luoghi che dovrebbero essere invece rigenerati secondo una strategia urbana concreta (a volte, infatti, concentrare l’attenzione su un unico spazio e sfruttandolo all’inverosimile, non fa certo bene, a quello stesso spazio che sicuramente ne esce poi, ancora più consumato e ancora più degradato. Risultato evidente di mancanza di strategia e di reale comunicazione che riduce tutto al ‘mordi guadagna e fuggi’. L’Osservatorio sulla città, infatti, auspica che non sia questa la strategia adottata).
Tentiamo di capire (gli oggetti misteriosi) il loro enigmatico significato. Ispirano percorsi suggestivi, quasi un linguaggio ‘minore’, da comprendere per essere rivelato. Appaiono all’improvviso. Poi, girovagando tra le strette vie se ne coglie la vera essenza. Esprimono la dichiarata indifferenza verso i dettagli di questo luogo, ancora arretrato e incapace di seguire una strada chiara.
Nessuno, per ora si preoccupa di questo fenomeno urbano, certo marginale, ma sicuramente indice di un modo di procedere alquanto ondivago e incerto..
Invece, sempre a caccia della solita primogenitura di idee (che poi si rivelano perlopiù banali), suggeriamo agli entusiasti cultori della ‘cosa pubblica’, di sollecitare un censimento di queste evidenti ‘sconcezze’ e di ripristinare a breve i piccoli luoghi, ridotti a squallidi fotogrammi neorealisti, però di degrado. Magari, se possibile, (fra 7-8 mesi) prima dell’alzata delle prossime plance elettorali o la cascata di promesse (quelle sì, banali) e delle vetrine dei ‘personalismi’ in corso di ripulitura e lucidatura.
Intanto attendiamo idee alternative strategiche concrete, ma oltre ai ‘geni guastatori’ per adesso, nulla di nuovo e di costruttivo appare all’orizzonte.
Buona città a tutti
Osservatorio sulla città – Nardò (Le)