Lo sguardo di Omero. Una rassegna affascinante

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SAN FOCA - Festival di narrazioni filmiche dedicate a luoghi, culture e identità.

 

Dal 29 agosto al 1 settembre S.Foca – Torre dell’Orso.

…. Non troverai altro luogo non troverai altro mare.
La città ti verrà dietro. Andrai vagando
per le stesse strade. Invecchierai nello stesso quartiere.
Imbiancherai in queste stesse case. Sempre
farai capo a questa città. Altrove, non sperare,
non c'è nave non c'è strada per te.
Perché sciupando la tua vita in questo angolo discreto
tu l'hai sciupata su tutta la terra.

(Costantinos Kavafis – “La città”)

Si rinnova mercoledì 29 agosto l’appuntamento con la terza edizione del Festival Lo sguardo di Omero, San Foca torna a narrare i luoghi, le culture e le identità con un intensa e attenta programmazione che ha già caratterizzato le precedenti. Un festival che racchiude nel suo nome la sua anima. Omero è l’aedo perfetto: l’aedo tra gli aedi, il maestro della narrazione, il cantore cieco che, chiusi gli occhi sulla realtà manifesta, esplora il dietro e svela l’oltre che giace al di là del visibile, fino a cogliere la radice autentica delle cose! Questo lo sguardo sulla realtà che il festival vuole promuovere.

Omero racconta la vicenda umana in tutte le sue declinazioni, “Lo sguardo di Omero” premia l’arte della narrazione e dedica questa terza edizione al cinema albanese per vedere e scoprire il reale volto dell'Albania di oggi.

Un contenitore culturale dedicato ai linguaggi cinematografici e al loro essere privilegiate chiavi di accesso tanto ai paesaggi dell’anima quanto all’anima dei paesaggi. È un festival di narrazioni filmiche, dedicate ai luoghi, alle culture e alle identità dell’Europa e del Mediterraneo, dove il paesaggio non è solo il contesto dove poggiare le storie ma un’entità protagonista, un soggetto al pari dell’uomo e, in quanto tale, motore principale della vicenda umana e del suo svilupparsi nello spazio e nel tempo. Il paesaggio e l’uomo sono spazi mistici, sociali e culturali che si esplorano e si contaminano vicendevolmente.

Il progetto è promosso e sostenuto da Regione Puglia e Comune di Melendugno con il patrocinio di Ministero per i Beni e Le attività Culturali, Apulia Film Commission, ICM della Provincia di Lecce, Assessorato al Turismo della Provincia di Lecce.

Il grande successo delle precedenti edizioni ha visto premiare registi come Ermanno Olmi, Gianni Celati, Franco Piavoli, e ha portato sul palcoscenico di San Foca, e nel cuore della comunità salentina, registi e produttori di altissimo profilo culturale e spessore umano, come Marco Visalberghi, Piero Cannizzaro, Rocco Papaleo, e Rossella Piccino. Un successo che premia anche il coraggio di scelte poco popolari da parte del Comune di Melendugno e, soprattutto, dell’’ideatrice e curatrice del progetto Annalisa Montinaro. “Lo sguardo di Omero” rappresenta una voce fuori dal coro tra gli eventi dell’estate, perché invita all’ascolto, ad un tempo più lento, ad un attenzione più partecipata.

Di seguito il programma della prima serata

Per informazioni:

tel. 320.0631370

mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

www.losguardodiomerofestival.it 

Programma mercoledì 29 Agosto – porto turistico San Foca

  • Ore 20.00

“MARE CHIUSO”

di Stefano Liberti e Andrea Segre, documentario, Italia, 2012, durata: 60'

A partire dal marzo 2011, con lo scoppio della guerra, molti migranti e profughi africani hanno iniziato a scappare dalla Libia. Alcuni si sono rifugiati nei campi profughi al confine con la Tunisia, altri sono riusciti a raggiungere via mare le coste italiane. Molti di loro furono vittime delle operazioni di respingimento attuate a partire del maggio 2009 dalle pattuglie congiunte italo-libiche; in seguito agli accordi tra Gheddafi e Berlusconi, infatti, le barche dei migranti intercettate in acque internazionali nel Mediterraneo venivano sistematicamente ricondotte in territorio libico, dove non esisteva alcun diritto di protezione. Nel documentario sono i profughi africani a raccontare in prima persona cosa vuol dire essere respinti.

 

Con il patrocinio di: Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) e Amnesty International Sezione Italiana.

 

  • Ore 21.30

“GIUSEPPE, PASTORE DI PERIFERIA”

di Ignazio Figus, documentario, Italia, 2004, durata: 21,30’’

Giuseppe, è un pastore nuorese che, suo malgrado, vive una realtà contraddittoria e anacronistica. Il documentario, montato per “sottrazione”, racconta semplicemente una sua giornata, uguale a cento altre, vissuta in una singolare cornice d’azione, tra campagna e città. L’oggetto del film è, in realtà, l’incontro-scontro di culture contermini, ormai sostanzialmente diverse o non del tutto conciliabili. La giornata di Giuseppe segue ritmi di vita tradizionali, antichi, malgrado l’ingombrante avanzare della città, con la sua realtà impersonale e per questo in qualche misura inumana: un’espansione urbanistica ineludibile, che vorrebbe simboleggiare un progresso sociale forse non del tutto positivo. Il documentario, tenta di comunicare, da un lato, l’ultimo sfumare dei valori di un mondo pastorale e, dall’altro, il senso dell’attaccamento di Giuseppe alla sua realtà di pastore. La città, immemore, gli contende il suo diritto di continuare a vivere, con i suoi ritmi, dove è sempre stato.

 

  • Ore 22.00

“NILO”

di Elena Mortellitti, documentario, Italia, 2004, durata: 8’

 

Un’artista intenta al suo lavoro nello studio, in una popolosa strada del centro di Firenze. Nilo vive qui insieme a dieci gatti, protagonisti ricorrenti dei suoi quadri. Seduta alla sua scrivania dipinge, ascoltando la radio, mentre oltre la vetrina scorre la vita quotidiana del quartiere. Lo studio della pittrice è un punto di osservazione privilegiato su via Fiesolana, una strada anonima, nel cuore della città eppure lontana dai percorsi abituali dei turisti.

Al negozio, dove i rumori sono ovattati e il tempo scorre a un ritmo più lento, si contrappone la strada, rumorosa e vitale, continuamente percorsa da passanti, motorini, biciclette. Lo sguardo di Nilo si proietta costantemente fuori dalla vetrina; ma lei non vede la strada perché guarda dentro di sè.

 

  • ORE 22.15

OMAGGIO ALL’ ALBANIA (con la partecipazione straordinaria di Admir Shkurtaj alla fisarmonica)

GJOLEKA, DJALI I ABAZIT – PADRE E PADRINO di Dhimitër Anagnosti,

 Gli eventi si svolgono in un piccolo villaggio albanese negli anni 30, un posto isolato e dominato dalla  cultura patriarcale. Gjoleka è il simbolo di una nuova generazione alle prese con le difficoltà dei Paesi in via di sviluppo, dove il mondo esterno costituisce una fortissima attrazione. Il film mostra con grande realismo le relazioni umane come l’amore, la gelosia, l’odio, l’impossibilità di integrarsi in un altro mondo, facendo così una crudele autopsia della strana società alla quale a volte apparteniamo.

Il film è considerato il capolavoro del cinema albanese.