NARDO' - L’iniziativa nazionale Cgil e Flai Cgil a Nardò racconta di un futuro già scritto per la città: centro di accoglienza permanente. E' un futuro difficile, anche se d'avanguardia. I neritini dovranno fare la loro parte.
Ma, se vogliamo, gli indizi della convivenza con cittadini di altre nazionalità ci sono tutti: basta farsi un giro nel Centro storico o davanti ai supermercati per vedere quanti cittadini extracomunitari hanno deciso di rimanere qui.
L'iniziativa della caritas è un altro indizio; le aziende agricole che stanno assumendo cittadini africani è un altro ancora. Potremmo continuare e lo faremo. Intanto ecco il resoconto completo dell'iniziativa della Cgil.
CONDIZIONI DI VITA E DI LAVORO DEI MIGRANTI NELLE CAMPAGNE E NELLE AZIENDE AGROALIMENTARI
A Nardò contratti irregolari per il 95,8% dei lavoratori stranieri. Il 70% delle aziende recluta manodopera attraverso i caporali.
Rotella, Flai nazionale: “A Nardò proporremo progetto pilota da “esportare” nel resto d’Italia”.
Soldini, Cgil nazionale: “Boncuri aperta tutto l’anno, per non lasciare abbandonati a se stessi i lavoratori che restano a fine stagione”.
Il 70% delle aziende agroalimentari nell’area di Nardò si procura la manodopera, per lavorare nei campi nella raccolta stagionale delle angurie e dei pomodori, utilizzando l’intermediazione illecita dei caporali. Nella provincia di Lecce la percentuale delle aziende diminuisce, ma resta comunque molto elevata: siamo al 50%.
Dati preoccupanti che vengono rivelati da un’indagine della Flai Cgil Lecce, i cui risultati sono stati resi pubblici nel corso della manifestazione nazionale organizzata dai sindacati nazionali Cgil e Flai Cgil conclusi nella serata di ieri, 16 dicembre, nella Sala Roma di Piazza Pio XI a Nardò (Le) sulle “Condizioni di vita e di lavoro dei migranti nelle campagne e nelle aziende agroalimentari”.
CGIL e la FLAI Cgil hanno scelto Nardò, in provincia di Lecce, come luogo simbolo della lotta per i diritti dei lavoratori migranti nel settore agroalimentare per una manifestazione nazionale che si inserisce nell’ambito delle iniziative per la Giornata di azione globale contro il razzismo e per i diritti dei migranti, rifugiati e sfollati programmata per il prossimo 18 novembre.
I lavoratori migranti che lavorano stagionalmente nelle campagne dell’agro di Nardò, la scorsa estate, sono stati infatti in protagonisti del primo grande sciopero per rivendicare condizioni di vita e di lavoro dignitose. Tra i dati della Flai Cgil Lecce emerge anche che il 95,8% di quei lavoratori, che vengono impiegati nelle campagne neretine, non ha un contratto regolare.
Sulle condizioni disastrose in cui vivevano e lavoravano quei lavoratori, molti dei quali ricoverati negli spazi della Masseria Boncuri, si è parlato a lungo nei mesi di luglio e agosto scorsi. Ma, passato il periodo “caldo” della questione, è importante mantenere alta l’attenzione sul fenomeno di illegalità che investe il settore agroalimentare del Salento, della Puglia, ma anche di molte regioni italiane, del Sud e del Nord.
Ecco perché il segretario nazionale della Flai Cgil, Gino Rotella, lancia la proposta di realizzare a Nardò un progetto pilota sulla legalità nel lavoro agroalimentare che diventi un modello da riprodurre in tutta Italia: “Grazie al disegno di legge che abbiamo proposto con la campagna Stop Caporalato, abbiamo già ottenuto un importante risultato: il riconoscimento dalla legge italiana del reato di caporalato, fino ad ora punito solo con una multa irrisoria. Questo però a noi non basta: anche l’imprenditore che utilizza i caporali per reclutare la manodopera è connivente e colpevole e deve pagare”.
“I fatti di quest’estate ci hanno aiutato a portare sotto i riflettori il fenomeno del caporalato di cui veniva negata l’esistenza e che ancora oggi vede molte resistenze. – sottolinea Antonio Gagliardi, Flai Cgil Lecce - Il lavoro che faremo per cambiare le cose partirà da subito, non aspetteremo la stagione della emergenza”.
“Non è solo una battaglia sindacale, è una battaglia di civiltà. – ha rimarcato Giuseppe Deleonardis, segretario regionale della Flai Cgil – Lo hanno capito questi lavoratori, che hanno saputo portare il livello della loro ribellione per la dignità a una dimensione di rivendicazione di diritti fondamentali per lavorare e vivere dignitosamente”.
“La battaglia sindacale ha portato a dei risultati molto rilevanti e senza precedenti, a livello provinciale, regionale e nazionale: dalle liste di prenotazione nei centri per l’impiego, all’impegno, da parte delle istituzioni, della costituzione delle commissioni tripartite e all’utilizzo degli indici di congruità per dare gambe, finalmente, alla legge regionale contro il lavoro nero. – ha evidenziato il Segretario generale della Cgil Salvatore Arnesano – Ora però bisogna dare concretezza a questi risultati che sono solo l’inizio di un’azione che punta allo sviluppo e alla crescita delle dell’economica sana del territorio”.
Le conclusioni del dibattito, a cui hanno parte anche il Sindaco di Nardò, Marcello Risi, Nunzia Baglivo, referente territoriale Emergency Puglia, Gianni Forte, Segretario generale CGIL Puglia Niang Boubacar, Delegato FLAI Cgil Padova, Tammaro Della Corte, Delegato FLAI Cgil Caserta e Yvan Sagnet, Delegato FLAI Cgil – Protagonista dello “Sciopero di Boncuri”, sono state affidate a Pietro Soldini, responsabile delle politiche dell’immigrazione per la CGIL nazionale che ha chiuso la manifestazione lanciando una proposta che per alcuni è suonata quasi come una provocazione: “Tenere aperta tutto l’anno la struttura di ricovero della Masseria Boncuri è un impegno a cui si devono sentire chiamati tutti perché, finita la stagione della raccolta, restano decine di lavoratori “invisibili” alla società e alle istituzioni, che vivono abbandonati a se stessi, senza nemmeno un tetto sotto cui dormire. Vanno però trovate le risorse per qualificare la struttura: lo possono fare le istituzioni, ma devono essere coinvolte anche le aziende”.
C’è ancora una battaglia, dunque, molto impegnativa, “da vincere nei campi”, come ha spiegato Yvan Sagnet, ieri bracciante di Boncuri oggi delegato Flai Cgil nazionale: “Nei campi la battaglia è fra i lavoratori e la parte datoriale per affermare i diritti che spettano a tutti i lavoratori”. Mettendo da parte l’atteggiamento “paternalista che ancora prevale quando si affrontano i problemi dei migranti”, specifica Sagnet.