"So che mi cercate". Vangeli bussa alla porta dei carabinieri con *FOTO*

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COPERTINO - L'uomo è ricercato per il ferimento di un uomo di 33 anni, colpito da cinque colpi di pistola all'addome. Alla base di tutto ci sarebbe un movente assurdo: il costo, ritenuto troppo oneroso, dei lavori di pitturazione effettuati in casa della vittima.

vangeli

«Ho saputo che mi state cercando. Eccomi qui». 

Sono state le parole che Giuseppe Nicola Vangeli, 41 anni, di Copertino, ha pronunciato davanti ai carabinieri che da circa dieci giorni gli stavano col fiato sul collo. Secondo gli inquirenti, Vangeli è colui che il 28 agosto scorso ha esploso cinque colpi di pistola all’indirizzo di Luigi Margari, 33 anni, anche lui di Copertino, ferendolo gravemente all’addome.

Alle 11.30 di giovedì mattina Vangeli si è presentato dai carabinieri di Copertino accompagnato dai suoi legali, gli avvocati Laura Alemanno e Pantaleo Cannoletta, consapevole del fatto che i carabinieri da giorni gli stessero dando la caccia.

Al cospetto degli investigatori, Vangeli si è limitato solo a dire di essere totalmente estraneo
al ferimento di Margari, per poi essere trasferito nell’istituto penitenziario di Borgo San Nicola. Vangeli è attualmente in stato di fermo, con le accuse di tentato omicidio, porto abusivo e occultamento d’arma contestate dal pubblico ministero Paola Guglielmi, titolare del fascicolo, che ha chiesto la convalida del fermo.

Probabilmente alla base del provvedimento è stato posto il pericolo di fuga, in considerazione
del fatto che dal giorno dell’agguato il 41enne era di fatto irreperibile. E questo aveva già fatto insospettire gli investigatori, che dopo i primi accertamenti avevano raccolto già sufficienti indizi contro di lui.

Secondo i carabinieri, l’agguato è maturato per motivi personali, probabilmente di natura economica. Stando ad una prima ipotesi, Margari avrebbe ritenuto troppo alto il prezzo preteso da Vangeli per alcuni lavori di pitturazione che aveva svolto.

Costi talmente onerosi che la vittima avrebbe deciso di non pagare. Questa la goccia che
avrebbe fatto traboccare il vaso, visto che in passato i due avevano già avuto alcuni dissapori. Già qualche giorno prima dell’agguato, i due avrebbero litigato nei pressi di una
stazione di servizio. Una discussione piuttosto accesa, stando a quanto riferito ai carabinieri
da alcuni testimoni.

Inoltre, le telecamere di videosorveglianza di alcuni esercizi commerciali lo avevano immortalato nei pressi di via Evangelista Menga proprio poco dopo il ferimento di Margari, avvenuto nel primo pomeriggio del 28 agosto davanti ad un bar.
La vittima è stata raggiunta da cinque proiettili esplosi da una P 38, e da quel giorno si trova ancora ricoverata nel reparto di rianimazione dell’ospedale «Vito Fazzi» di Lecce.