NARDO' - Carissima Dottoressa Paola Balducci, nella sua qualità di responsabile Giustizia Sel, provo a descriverle in queste poche righe il sentimento di vergogna che provo ogni qualvolta, nel nostro Mar Mediterraneo assistiamo quasi increduli, a queste morti assurde ed evitabili .
Il nostro mare solcato, da carrette, stipate di una umanità sofferente, in fuga da guerre, pulizie etniche, stupri di massa; migliaia di uomini, donne, bambini che finiscono nelle mani delle organizzazioni criminali dedite al traffico di umani, un traffico che oggi rende più del traffico della droga e delle armi.
Nonostante l'impegno delle autorità italiane e internazionali che hanno risposto all'allarme lanciato dai naufraghi dispiegando numerose forze per i soccorsi, devo constatare l'ennesima tragedia nela canale di Sicilia. Dobbiamo ricordare che non si tratta di un dramma isolato, dal 1988 sono morte nel tentativo di raggiungere l'Europa, almeno 18455 migranti, 2352 solamente nel 2011.
Non possiamo però limitarci a fare questa macabra conta, l'unico modo per evitare simili tragedie è inserire meccanismi di accesso protetto e regolare in Europa. Se guardiamo anche alla tragedia di giovedi', avvenuta al largo della Turchia dove hanno perso la vita 58 persone in fuga dalla Siria, dall'Iraq e dalla Palestina, è evidente che è necessario stabilire modalità di accesso per quanti fuggono da violenze, guerre e persecuzioni: visti umanitari, reinsediamento, evacuazioni umanitarie.
Decreti flussi che rispondano alle esigenze anche dei paesi di origine.Le migrazioni possono essere governate non si può continuare a subire l'evoluzione, perchè la conseguenza è essere corresponsabili di simili tragedie. Ma, al di là delle responsabilità specifiche dei singoli naufraggi, su cui è di primaria importanza fare chiarezza per evitare che il Mediterraneo diventi una sorta di terra di nessuno dove vige l'impunità,e una responsabilità collettiva legata all'indifferenza e al considerare tutto ciò ineluttabile, anzichè cercare soluzioni concrete per evitare che ciò si ripeta.
Il naufragio di ieri sottolinea drammaticamente ancora una volta le ragioni per cui i governi dell'Unione Europea devono impegnarsi maggiormente nel soccorso e nell'assistenza alle persone che arrivano in condizioni disperate sulle loro coste.
Le lacrime di coccodrillo di coloro che, pur con responsabilità nazionali ed internazionali, non hanno fatto nulla per garantire stumenti adeguati e una legislazione più giusta in materia di immigrazione. Spero nelle sue capacità giuridiche e sociali per debellare questa lordura dal nostro mondo, affiche simili oltraggi alla dignita dell'uomo non accadano mai più.