"Apreh" l'acquario di Santa Maria? Il fine settimana sarà foriero di buone notizie

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NARDO' - Nel frattempo spolveriamo qualche soprammobile.

Lunedi 24 settembre, con inizio di lavori alle ore 18, si terrà alle Quattro Colonne di Santa Maria al Bagno l'evento per la presentazione del progetto APREH - Museo Acquario a S. Maria al Bagno. Si tratta di un importante convegno di studi cui parteciparanno, tra gli altri, il Presidente della Provincia, Antonio Gabellone, il rettore dell'Università del Salento Domenico Laforgia. 

BREVE DESCRIZIONE DEL PROGETTO APREH
(INTERDISCIPLINARY AQUARIA FOR THE PROMOTION OF ENVIRONMENT AND HISTORY)
ECTP Grecia - Italia 2007/2013

PREMESSA E BASI DEL PROGETTO

Il progetto APREH (interdisciplinary Aquaria for the PRomotion of Environment and History) è stato finanziato nell’ambito del Programma Europeo di Cooperazione Territoriale Grecia -Italia 2007/2013 per la realizzazione di 2 istituzioni culturali (acquario-museo) interdisciplinari, una nel Comune di Nardò (Italia) ed una nel Comune di Cefalonia (Grecia).

Partner di progetto sono, in Italia, l’Università del Salento, la Provincia di Lecce ed il Comune di Nardò; in Grecia, l’Università di Patrasso ed il Comune di Cefalonia. 

La proposta mira a valorizzare il patrimonio archeologico e naturalistico sommerso, dislocato lungo le coste neretine e lungo quelle dell’isola ionica greca, allestendo 2 strutture gemelle immaginate quali spazi polifunzionali volti a soddisfare numerose esigenze educative, ricreative e promozionali, nell’ottica di una strategia di valorizzazione turistica, culturale ed ambientale che si avvarrà, peraltro, di un approccio transfrontaliero.

BACKGROUND SCIENTIFICO DELLA PROPOSTA 

Il progetto APrEH riguarda un allestimento interdisciplinare inerente la Biologia Marina e l’Archeologia subacquea e si avvarrà delle competenze di Archeologi e Biologi Marini dell’Università del Salento (DiSTeBA), nonchè dei Biologi e Geologi Marini dell'Università di Patrasso.

IL COMUNE DI NARDÒ

La scelta territoriale per la realizzazione del progetto è ricaduta sulla Città di Nardò, centro più popoloso (31.500 abitanti) e più esteso territorialmente di tutta la Provincia di Lecce, perché accoglie sul suo territorio importanti valori naturalistici, riconosciuti con la istituzione del Parco Naturale Regionale “Porto Selvaggio e Palude del Capitano” e la condivisione di parte dell’Area Marina Protetta “Porto Cesareo”. I fondali marini lungo la linea costiera comunale custodiscono relitti di ogni epoca, ma uno in particolare ha stimolato e ispirato il progetto APrEH: una nave oneraria del II secolo a.C. il cui abbondante carico di anfore è in parte stato trasferito in locali a terra, senza mai, però, che sia stata allestita una mostra permanente per il pubblico.

Nardò, in aggiunta, ha sempre manifestato interesse per il proprio ambiente marino costiero, avendo assecondato la volontà del professore Pietro Parenzan (1902-1992) di istituire una stazione scientifica per il mare, a Porto Cesareo, nel 1966 (nel 1976 tale località neretina sarebbe diventata comune indipendente) ed accogliendo il quinto congresso nazionale della Società Italiana di Biologia Marina, nel 1973. Un anno dopo, sempre a Nardò, fu redatto l’atto costitutivo della stessa Società che, sebbene si sia cominciata ad organizzare a partire dal 1969, è dunque ufficialmente nata in questo Comune.

Con il distacco politico-amministrativo di Porto Cesareo, Nardò perse la sua Stazione di Biologia Marina e provò immediatamente a sostituirla con un Centro di ricerca/Acquario comunale, in località Santa Caterina, sul mare. I pesanti oneri economici di una tale struttura, tuttavia, condussero alla sua chiusura, circa 15 anni più tardi.

Tutte queste vicende testimoniano, senza ombra di dubbio, la volontà costante del municipio neretino di valorizzare il proprio mare e le sue ricchezze non economiche, ma piuttosto naturalistiche e storico-archeologiche.

IL COMUNE DI CEFALONIA (KEFALLINIA)

In parallelo alla organizzazione del piano operativo per la realizzazione di un museo-acquario interdisciplinare a Nardò, come previsto dal programma (bilaterale Grecia-Italia), anche in Grecia, e nello specifico a Cefalonia, il progetto APrEH prevede la realizzazione di una struttura gemella rispetto alla prima.

I due musei-acquari avranno il compito di arricchire l’offerta culturale di aree turisticamente marginali per offrire una opportunità in più all’economia del territorio. Questo sarà ottenuto con la valorizzazione congiunta degli aspetti naturalistici e archeologici dei fondali marini prospicienti rispetto alle due municipalità coinvolte. Anche a Cefalonia, ovviamente, i fondali sono ancora poco intaccati dalla pressione antropica e le testimonianze sommerse della storia Greco-Romana non mancano.

I due musei-acquari, una volta realizzati, avranno la possibilità di crescere confrontandosi e risolvendo i problemi in modo congiunto. Si realizzerà con essi una sorta di museo diffuso sul territorio dello Ionio settentrionale, possibilmente con l’incoraggiamento del turismo a comprendere entrambe le mete nella propria offerta.

L’IDEA PROGETTUALE 

Il progetto APrEH vuole esporre imbarcazioni (ricostruite o del tutto virtuali) nella loro attuale situazione di rapporto col mezzo acqueo (relitti).

Riproduzioni dei relitti più famosi di questa costa verranno proposte immerse in un mezzo abitato dagli organismi marini che ora ne sono spettatori e, in molti casi, i nuovi padroni. Lo scopo dei progettisti è quello di insinuare nel pubblico la consapevolezza che una grande prateria sommersa, una colossale cozza-pinna, o la tavolozza di colori prodotta da decine di spugne su una parete di grotta sommersa possano rappresentare un bene culturale sia singolarmente che al fianco di un relitto greco-romano e del suo carico di anfore.

Parallelamente, il relitto divorato da secoli di vita marina, abitato fin nelle viscere da nuovi inquilini, smette di essere esclusivamente una testimonianza storica (un bene culturale) e comincia ad essere considerato un substrato marino su cui si insedia una nuova o diversa tipologia di comunità biologica.

Un museo-acquario di questo tipo potrebbe (e dovrebbe) diventare anche una sorta di laboratorio per lo studio di fenomeni ancora sconosciuti che riguardano i processi in ambiente acquatico marino: 

-decomposizione del legno;

-colonizzazione del relitto da parte di organismi marini xilofili;

-colonizzazione interna dei relitti in metallo (o dell'interno del vasellame in ceramica) e comparazione con le situazioni sciafile naturali (grotte sottomarine e cavità di ogni tipo);

-allevamento e propagazione di specie rare, protette, o di grande richiamo per il pubblico;

-sviluppo di tecniche e sostanze per soluzione di problemi tecnici nautici legati ai processi di colonizzazione (fouling) o di possibile uso farmacologico.

Il nuovo museo-acquario rappresenterà lo spunto per ricostruzioni storiche e racconti di naufragio che andranno a costituire la parte che più solleciterà la fantasia ed appagherà la curiosità del visitatore.

Ciascun ambiente-vasca sarà corredato di cartelli suggeritori di attenzione che offriranno la possibilità di approfondire argomenti di biologia marina, archeologia subacquea, storia e vicende legate ai naufragi. Il visitatore potrà, pertanto, essere catturato da uno qualsiasi di tali suggerimenti (o da tutti) e avvertire la necessità di approfondire e soddisfare la propria curiosità.

PROMOZIONE DEL TERRITORIO

Il museo-acquario vuole essere occasione di stimolo del visitatore, al quale verranno offerti i mezzi per approfondire gli argomenti proposti, di qualsiasi tipo siano, con la scenografia vivente delle vasche.

La struttura sarà per questo dotata di una sala multifunzionale dedicata ai servizi: internet – mediateca, biblioteca – sala lettura, proiezione filmati, conferenze e mostre temporanee.
La proposta informativa sul patrimonio biologico e archeo-storico sommerso nel tratto di mare costiero neretino e greco sarà indubbia occasione di promozione dei beni ambientali e culturali locali ed assolverà ad uno dei ruoli fondamentali del museo: la fidelizzazione della popolazione locale che in esso vedrà la valorizzazione di se stessa e della propria storia.

DETTAGLI TECNICI DEL MUSEO-ACQUARIO

Il museo – acquario APrEH propone:

-un grande diorama (a Nardò ritrarrà la nave oneraria romana che giace sul fondale, nei pressi della località “Pizzo dell’Aspide”) ed esposizioni di reperti archeologici e paleontologici fuori dalle vasche-acquario;

-la ricostruzione (all’interno delle vasche) di relitti, della loro colonizzazione biologica e degli scenari di rinvenimento;

-un percorso obbligato (storico -geografico) attraverso le esposizioni, accompagnato da contributi testuali ideati secondo uno stile narrativo;

-l’allestimento di una sala multifunzionale (multimediale/biblioteca /internet point) con 50 posti a sedere, per la didattica, la documentazione e l’organizzazione di convegni;

-un’offerta culturale complementare rispetto a quella di musei che sorgono nelle vicinanze.