NARDO'/SANTA MARIA AL BAGNO - Dall'Australia a Santa Maria al Bagno per scoprire il luoghi in cui vissero i genitori, profughi ebrei nel primo dopoguerra. Anne Amigo, medico di famiglia a Sidney, è arrivata a Nardò nella tarda mattinata di venerdì scorso per una visita lampo nel museo della memoria. Unico inconveniente? L'illuminazione delle due sale, dove ci sono i murales e quella della mostra fotografica, non funzionava.
La donna ha poi raccontato la storia della sua famiglia: Giorgio Amigo, ebreo sefardita, rumeno di nascita, poi trasferito in Ungheria, e Susanna Klausz, ebrea ashkenazita. Giorgio e Susanna si erano conosciuti a Budapest, sui banchi di scuola. Giorgio fu catturato dai nazisti e internato nel campo di sterminio di Mauthausen: sopravvissuto, fu mandato dagli alleati nel campo di Santa Maria al Bagno, dove lavorò nell'amministrazione dell'Unra, probabilmente in un ufficio a Nardò.
Da Santa Maria si mise in contatto, tramite la Croce Rossa, con la fidanzata, che si era salvata nascondendosi in una cantina della capitale ungherese. Arrivata in Italia, anche Susanna lavorò per l'Unra, insegnando lavori di sartoria alle giovani profughe. Sono molte le foto che Anne ha conservato gelosamente e che ritraggono i genitori, al lavoro per l'Unra oppure in giro a Lecce. I due giovani rimasero a Santa Maria per circa un anno e si sposarono a Lecce nel 1945. Dalla marina di Nardò si spostarono a Milano e poi in Palestina, trasferendosi definitivamente in Australia, dove viveva uno zio di Anne, nel 1947. Susanna divenne stilista e Giorgio ottico.
Anne ha scoperto il museo neritino su internet e dopo aver chiesto ad alcuni americani ulteriori informazioni ha deciso di volare in Italia per scoprire quei luoghi tanto cari ai suoi genitori.

