Vi siete perso il Prefetto di Ferro girato nel Salento? Niente paura

Stampa

NARDO' - Il sindaco Risi "offre" la città alla produzione. L'Apulia film commission ringrazia l'architetto Giancarlo De Pascalis. Le anticipazioni sulle nuove fiction. L'intero film con le immagini bellissime di Nardò, Maglie e Otranto.

 

ECCO IL FILM: QUI

Il film per la tivù, ambientato in Sicilia ma girato interamente tra Maglie, Otranto e Nardò, supera la prova dell'Auditel. Con 3 milioni 929 mila spettatori ed uno share del 16.97 per cento è “Il Prefetto di Ferro”, la nuova fiction con Vincent Perez al debutto su Rai1, a vincere la sfida degli ascolti tv di prima serata.

Ma la buona fattura delle due puntate (la conclusiva è andata in onda ieri sera) deve pagare pegno ad un Salento che si offre come set naturale, senza cartongesso o quinte di cartapesta: i piazzali di Nardò e Maglie, largo del Carmine e piazza Aldo Moro, i palazzi ottocenteschi perfettamente conservati e arredati con lo stile dell'epoca - perché così li hanno conservati i proprietari, basti vedere quello, sontuoso, di don Ciccio Zuccaro in via De Pandi a Nardò o quello della famiglia Onorato – la sede del Tar di Lecce, secentesca pertinenza di una antica chiesa del capoluogo. Le scenografie, insomma, sono i fregi settecenteschi scolpiti nel carparo o gli ex conventi del Cinquecento incastonati nelle maglia urbana dei centri storici.

Tutto ciò incoraggia i sindaci dei due Comuni, Antonio Fitto e Marcello Risi, che gridano alla benvenuta “illuminazione” nella sede del Cineporto di Lecce: “ci siamo resi conto immediatamente, sin dai primi sopralluoghi – dice Risi – che il convento dei Carmelitani, in tempi più recenti adattato a casa mandamentale, aveva mantenuto l'aspetto di un vecchio carcere con le celle e le grate. Ed era quello che la troupe stava cercando”.

Del resto anche il produttore, Giorgio Schöttler, presente binsieme agli attori Antonio Serrano, Adolfo Margiotta e Paolo Ricca, dice di essersi trovato molto bene tanto da annunciare, in anteprima, che la nuova miniserie messa in cantiere dalla Rai sarà girata in parte in Puglia: il Salento non più Sicilia ma Campania. “L'assedio di Gaeta sarà realizzato qui – dice Schöttler – in considerazione della bellezza di questi luoghi e della comodità di ritrovare ambientazioni che, altrove, sono andate perdute”.

Tonino Zangardi, il regista scelto per l'impresa, è entusiasta dell'attività dell'Apulia film commission: “molte produzioni sono ormai delocalizzate all'estero mentre qui in Puglia si crede ancora molto, e tanto, nel valore culturale e promozionale di queste operazioni”.

Per tutti – sono presenti anche l'assessore agli Spettacoli del Comune di Lecce, Gigi Coclite e l'assessore provinciale alle Politiche giovanili, Bruno Ciccarese – la promozione del territorio salentino in tutta Italia passa da queste iniziative. I responsabili dell'Apulia Film Commission ringraziano il location manager per il lavoro svolto e ringraziano l'architetto Giancarlo De Pascalis per l'utile conoscenza del territorio che ha consentito di trovare le giuste ambientazioni. 


Concludiamo con la spigolatura: la produzione aveva pensato ad un “cameo” dedicato a Giuliano Gemma, indimenticabile “prefetto di ferro” nel film del 1977 di Pasquale Squitieri, ma la Rai non ha condiviso. Peccato davvero.