NARDO' - Si fa il giro alla festa e incrocia l'uomo che, presumibilmente, l'ha aggredita due giorni prima, lunedì mattina in via Papalisi.
Catturato a tempo di record il presunto scippatore dell'anziana di via Papalisi. Un giovane, infatti, è stato arrestato ieri sera dai carabinieri di Nardò: è G.D.A., ventunenne di Nardò figlio di un noto artigiano. Un insospettabile, insomma, appartenente ad una famiglia agiata. Resta ovviamente da dimostrare che sia effettivamente lui ad averla derubata anche se la storia prende una piega veramente inaspettata.
Contro di lui - se è davvero lo scippatore - ha giocato la prontezza e l'occhio acuto della donna derubata che, per sfortuna del ragazzo, non è rimasta per nulla scioccata da quanto le è accaduto l'altro giorno quando un giovane, rimasto senza nome solo per poche ore, l'ha attesa al varco nella stretta stradina che porta al cuore del Centro storico, via Lata, per aggredirla e strattonarla pur di strapparle la collanina d'oro del valore di poche decine d'euro se riciclata sul mercato nero. La donna è stata avvicinata con un pretesto e derubata mentre andava in chiesa.
Un atto che per pura fortuna non si è trasformato in qualcosa di peggio perché la donna, miracolosamente, non è caduta ed è uscita fisicamente indenne dall'aggressione.
Un episodio, però, che ha messo tanta apprensione negli anziani che vivono in quel budello di vie tanto che alcuni, nel ricostruire l'accaduto insieme alla donna aggredita, tremavano e piangevano.
La signora, come si diceva, ieri sera stava facendo un giro lungo la circonvallazione, in città dove c'è gran festa per la ricorrenza dei Santi Medici: è un giorno in cui tutti i neritini, pochi esclusi, escono da casa per onorare i santissimi. Ed era uscito anche “lui”, il presunto scippatore che, per la cronaca, abita a poche decine di metri da casa sua.
La settantenne è in auto con il figliolo – che è carabiniere di stanza a Lecce – quando incrocia lo sguardo con il giovane, e dice di riconoscerlo: “è il ladro, è il ladro dell'altro giorno!”.
Il carabiniere non ci pensa due volte ed entra in azione: sceso dall'auto insegue il giovane che alla vista del militare, il quale gli intima solo di generalizzarsi, ha una reazione inconsulta e lo aggredisce spintonandolo. Se avesse mostrato i documenti come richiesto, probabilmente non sarebbe successo nulla di quello che raccontiamo in seguito.
La reazione, invece, è la prova che il militare attende per confermare le parole dell'anziana madre.
Ne nasce una colluttazione che finisce ben presto con il giovane ko e l'arrivo dei colleghi del militare che mettono il ventenne nell'auto di servizio e se lo portano via passando proprio attraverso gli archi della festa. Che mai è stata così “miracolosa” e provvidenziale.
L'accusa con la quale il giovane è stato arrestato - è bene chiarirlo - è di resistenza a pubblico ufficiale. La responsabilità sullo scippo, ovviamente, è tutta ancora da dimostrare anche se il giovane è noto alle forze di polizia per altre intemperanze.