NARDO' - Detto fuori dai denti: questa polemica sulle tasse ha l'odore di una fogna. E' tempo di serietà e responsabilità e non di giocare a rimpiattino.
Auspichiamo che l'elettorato ricordi (e faccia pagare duramente e severamente questa superficialità) i volti chi sta prendendo per il culo i cittadini, siano essi quelli sindaco Marcello Risi e dei sui assessori o quelli dei consiglieri d'opposizione Pippi Mellone e Paolo Maccagnano.
C'è gente che sta con il borsellino degli spiccioli aperto, fino a contare i centesimi, per prepararsi a pagare le tasse e non è giusto, non è morale, che non si sappia che cosa sta succedendo. Allora sarebbe opportuno che domani, dopo questa accidenti di riunione di maggioranza, il primo cittadino facesse una conferenza stampa per dire come stanno le cose.
Perché neanche queste vie di mezzo (l'Imu per la prima casa no, l'Imu per la seconda casa sì...) sono soddisfacenti per chi cerca trasparenza e giustizia. Questa volta i neritini vorrebbero sapere di più: chi è responsabile e chi è irresponsabile, in questa città. Di chi sono le colpe, insomma, se siamo in queste condizioni: politica, apparato, dirigenti. L'importante è che non si tiri fuori Mario Monti...
Di sicuro di denaro, negli ultimi tempi, se n'è sprecato abbastanza e per iniziative futili e inutili e sulle quali anche noi della portella del cuore abbiamo steso un velo pietoso. Sbagliando, beninteso, perché avremmo dovuto denunciare con maggiore forza quanto già fatto su balletti, incarichetti ad amici e sodali ed altre amenità.
Anche perché per averlo fatto ci siamo buscato qualche paraculaggine da parte degli amici di questa Amministrazione.
Anche perché per non drenare denaro pubblico non abbiamo voluto realizzare una iniziativa alla quale tenevamo molto.
Anche perché questa forma di "prudenza" sulla gestione amministrativa era dovuta al rispetto nei confronti di una Amministrazione che pareva avere contro tutto e tutti, compresa buona parte di un intero apparato burocratico che difende con le unghie le proprie prerogative di casta. Ma la politica, ora, non pare più "casta" (leggetelo come sostantivo, non aggettivo) della casta?
E' stato mai ridotto il numero dei consiglieri comunali che partecipano alle commissioni? NO.
L'opposizione ne ha mai fatto una battaglia per ottenere questo risultato? NO.
E' stata mai attribuita la responsabilità a qualcuno per aver contribuito a far maturare debiti fuori bilancio per inerzia o superficialità se non addirittura dolo? NO.
Si sta procedendo ad attribuire incarichi e prebende con equilibrio e ponderatezza invece che con sfacciataggine? NO.
Ma ora? Ora che la minoranza (ad eccezione del Pdl in senso lato che ha sempre tentato di manifestare la proprio disponibilità a Risi per un dialogo sulle questioni finanziarie. Senza essere ascoltato) pare dello stesso livello qualitativo della maggioranza, sparando nel mucchio tanto qualcuno lo si colpisce lo stesso, che cosa dobbiamo pensare?
A quale santo dobbiamo votarci? A San Grillo Liberatore?
E' tempo di responsabilità e di attribuzione di responsabilità e nessuno si può esimere dal farlo: in primis la maggioranza degli annunci, poi la minoranza dei manifesti.
Intanto c'è una cronaca da leggere di seguito a questo sfogo del quale ci scuserete.
Imu al sette per mille, seconda casa al 10,6 per mille, Irpef allo 0,8 per cento: una “caporetto” per le finanze delle famiglie di Nardò ma il sindaco Marcello Risi smentisce: “fantasie dell'opposizione”.
Questa volta, così, non ci saranno né feriti né prigionieri: o, come dice la minoranza, l'Amministrazione è pronta ad alzare al massimo l'asticella di tutte le tasse, oppure, come afferma il sindaco Risi, non è vero nulla. Siamo allo sciogliersi della neve, insomma, quel punto di non ritorno davanti al quale sarà possibile capire chi bluffa e si prende gioco della buona fede dei neritini: perché, al di là della dialettica politica, questa volta l'annuncio di parte della minoranza ha allarmato realmente migliaia di persone che già ora, nelle condizioni in cui sono le famiglie, fanno fatica a mettere insieme il pranzo con la cena.
Un salasso bello e buono che andrà a gravare sulle già tartassate famiglie neretine “voluto dalla maggioranza degli sprechi e delle tasse di Marcello Risi” sta per arrivare secondo Pippi Mellone (Andare Oltre) e Paolo Maccagnano (Noi X Nardò) e le misure allo studio della maggioranza sono note ai due: aumento dell'Imu sulla prima casa dal 4 per mille al 7 per mille; aumento dell'Imu sulla seconda casa dal 7,6 per mille al 10,6 per mille; aumento dell'aliquota comunale Irpef dallo 0.5 per cento allo 0.8 per cento.
La minoranza, per la verità, tutti i torti non ce li ha: le aliquote sono una soluzione dolorosissima ma necessaria se l'Amministrazione non riuscirà, una volta per tutte, ad affrontare e risolvere definitivamente il problema dei debiti fuori bilancio. Il bilancio stesso preparato dall'ex dirigente, Gabriele Falco, non teneva conto delle decurtazioni causate dallo sforamento del patto di stabilità e della spending review. Nonostante ciò, però, la nuova responsabile del settore, Iole Castrignanò, si sarebbe trovata nuovamente in un vicolo a causa della fallita l'entrata rinveniente dalla vendita degli immobili comunali e dell'incerto l'esito del recupero dei crediti della San Giorgio/Tributi Italia. Così il bilancio è diventato improvvisamente asfittico e venerdì il sindaco ha riunito gli stati generali della maggioranza per discuterne.
Risi, però, pare fiducioso e sfodera pure punte di ironia, riservate ai momenti in cui deve mascherare un pizzico di nervosismo: “Il programma amministrativo della minoranza prevede, com’è noto, la chiusura dell’ospedale, l’aumento inevitabile della bolletta dei rifiuti, lo sforamento senza limiti del patto di stabilità. Ora la minoranza, non contenta, amplia lo scenario delle proprie funeste proposte introducendo con assoluta incoscienza aumenti al massimo di legge di tutte le tariffe. Sono fermamente contrario a misure che prevedono l’aumento sulla prima casa, dell’aliquota comunale Irpef, della bolletta dei rifiuti, delle altre imposte – dice Risi – e la sola imposta introdotta è la tassa di soggiorno. La Giunta valuterà l’opportunità di ritoccare l’aliquota Imu sulla seconda casa, se dovesse essere necessario, per evitare lo sforamento del patto di stabilità e computare la fase di risanamento delle finanze locali”.