Ma quanti danni ha fatto la San Giorgio a Nardò? Tentiamo di capirlo

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NARDO' - Scopriamo, incredibilmente, che nessuna commissione di inchiesta sarebbe mai stata attivata per capire realmente quanto è costata l'operazione San Giorgio alla città di Nardò. Ci sono tanti aspetti che andrebbero indagati con attenzione. Dai blocchetti alle matrici degli stessi, dal costo del personale ai registri, dall'accertato ai conti correnti ed al riversamento sui conti del Comune. E' tutto nebuloso e problematico eppure erano i soldi nostri, i soldi delle tasse dei neritini!

 

Dietro-front del sindaco Marcello Risi sulla convenzione da siglare con l'ex San Giorgio - Tributi Italia, la concessionaria dei tributi locali “scoppiata” ovunque. Due o tre gli aspetti che hanno indotto il sindaco a revocare l'accordo: sicuramente l'arresto, a Chiavari, dell'intera cupola di comando della società da parte della Guardia di Finanza. Cinque persone accusate di aver fatto “sparire” cento milioni di euro dei quali 400mila sono soldi dei neritini: 350mila di sorte capitale e il resto in interessi e rivalutazione monetaria.

Negli ultimi mesi il sindaco Risi era in contatto con l'amministratore di controllo della società nel tentativo di recuperare gli archivi e il cosiddetto “accertato”. Si parla di un importo complessivo due milioni di euro circa che la società avrebbe accertato – quale evasione o ridotto pagamento – ma, per quel che si sa, mai sarebbe stato notificato all'utenza. Se la Tributi Italia ha mandato le raccomandate per il 2006 è stata interrotta la prescrizione quinquennale e quei soldi sono recuperabili. Se la società non le ha mandate (e nemmeno la successiva concessionaria lo ha fatto, la Cerin: questo è certo) significa che il Comune può dire addio per sempre a quei crediti, ormai caduti in prescrizione.

Ecco perché le “carte” della Tributi erano preziose: per verificare quanto appena detto e per avere i tabulati degli accertamenti.

Appare evidente che anche il 2007 è a rischio perché a fine 2012 scadono i cinque anni previsti dalla legge per chiedere i soldi ai contribuenti. A quel punto il “danno” fatto dalla società al Comune di Nardò sarebbe di svariati milioni di euro. Casomai sarebbe da chiedersi perché, oggi, la Cerin non provvede a lavorare sull'accertamento almeno per il 2007.

E questo sarebbe l'argomento di un'attività in corso tra il sindaco Risi e la nuova dirigente del settore Economico – Finanziario, Iole Castrignanò. Pare che il sindaco sia stato indotto a rompere ogni rapporto con la Tributi Italia, sia pur in commissariamento, perché l'ufficio avrebbe sostenuto di poter fare a meno delle “carte”.

Intanto Risi dice che: “l'Amministrazione comunale conferma l’orientamento che il Comune debba gestire in via diretta l’attività di riscossione e debba tornare a dotarsi con urgenza di un efficiente ed autonomi Ufficio Tributi. Quanto alla collaborazione con la Tributi Italia Spa in amministrazione straordinaria per il recupero delle somme accertate sino al 2007 e non ancora riscosse, il sindaco, non soddisfatto delle garanzie portate da Tributi Italia in amministrazione controllata, ha dato direttiva di sospendere il procedimento senza firmare la convenzione”.