NARDO' - Alle 15.30 è convocato il Consiglio comunale. Ma potrebbe esserci qualche consigliere di maggioranza ben deciso a non partecipare alla riunione perché estremamente contrario a riconoscere debiti fuori bilancio per i quali sarebbe stata gradita l'assunzione di responsabilità dei dirigenti. Nei giorni scorsi le riunioni della commissione, presieduta da Andrea Frassanito (IoSud), non avrebbero convinto tutti ad alzare la mano. E la minoranza - quello che è rimasto - che farà? Lo scopriremo solo vivendo. Alle 15.30. Intanto ecco qualche anticipazione sulla natura di due debiti.
Due debiti fuori bilancio vanno oggi verso il riconoscimento in Consiglio e rappresentano lo specchio reale di come, e con quale leggerezza, siano state gestite alcune situazioni.
In entrambi i casi si tratta di procedure ingiuntive e cioè di persone che avanzano crediti nei confronti dell'Amministrazione dopo una sentenza a proprio favore. Prima che sopraggiunga il pignoramento il Comune intende pagare per non corrispondere ancora maggiori somme.
In un caso si tratta di 14mila euro dovuti al consulente tecnico d'ufficio che dovette quantificare le opere realizzate nel passaggio, da una ditta all'altra, delle opere di realizzazione della strada Nardò-Pagani. In pratica la prima ditta fu inadempiente nei confronti del Comune che, dopo tre anni di agonia, rilevò l'abbandono del cantiere e nel 2008 venne rescisso il contratto.
In un secondo caso, per il quale l'importo è pari a 34mila euro, si tratta di un affitto preteso da un privato al quale non fu possibile restituire le chiavi nel momento in cui il deposito che aveva locato al Comune non serviva più. Forte di questa inspiegabile "impossibilità" di restituire le chiavi – e anche a causa dell'assenza di un contratto di affitto vero e proprio tra le parti, essendo stata solo predisposta una deliberazione – il privato ha richiesto ingenti somme al Comune.
In ogni caso "abitudini" procedurali che hanno generato anomalie e contenziosi e per le quali non si trovano i responsabili. L'opposizione chiederà l'invio della carte alla procura della corte dei conti mentre parte della maggioranza è perplessa sulla concessione del voto.