CONSIGLIERI CON LE PALLE - Ovviamente non parliamo di quelli di Nardò

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NARDO' - Si chiama “Operazione restituisci il malloppo” e c'è chi ha il coraggio di metterla in atto. Ecco la lettera di un neritino: "Caro Direttore ti invio l'articolo comparso su "Il Pontino di Aprilia". E' il commento all'arresto dei Saggese di un Consigliere Comunale di uno dei tanti Comuni truffati. A Nardò non un "politico" si è degnato di esporsi. Abbiamo quello che ci meritiamo".

“Operazione restituisci il malloppo”. Così l’avremmo chiamata noi l’operazione della Guardia di Finanza che ha portato all’arresto di Giuseppe Saggese. Sarebbe troppo facile dire che non ci sorprende questo epilogo, dire “noi l’avevamo detto” ed oggi tutti ci danno ragione a differenza di quanto avveniva qualche anno fà. Ma quel che ci interessa oggi, come nei precedenti processi “Aser”, non è la testa di qualcuno, la magistratura come al solito farà il suo corso e noi anche in questo caso ci costituiremo parte civile per insinuarci almeno nel patrimonio personale di questo signore visto che la società è fallita.
Quel che invece occorre ribadire sono le responsabilità politico-amministrative di chi questi signori ce li ha portati qui a gestire e sottrarci i nostri soldi. Troppo comodo continuare a ripetere che la storia è ormai acqua passata, che noi guarderemmo troppo all’indietro, ma non è colpa nostra se poi l’attualità torna prepotente e rimette in prima pagina questa vergognosa vicenda. E’ sacrosanto quindi ricordare ai cittadini di Aprilia che ben presto i difensori d’ufficio di questo scandalo torneranno, sotto mentite spoglie, sbandierando una “nuova” verginità o una ricetta politica risolutrice di tutti i mali della Città, a chiedere loro il voto e a loro spetterà la sentenza, nuovamente. Noi possiamo dare a questi signori intanto un consiglio, se non altro per decenza: restatevene chiusi a casa. Perchè come diceva in un’intervista il compianto Sindaco Domenico D’Alessio, che insieme all’amico Sindaco, anch’egli compianto purtroppo, Luigi Meddi, combattè da subito contro questa porcata, “se un amministratore concede questo, o è incompetente, o è in malafede”.