NARDO' - Riceviamo e pubblichiamo una nota della dottoressa Antonietta Martignano che ringraziamo per ever aperto un fronte di arricchimento culturale e nuova conoscenza.
Quasi due mesi fa è apparsa questa notizia: LEGGI QUI.
Premetto che il mio percorso di studi, pur riguardando l'ambito archeologico, non tocca approfonditamente il ramo della numismatica, ma sento di intervenire in quanto neretina, soprattutto perché mi sono occupata, e continuo a farlo, di questo territorio dal punto di vista archeologico.
Nel video Paolo Zacchino e Andrea Barone, sostengono di aver risolto una disputa archeologica sulla quale si dibatte ormai da molti anni, ossia la presenza certa di un'emissione monetale attribuita all'antica Nardò.
Approfondendo la mia personale ricerca a riguardo, ho riscontrato delle incongruenze nel video, le quali vorrei condividere in questo articolo.
Paolo Zacchino afferma nei primi minuti che "c'è stata una zecca in cui erano prodotte monete". Non sono riuscita a trovare la fonte da cui è stata estrapolata questa frase, pertanto o si tratta di una mia svista o più semplicemente, di una scoperta non accreditata e quindi priva di alcun riferimento bibliografico in merito.
Nel video è stato anche detto che " (...) si è riusciti ad attribuire non solo per la scritta (...)". Sulle monete appare la "scritta" NAP (Nar) [ ndr. preciso che chi del settore non conosce alcuna “scritta” ma epigrafe], ma nessuna fonte antica cita Nardò come Naretum. Plinio il Vecchio parla di Neretini, Tolomeo di Nereton, Ovidio ricorda la Sallentinumque Neretum, anche nella Tabula Peutingeriana, antica cartografia che riporta le vie militari dell'Impero Romano, Nardò è citata come Neretum. La dicitura NAP appare, solo sulla Mappa di Soleto, la cui autenticità però è stata fortemente messa in dubbio.
Pertanto, non essendoci stata una zecca e neanche la certezza che l'emissione sia attribuibile a Nardò, mi chiedo: perché si sarebbe dovuto sprecare denaro pubblico per creare un conio da utilizzare per un eventuale premio, visto che parliamo di un qualcosa che non ha alcun fondamento?
Se per "autorevolissime conferme scientifiche" di cui si parla verso la fine del video, si intendono Lobbecke o altri studiosi della fine dell'800 avrei delle riserve a riguardo. Il problema di utilizzare tali fonti è quello di incappare in risultati incompleti. Il modo di fare archeologia era molto legato al concetto di collezionismo, solo ciò che era completo e oggettivamente bello da esporre poteva essere oggetto di studio, inoltre non erano importanti dati di contesto, quote o luoghi di rinvenimento.
Considerando il caso delle suddette monete, essendo materiali appartenenti a collezioni private, non si conosce l'esatto luogo di provenienza.
La Dott.ssa Stefania Montanaro, citata nel video, si è recentemente occupata dell'argomento. In un suo articolo, presentato al III° Convegno di Numismatica svoltosi a Bari, sostiene che "se esse fossero effettivamente da attribuire a Neretum, quest’ultimo sarebbe l’unico centro messapico ad aver emesso monete sia in argento che in bronzo tra la fine del IV e gli inizi del III sec. a.C.".
Inoltre aggiunge che "dobbiamo tuttavia lamentare l’assenza di notizie relative all’ambito in cui tali monete circolarono e quindi in cui sono state recuperate: non soltanto il territorio di Nardò non ha restituito, ad oggi, alcuna moneta a legenda NAR o NARΗΤΙNΩN, ma tutti gli esemplari sinora identificati provengono da collezioni storiche, per le quali non sono state conservate informazioni sui contesti di rinvenimento. Tale condizione sfavorevole rende oggettivamente problematica qualsiasi ipotesi di identificazione del centro che emise queste monete, di ricostruzione delle occasioni di coniazione, dei motivi di emissione, della funzione e del significato economico e sociale di tale monetazione."
La tesi della Dott.ssa Montanaro mi sembra più che valida e con una base scientifica! Non vi nego che avrei tanto voluto anche io che finalmente questo punto oscuro - uno dei tanti, ve lo posso assicurare - relativo alla storia antica della nostra città, potesse essere dissipato. L'unica considerazione che mi viene da fare è la seguente: perché avere l'ardire di trarre conclusioni affrettate accendendo inutilmente gli animi, con la presunzione di poter interpretare dati, senza possedere però, competenze adeguate per farlo?
Spero che queste mie riflessioni siano state chiare ed esaustive, soprattutto a coloro che mi hanno tacciata di aver poca professionalità. Sono comunque disponibile per qualsiasi chiarimento e/o critica.
Dott.ssa Antonietta Martignano